Attualità - 29 giugno 2026, 19:25

Termovalorizzatore, Salis dice no a Genova: “Non ci sono aree idonee. La Regione indichi sito e progetto"

Dopo la decisione del Cda di Amiu di aprire una fase di studio, la sindaca chiarisce la posizione del Comune: “Nessuna possibilità di realizzare l’impianto sul nostro territorio. Amiu valuterà solo con un quadro conoscitivo completo”

Termovalorizzatore, Salis dice no a Genova: “Non ci sono aree idonee. La Regione indichi sito e progetto"

La sindaca Silvia Salis chiude alla possibilità di realizzare un termovalorizzatore a Genova e rinvia ogni valutazione sul ruolo di Amiu a quando la Regione Liguria avrà individuato un sito e definito il progetto dell’impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti.

La posizione della sindaca arriva dopo la decisione del Consiglio di amministrazione di Amiu, che oggi ha deliberato all’unanimità l’apertura di una fase di studio sul progetto promosso dalla Regione Liguria. Una scelta che, di fatto, non comporta l’ingresso immediato della municipalizzata nella procedura regionale, ma affida al presidente il compito di approfondire gli aspetti economici, finanziari, tecnologici, giuridici e operativi dell’operazione.

“Voglio ribadire un punto fermo: non vi è alcuna possibilità di realizzare un termovalorizzatore a Genova”, afferma Salis. “Dal punto di vista tecnico e dei costi, semplicemente non esistono sul nostro territorio aree idonee a ospitare un’infrastruttura simile”.

Il mandato dato dal Cda di Amiu, spiega la sindaca, va quindi letto in questa direzione: approfondire il dossier solo quando la Regione avrà sciolto i nodi principali. “Il mandato conferito oggi al presidente di Amiu dal consiglio di amministrazione è chiaro: approfondire tutti gli aspetti economici, finanziari, tecnologici, giuridici e operativi una volta che la Regione avrà individuato il sito e definito il progetto per l’impianto destinato alla chiusura del ciclo dei rifiuti”.

Secondo Salis, il primo passaggio spetta dunque alla Regione. “Aspettiamo che la Regione sciolga il nodo della gara: se ci sarà un Comune ligure disponibile ad accogliere un impianto sul proprio territorio, valuteremo se ci saranno le condizioni per permettere ad Amiu di partecipare alle procedure pubbliche, secondo le regole del partenariato pubblico privato”.

La sindaca interviene anche sulle parole del presidente della Regione Marco Bucci, che da Torriglia aveva auspicato una partecipazione di Amiu al bando regionale, avvertendo che, senza un ingresso nella procedura entro la scadenza, per la società genovese “la strada sarà molto difficile”.

Salis si dice “stupita” da quelle dichiarazioni. “Il presidente sembra aver paventato che siccome Amiu non parteciperà in questa fase della procedura voluta dalla Regione sarebbe svantaggiata a partecipare in seguito. Lo invitiamo a rileggere le procedure messe in atto dal suo stesso ente perché non sembra essere così”.

La sindaca replica anche all’apertura del governatore sulla possibilità di concedere qualche giorno in più ad Amiu, nel caso in cui fosse la stessa azienda a chiederlo. “Sorprendono le parole dello stesso governatore che ora si dice pronto eventualmente a concedere più tempo ad Amiu. Peccato che non abbia dato la stessa disponibilità quando era stata l’azienda stessa a chiederlo, dopo il primo avviso esplorativo”.

Resta il tema di fondo, quello della chiusura del ciclo dei rifiuti, che Salis non mette in discussione come obiettivo strategico. “La chiusura del ciclo dei rifiuti è una sfida fondamentale per ridurre la dipendenza dalle discariche e dall’export, ma, proprio per l’importanza di questa operazione, Amiu ha bisogno di valutare la propria partecipazione basandosi su un quadro conoscitivo che, ad oggi, deve ancora essere completato dalla Regione”.

Redazione

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