Attualità - 14 agosto 2025, 11:35

Ponte Morandi, Salis parla per la prima volta da sindaca: "Grazie a Bucci per quanto ha fatto quando avvenne il crollo”

"Ai parenti delle vittime come istituzione chiedo scusa per il tempo che state aspettando per avere risposte alle vostre domande e vi chiedo scusa perché questo tempo sta acuendo il vostro dolore"

“È difficile trovare le parole, probabilmente non ce ne sono di adeguate, non ce ne sono di non banali. Quello che dobbiamo fare è impegnarci a mantenere viva la memoria”.

Silvia Salis interviene al memoriale del Ponte Morandi nel settimo anno della tragedia e lo fa per la prima volta da sindaca di Genova.

Salis, aprendo il suo intervento con i ringraziamenti a chi quel giorno, e nelle drammatiche ore successive, ha lavorato a servizio della città e delle persone coinvolte, ha poi rivolto un pensiero al presidente Bucci, allora sindaco, ringraziandolo “per quello che ha fatto quando è crollato il ponte e in tutta la fase successiva”.

Un discorso segnato dall’emozione e dal richiamo alla memoria come impegno civico: "Come ha ricordato il nostro Presidente della Repubblica Mattarella, questa è una ferita che non si rimarginerà mai”.

Rievocando quel giorno, Salis ha condiviso un ricordo personale: “Una serie di telefonate e, nell’attesa, pesavo l’amore che avevo per le persone che stavo chiamando e la paura di non sentir rispondere. È impossibile immaginare il dolore di non avere risposta a quella telefonata”.

La sindaca ha ribadito la volontà di dare al Memoriale un ruolo attivo, “riempiendolo di vita e di contenuti” e trasformandolo in “una tappa fissa del percorso educativo” per le scuole, affrontando temi di sicurezza, prevenzione e memoria con linguaggi adeguati alle diverse età.

Salis ha poi citato i momenti di riflessione culturale organizzati per l’anniversario, come lo spettacolo di Pietro Giannini a Palazzo Tursi, e ha raccolto le parole dell’arcivescovo Tasca durante la messa: “Davanti a noi ci sono donne e uomini pieni di domande e dolore. Come istituzione vi chiedo scusa per il tempo che state aspettando per avere risposte e perché questo tempo sta acuendo il vostro dolore”.

Infine, un invito diretto ai cittadini: “Non perdete mai l’allenamento a farvi delle domande e a pretendere risposte e cura dalle istituzioni. La memoria non è un peso che dovete portare da soli, ma una responsabilità collettiva. È dovere delle istituzioni portarla avanti affinché produca un effetto positivo: il ragionamento, il dubbio, la volontà di porci delle domande. Perché ricordare significa continuare a costruire. Insieme.”

Federico Antonopulo - Isabella Rizzitano