Attualità - 17 luglio 2026, 15:05

Mercato ortofrutticolo, protesta all’alba contro l’apertura diurna: “Eravamo oltre 300. È solo la prima manifestazione"

Dettaglianti, fruttivendoli e ambulanti hanno attraversato il mercato di Bolzaneto con fischietti e cori “no al diurno, notturno”. Il referente Lorenzo Nucera: “Ce ne saranno tante altre. Se necessario, arriveremo allo sciopero e al blocco degli accessi in entrata e uscita"

Mercato ortofrutticolo, protesta all’alba contro l’apertura diurna: “Eravamo oltre 300. È solo la prima manifestazione"

La protesta dei dettaglianti contro l’ipotesi di apertura diurna del Mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Bolzaneto arriva, letteralmnete, dentro il mercato. Nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio, intorno alle 5, oltre 300 operatori, secondo quanto riferito dagli organizzatori, hanno dato vita a una manifestazione pacifica tra i padiglioni, attraversando lentamente l’area con fischietti e cori al grido di “no al diurno, nottuno".

Una mobilitazione nata in poche ore, ma che segna un salto di qualità nella protesta contro il possibile spostamento delle contrattazioni dalla fascia notturna e della prima mattina all’orario 11-17, ipotesi che i dettaglianti considerano un rischio enorme per negozi di quartiere, fruttivendoli e ambulanti.

A raccontare quanto accaduto è Lorenzo Nucera, commerciante di frutta e verdura a Struppa, principale riferimento del gruppo dei dettaglianti: “La scorsa notte, alle 5, abbiamo fatto una manifestazione dentro il mercato, pacifica, con tutti i commercianti dettaglianti, i fischietti e il grido ‘no al diurno’. Abbiamo attraversato tutto il mercato lentamente. Eravamo oltre 300 persone, tutti d’accordo e organizzati. La manifestazione è durata quasi un’ora”.

Per Nucera, la presenza massiccia degli operatori è un messaggio diretto ai grossisti e a chi, secondo i dettaglianti, avrebbe sottovalutato la portata della protesta. “Se la potevano aspettare. Loro ci hanno classificato come cinque gatti, e invece eravamo ben oltre 300. Non credevano fossimo in grado di organizzarci così”.

Dopo la manifestazione, racconta ancora Nucera, ci sarebbe stato anche un confronto con alcuni grossisti. “Qualcuno si è lamentato, qualcuno ci ha chiesto perché lo facciamo. Continuano a giocare sull’orario dicendo che non c’è niente per iscritto, che nulla è confermato. Però, secondo noi, un’assemblea tra grossisti c’è stata e hanno già discusso il tema. Ci dicono che non c’è nulla, ma intanto i lavori stanno proseguendo per arrivare al diurno”.

I dettaglianti contestano soprattutto l’assenza, a loro dire, di un confronto reale e trasparente. Nucera richiama anche quanto accaduto in passato sugli orari: “Era già successo l’anno scorso, quando avevamo raccolto firme per l’orario delle 3. Poi, di colpo, hanno comunicato lo spostamento dalle 3 alle 4. Ora temiamo che possa accadere lo stesso”.

La manifestazione di questa mattina, spiegano gli organizzatori, non sarà un episodio isolato. “Questa è stata la prima manifestazione, nata spontaneamente e creata in poche ore. L’abbiamo organizzata io e Anselmo L’Abbate, insieme ad altri colleghi che ci hanno aiutato, d’accordo anche con Carlo Bruccoleri. È venuta fuori una bellissima manifestazione e ce ne saranno ancora, non una ma più di una”.

Per ora, sottolinea Nucera, la linea resta quella della protesta pacifica. Ma il fronte dei dettaglianti non esclude iniziative più incisive se l’ipotesi del diurno dovesse avanzare. “In questo momento lo facciamo pacificamente, per farci notare, per dire che esistiamo e che c’è un pericolo. Vogliamo far capire ai grossisti che non siamo i primi arrivati. Speriamo di non arrivare mai al momento del diurno, ma se dovessimo arrivarci faremo uno sciopero regolare e bloccheremo anche il mercato in entrata e in uscita, sempre in modo regolare e con i permessi. Non ora, ma al momento opportuno”.

Il nodo resta quello dell’organizzazione del lavoro di piccoli negozi, ambulanti e mercati rionali. Secondo Nucera, lo spostamento delle contrattazioni nella fascia 11-17 sarebbe incompatibile con la vita quotidiana delle attività di vicinato. “Distruggerebbero il commercio. L’ambulante non può seguire quegli orari, chiudere e andare a comprare. Così muore tutto il mercato ortofrutticolo al dettaglio e degli ambulanti”.

La protesta, partita nelle scorse ore con la mobilitazione di oltre 300 commercianti, entra così in una nuova fase. Dopo il documento presentato dalla Lega in Comune e la richiesta di un confronto istituzionale, i dettaglianti alzano il livello della mobilitazione e promettono nuove iniziative se non arriveranno risposte chiare sull’ipotesi di apertura diurna.

Federico Antonopulo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU