Attualità - 17 luglio 2026, 10:10

Ponte Morandi, Possetti il giorno dopo la sentenza: “Non delegittimarla, ora difendiamola in appello”

La presidente del Comitato Ricordo Vittime invita a non mettere in discussione il verdetto di primo grado: “È una sentenza forte, che individua precise responsabilità senza appiattirsi sulle richieste della Procura. Ora battaglia contro protezioni speciali per i manager”

Il giorno dopo la sentenza di primo grado per il crollo del ponte Morandi, Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, invita a difendere il valore del verdetto pronunciato ieri dal Tribunale di Genova e a non lasciarsi guidare esclusivamente dal dolore e dall’emotività.

Nulla potrà riportare a casa le nostre famiglie, nulla potrà colmare il nostro dolore. Alcuni di noi vorrebbero vedere i colpevoli di tanto dolore privati della loro libertà per sempre, ma il dolore e l’emotività non possono distogliere la nostra attenzione”, afferma Possetti.

Il processo si è concluso in primo grado con 32 condanne. La pena più elevata, dodici anni, è stata inflitta all’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci. Il verdetto ha inoltre riconosciuto responsabilità all’interno di Aspi, Spea e delle strutture pubbliche incaricate della vigilanza.

Per Possetti, proprio la complessità e l’articolazione della decisione impongono di evitare giudizi sommari. “Non dobbiamo compiere l’errore di delegittimare questa sentenza, non dobbiamo dimenticarci le motivazioni costituzionali che sono alla base dell’attuale giurisprudenza e le pene previste per i reati contestati. Dobbiamo essere consapevoli che delegittimare questa sentenza significa mettere in dubbio anche le regole di uno Stato democratico”.

La presidente del Comitato sottolinea come i giudici abbiano valutato separatamente le posizioni dei singoli imputati, pronunciando condanne e assoluzioni senza recepire automaticamente tutte le richieste formulate dall’accusa. “È una sentenza forte, che individua precise responsabilità, che assolve dove i giudici lo hanno ritenuto necessario e che non si è appiattita sulle richieste della Procura”.

Il verdetto di ieri rappresenta però soltanto il primo passaggio del percorso giudiziario. Dopo il deposito delle motivazioni, atteso entro novanta giorni con la possibilità di una proroga, si aprirà la fase dei ricorsi. “Da oggi inizia una nuova battaglia: riuscire a ottenere la conferma di questa sentenza in appello e, soprattutto, delegittimare ogni tentativo di dare una protezione ulteriore ai manager, che devono essere soggetti alla legge come tutti noi”, prosegue Possetti.

Il riferimento è anche al dibattito sulla responsabilità penale delle figure apicali nelle organizzazioni complesse, tema sollevato dalla difesa di Castellucci dopo la condanna. Per il Comitato, eventuali modifiche o nuove tutele non dovranno ridurre gli obblighi di controllo connessi ai ruoli direttivi. “Questa sentenza, come quelle per le tragedie di Avellino e Viareggio, impone nuovi modi di affrontare la prevenzione, che non possono e non potranno essere vanificati da protezioni ad personam”, conclude Possetti. “Dobbiamo essere uniti e forti, come cittadini, su questi obiettivi”.