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Attualità | 25 agosto 2026, 16:03

Depositi chimici di Multedo, Paroli: “Abbiamo individuato una soluzione”

Il presidente dell’Autorità Portuale: “La nostra proposta sarà oggetto di confronto con tutti”. Si parte dal 4 settembre con le discussioni sul Piano Regolatore Portuale. Cresce l’ipotesi della collocazione al Porto Petroli, ma è pur sempre nello stesso quartiere

I depositi chimici della Carmagnani, nel cuore del quartiere di Multedo

I depositi chimici della Carmagnani, nel cuore del quartiere di Multedo

“Per lo spostamento dei depositi chimici abbiamo individuato una soluzione e adesso sarà oggetto di confronto con tutti”. Alla vigilia dell’inizio della discussione del futuro Piano Regolatore Portuale, fissata a partire dal prossimo 4 settembre, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure OccidentaleMatteo Paroli, fa questo annuncio a effetto e riapre di fatto una partita che in città dura da decenni: quella del dislocamento di Carmagnani e Superba dal quartiere di Multedo, dove i depositi chimici sono a cinque metri dalle abitazioni. 

Affossata definitivamente la questione di Ponte Somalia a Sampierdarena, anche a seguito delle pronunce in senso negativo sia del Tar della Liguria che del Consiglio di Stato, si torna a ragionare sul dove collocare queste due attività e il numero uno di Palazzo San Giorgio afferma di avere una proposta, anche se non dice quale. 

Tutte le indiscrezioni, però, fanno pensare al Porto Petroli di Multedo, all’interno di uno dei pontili non più utilizzati. Paroli, ospite degli studi televisivi di Primocanale, spiega: “Abbiamo individuato una soluzione che vogliamo condividere con la città. Noi abbiamo una proposta, poi è ovvio che l’Autorità Portuale non può imporre certi tipi di scelte, soprattutto di delocalizzare. Io non ho potere di imporre ai depositi di trasferirsi in porto e questo non lo può fare nessuno. Però ho un dovere che mi sono preso, che ho assunto e che ho completato, quello di trovare una soluzione possibile. Questa soluzione va condivisa con la città, non vi è dubbio, perché diversamente io non ho strumenti”. 

Paroli indica anche le tempistiche: “La discussione con il Comune di Genova è già partita, mentre le prime riunioni con gli stakeholder sono fissate a partire dal 4 settembre e poi seguiranno per tutto il mese di settembre. Le persone con le quali confrontarci sono tante e le vogliamo sentire tutte: dai servizi tecnico-nautici alle altre amministrazioni pubbliche fino appunto ai comitati, che vogliamo sentire pur non avendone nessun obbligo. La norma, infatti, ci impone di sentire il parere dei comuni, ma sarebbe sciocco non sentire anche coloro che il porto poi lo subiranno da un punto di vista della qualità della loro vita e della vivibilità. Quindi sentiremo anche i comitati dei cittadini per proporre loro le nostre soluzioni ed ascoltare se ve ne sono invece di migliori, sulle quali non abbiamo nessun tipo di remora a dire ‘le sposiamo, ci avete convinto’”. 

Ma, avverte Paroli, “è ovvio che devono essere soluzioni al pari di quelle nostre, radicate su basi scientifiche e tecniche. Noi abbiamo il Piano Regolatore, che non è un disegno. Si rappresenta come un disegno, ma a monte di quel disegno ci sono studi, calcoli e approfondimenti, valutazioni ambientali, valutazioni strategiche, valutazioni di sicurezza che dobbiamo fare e abbiamo fatto con la Capitaneria di Porto. Il porto non è un disegno che buttiamo così in pasto a chi vuole darci un’occhiata. C’è una riflessione tecnica e scientifica che può essere modificata e può essere migliorata, ma che si basa sempre non su sensazioni, ma su dati tecnico scientifici e poi finita questa parte di discussione si potrà procedere alla stesura. Noi vogliamo adottare il Piano Regolatore in Comitato di Gestione entro la fine dell’anno: i tempi li abbiamo, confido non vi siano atteggiamenti ostruzionistici da parte di alcuno, perché è chiaro che in quel caso i tempi si dovrebbero necessariamente allungare, ma la mia speranza è di poter far fede all’obiettivo che ci siamo dati per il 31 dicembre”.

A Multedo si torna a stare alla finestra, nella speranza, sempre più disincantata, che sia davvero la volta buona.

Alberto Bruzzone

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