Un autobus fermo al capolinea, già affollato di passeggeri ma senza autista, e un’applicazione che non funziona, mentre il tabellone continua a segnalare l’arrivo del mezzo a un minuto.
È la situazione denunciata da una passeggera di un bus Amt che ieri sera, mercoledì 21 ottobre, intorno alle 23, si è ritrovata ‘bloccata’ alla stazione di Brignole mentre attendeva che un mezzo in servizio sulla linea 356 partisse.
A raccontare l’episodio è la stessa utente, che descrive una situazione di incertezza diventata rapidamente esasperante: “L’app non andava, non era possibile capire quando sarebbe partito. Inoltre, il tabellone alla prima fermata lo dava a un minuto ma da diverso tempo. Ovvio, probabilmente percepiva il segnale Gps a due metri di distanza”.
Quella che sembrava dunque essere un'attesa di una decina di minuti, in breve tempo si è tramutata in un incubo, tanto che la stessa ha deciso di incamminarsi verso la sua destinazione: “Non sapendo quando sarebbe partito, l’ho fatta a piedi”, racconta, aggiungendo di aver provato “pena per chi lo stava aspettando”.
La conclusione dell’ennesimo disservizio del trasporto pubblico lascia l’amaro in bocca e fa emergere la frustrazione patita dai passeggeri (senza per questo dimenticare il personale viaggiante che sta affrontando una crisi aziendale importante) che devono fare i conti con un servizio che non sembra riuscire a garantire in modo puntuale di raggiungere la propria destinazione.
Quella patita ieri sera da diversi passeggeri è solo l’ultima vicenda in ordine di tempo, l’elenco è lungo e nei mesi numerose sono state le segnalazioni raccolte.
A luglio, una lettrice aveva denunciato l’attesa di 25 minuti sotto il sole per un autobus della linea 13 in piazza Ortiz, descrivendo un viaggio diventato una prova di resistenza.
A settembre, nel giorno di entrata in vigore del nuovo orario invernale, erano state segnalate attese fino a venti minuti per la metropolitana, con tabelloni che continuavano ad annunciare l’arrivo dei convogli senza fornire indicazioni utili ai passeggeri.
Problemi diversi, ma accomunati da un elemento: la difficoltà di organizzare i propri spostamenti quando il servizio non offre informazioni attendibili sui tempi di attesa. Nel caso del 356, alla fermata di Brignole, il malfunzionamento dell’applicazione si è aggiunto all’incertezza sulla partenza del mezzo.
Al netto della crisi Amt, in una città che chiede ai cittadini di lasciare l’auto a casa e scegliere il trasporto pubblico, episodi come questo rischiano di alimentare la sfiducia.
Il problema è tutto’altro che marginale: quando aspettare un autobus diventa una scommessa, camminare può sembrare l’unica alternativa affidabile.