Attualità - 08 settembre 2026, 15:11

Trasferimento dei depositi chimici, il 18 settembre il vertice tra Comune di Genova e Autorità Portuale

Prende sempre più corpo l'ipotesi di delocalizzare Carmagnani e Superba presso il Porto Petroli. Interrogazione di Filippo Bruzzone (Lista Salis) al vicesindaco Terrile: “Se non è stato risolto il problema in quarant’anni, non è perché siamo tutti degli incapaci”

La sede della Superba a Multedo

La sede della Superba a Multedo

Si terrà il prossimo 18 settembre, come annunciato in Consiglio Comunale dal vicesindaco di GenovaAlessandro Terrile, il primo confronto ufficiale tra il Comune di Genova e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale a proposito della redazione del futuro Piano regolatore portuale e, in particolare, a proposito dell’ipotesi di delocalizzazione dei depositi chimici di Superba e Carmagnani di Multedo all’interno del Porto Petroli, scenario già anticipato da ‘La Voce di Genova’ nelle scorse settimane (leggi qui l’articolo). 

Terrile ha illustrato questo percorso in Sala Rossa oggi pomeriggio, rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata da parte del capogruppo della Lista Salis in ComuneFilippo Bruzzone

Secondo il vicesindaco, “l’interrogazione centra un problema annoso di questa città, che non è mai stato risolto. Per anni sono stati adottati dei percorsi amministrativi forzati, che poi inevitabilmente sono caduti sotto la scure del giudice amministrativo. Quindi Autorità di Sistema Portuale ha avviato un percorso di confronto in merito alla redazione del nuovo Piano regolatore. Dovrà trovare soluzione anche il tema del trasferimento dei depositi costieri”. 

Per quanto riguarda l’ipotesi Porto Petroli, Terrile spiega che la “abbiamo appresa anche noi. È ovviamente difficile prendere una posizione puntuale prima di aver esaminato il progetto di trasferimento vero e proprio, perché ricordo a me stesso che già negli anni scorsi era circolata un’ipotesi sostenuta da una delle due aziende che diciamo in qualche modo preferiva il trasferimento a Porto Petroli, quindi bisognerà capire se stiamo parlando della stessa ipotesi o di un’ipotesi differente”. 

Certamente, ricorda Terrile, “l’ipotesi Porto Petroli solleva tutta una serie di criticità e di compatibilità con il quartiere di Multedo e anche di compatibilità con le attuali attività, sia di logistica per il Porto Petroli stesso, sia industriale, perché in quella zona è in corso il ribaltamento a mare di Fincantieri che si sta completando. Ora per la verità sappiamo, e non voglio negarlo, che ogni soluzione di delocalizzazione comporta delle criticità e guardate, quando un problema in una città non si risolve per quarant’anni è difficile pensare che tutti quelli che sono venuti prima di noi siano degli incapaci e quindi ora le strade siano, come dire, lastricate di speranza, quindi la situazione è certamente complessa. Il metodo però è importante per arrivare a una decisione che sia la più matura possibile. Rispetto a tutte le ipotesi di delocalizzazione vanno approfonditi i pro e i contro, anche attraverso un confronto con i soggetti interessati. Noi vogliamo che il processo di delocalizzazione sia aperto e trasparente e non sia una decisione calata dall’alto. Quindi proporremo anche un metodo di comunicazione e di confronto con la città che porti a evitare appunto scelte cadute dall’alto, ma nello stesso tempo consenta di risolvere un problema annoso”. 

Il capogruppo Filippo Bruzzone nel suo intervento ha ricordato: “Non ero il solo ad aver partecipato a un’assemblea dove l’ex sindaco Bucci disse che entro la fine del 2018 i depositi sarebbero andati via da Multedo. Oggi è l’8 settembre 2026 e i depositi costieri sono ancora a Multedo. Così come è un fatto ormai noto l’ipotesi che poi dovremmo andare a verificare e da qui l’interrogazione che ho voluto presentare”.

Alberto Bruzzone

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