Da polemica territoriale a scontro politico. Dopo le prese di posizione del Civ di Sestri Ponente, del presidente del Municipio VI Medio Ponente Fabio Ceraudo e del Comitato di Via Sestri e Dintorni, sul caso Fincantieri interviene anche l’opposizione in Consiglio comunale.
La polemica è nata dopo la tripla cerimonia nel cantiere Fincantieri di Sestri Ponente per il programma Explora Journeys del gruppo MSC, con il varo tecnico di Explora IV, la posa della moneta di Explora V e l’avvio della costruzione di Explora VI, celebrata dalle istituzioni come un momento simbolico per la cantieristica genovese.
A riaccendere il dibattito, dopo l'evento, sono state le critiche del Civ di Sestri Ponente, che ha denunciato un quartiere lasciato solo di fronte alle ricadute del cantiere: "Campagna elettorale ne è stata fatta tanta a Sestri, oltre ai temi di interesse generale per la nostra città quello principale per la nostra delegazione è stato l'impatto dei cantieri navali sul nostro territorio, ed ora di Fincantieri se ne parla solo come di un fiore all'occhiello quasi un esempio da seguire, ma per chi? Certo non per chi vuole fare della propria azienda "un'azienda etica". Ma se neanche il csx, che di certi principi ne fa un baluardo di pensiero, se ne occupa chi mai lo farà? Dobbiamo rassegnarci ad essere soli?”, aveva dichiarato.
Su queste dichiarazioni è intervenuto Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova ed ex vicesindaco, che 'ribalta' la lettura e punta il dito contro l’attuale amministrazione. "Io credo che la situazione sia cambiata perché nel periodo in cui ho avuto l’onore di essere vicesindaco reggente di questa città ero sempre sul territorio. Ho incontrato ripetutamente il Civ di Sestri, i cittadini, il Municipio. Mi ricorderete molto attivo nelle vicende di Fincantieri, non solo nella riapertura del teatro Verdi ma in una serie di assemblee pubbliche che facemmo proprio lì, perché capii l’importanza che l’amministrazione fosse presente su quel territorio".
Per Piciocchi, però, il nodo non è l’azienda, ma il rapporto tra istituzioni e cittadini. "Oggi abbiamo una sindaca e una maggioranza politica che hanno illuso in campagna elettorale la città con parole come coinvolgimento e partecipazione. Il risultato è che questi nuovi amministratori sono inarrivabili e molti cittadini lamentano la difficoltà di prendere un appuntamento ed essere ricevuti dalla sindaca".
L’ex vicesindaco rivendica quindi il metodo della precedente amministrazione: "Si può dire quello che si vuole, ma chiunque volesse parlare con l’ex sindaco Marco Bucci e con me aveva accesso, veniva contattato e raggiungeva i nostri uffici. È una delle cose che mi ha reso più orgoglioso".
Da qui l’affondo politico: "Quello che hanno notato gli esponenti del Civ di Sestri non mi stupisce, perché è la replica di quello che sta avvenendo in tutta la città. Devo denunciare un enorme attivismo della sindaca sui talks nazionali, ma un’assenza sistematica dal territorio".
Critiche anche agli strumenti di partecipazione messi in campo dall’attuale amministrazione: "Le famose giunte itineranti? Una presa in giro. Quando le facevamo noi erano aperte a chiunque volesse parlare. Ricordo giunte, come a Sampierdarena, in cui sono stato quattro ore a confrontarmi con i cittadini, non con una selezione preparata prima come sta avvenendo oggi".
Il giudizio complessivo è molto duro: "Mi pare che stiano cadendo le maschere. Lo dico con grande dolore, ma questa città purtroppo è alla deriva, non c’è un governo solido".
Secondo Piciocchi, le conseguenze si riflettono anche sulle grandi partite industriali: "Questo continuo atteggiamento di contrapposizione nei confronti della Regione e del Governo sta isolando la città. E se penso a Sestri, che ha partite immense come quella di Fincantieri, che richiedono allineamento tra istituzioni, affiatamento e sinergia, siamo ben lontani da quel clima di collaborazione che è necessario".
Intanto, mentre le voci e le reazioni dal quartiere, come abbiamo raccontato, continuano a moltiplicarsi, dal Civ al Municipio fino ai comitati, il nodo critico resta lo stesso: il rapporto tra sviluppo industriale e qualità della vita a Sestri Ponente.






