Attualità - 22 ottobre 2026, 13:23

Amt, l’app che non funziona, il bus fermo al capolinea e nessun autista. La denuncia di una passeggera: “L'ho fatta a piedi”

La testimonianza nella serata di mercoledì 21 ottobre, alla stazione di Brignole: il mezzo in servizio sulla linea 356 era affollato ma senza conducente, mentre il tabellone continuava a indicare un’attesa di un minuto. “Non si capiva l’orario di partenza, che pena per chi stava aspettando altrove”

Immagine di repertorio

Un autobus fermo al capolinea, già affollato di passeggeri ma senza autista, e un’applicazione che non funziona, mentre il tabellone continua a segnalare l’arrivo del mezzo a un minuto. 

È la situazione denunciata da una passeggera di un bus Amt che ieri sera, mercoledì 21 ottobre, intorno alle 23, si è ritrovata ‘bloccata’ alla stazione di Brignole mentre attendeva che un mezzo in servizio sulla linea 356 partisse.

A raccontare l’episodio è la stessa utente, che descrive una situazione di incertezza diventata rapidamente esasperante: “L’app non andava, non era possibile capire quando sarebbe partito. Inoltre, il tabellone alla prima fermata lo dava a un minuto ma da diverso tempo. Ovvio, probabilmente percepiva il segnale Gps a due metri di distanza”.

Quella che sembrava dunque essere un'attesa di una decina di minuti, in breve tempo si è tramutata in un incubo, tanto che la stessa ha deciso di incamminarsi verso la sua destinazione: “Non sapendo quando sarebbe partito, l’ho fatta a piedi”, racconta, aggiungendo di aver provato “pena per chi lo stava aspettando”.

La conclusione dell’ennesimo disservizio del trasporto pubblico lascia l’amaro in bocca e fa emergere la frustrazione patita dai passeggeri (senza per questo dimenticare il personale viaggiante che sta affrontando una crisi aziendale importante) che devono fare i conti con un servizio che non sembra riuscire a garantire in modo puntuale di raggiungere la propria destinazione.

Quella patita ieri sera da diversi passeggeri è solo l’ultima vicenda in ordine di tempo, l’elenco è lungo e nei mesi numerose sono state le segnalazioni raccolte.

A luglio, una lettrice aveva denunciato l’attesa di 25 minuti sotto il sole per un autobus della linea 13 in piazza Ortiz, descrivendo un viaggio diventato una prova di resistenza.

A settembre, nel giorno di entrata in vigore del nuovo orario invernale, erano state segnalate attese fino a venti minuti per la metropolitana, con tabelloni che continuavano ad annunciare l’arrivo dei convogli senza fornire indicazioni utili ai passeggeri.

Problemi diversi, ma accomunati da un elemento: la difficoltà di organizzare i propri spostamenti quando il servizio non offre informazioni attendibili sui tempi di attesa. Nel caso del 356, alla fermata di Brignole, il malfunzionamento dell’applicazione si è aggiunto all’incertezza sulla partenza del mezzo.

Al netto della crisi Amt, in una città che chiede ai cittadini di lasciare l’auto a casa e scegliere il trasporto pubblico, episodi come questo rischiano di alimentare la sfiducia. 

Il problema è tutto’altro che marginale: quando aspettare un autobus diventa una scommessa, camminare può sembrare l’unica alternativa affidabile.

I.R.