#ILBELLOCISALVERÀ | 08 agosto 2021, 15:18

Gallinara, l’isola di Albenga quasi pronta a svelare i suoi misteri

Vicinissima alla costa ingauna, ma finora non fruibile, se non dai proprietari, nasconde segreti e una storia affascinante che forse, finalmente, potrà raccontare lei stessa

Gallinara, l’isola di Albenga quasi pronta a svelare i suoi misteri

Piccola, ma ricca di storia, vegetazione e misteri: l’isola Gallinara, perla del nostro Ponente, Riserva naturale regionale, non smette di stupire e affascinare chiunque, tra Ceriale e Laigueglia, "butti l’occhio" verso l’orizzonte.

Con quella forma che ricorda una tartaruga “appoggiata” sul mare, la Gallinara, che fa capo al comune di Albenga, dalla cui costa dista solo un chilometro e mezzo,   rappresenta una “scheggia” di Liguria proibita, che nasconde tante bellezze e altrettanti misteri.

La Gallinara ha una storia travagliata, spesso legata a fatti tragici. Ma in questo articolo voglio soffermarmi sugli aspetti più positivi e sulla sua straordinaria bellezza.

È notizia recentissima che il Tar Liguria ha respinto i ricorsi presentati dagli attuali proprietari contro il decreto del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo recante l’acquisizione a titolo di prelazione di una parte dell’isola, dove insiste “Villa Diana”. Così, forse, potrà diventare pubblica e svelare qualcuno dei segreti che nasconde.
Sembrerebbe infatti che nel decreto ministeriale sia contenuto il progetto di allestimento, all’interno di “Villa Diana”, di un centro di documentazione degli Istituti Liguri ministeriali aperto al pubblico, per permettere così la conoscenza delle tracce archeologiche e storico-artistiche presenti sull’isola e nei suoi fondali, dove sono stati rinvenuti relitti navali di epoca romanica e reperti antichi, consentendo contemporaneamente alla collettività di godere delle bellezze naturalistiche del luogo; inoltre, un centro di ricerca e di incontro tra studiosi e ricercatori, nonché base logistica per campagne di indagini archeologiche, da effettuare sull’isola e nelle acque circostanti e, infine, la sede di un parco archeologico-naturalistico subacqueo di Albenga e dell’isola Gallinara.
Un magnifico progetto che finalmente renderebbe l’isola un po’ più nostra, non solo geograficamente.

La settimana scorsa ad Andora ho avuto il piacere di conoscere e intervistare Davide Besana, giornalista, scrittore, fumettista, illustratore e velista, milanese di nascita e ligure di adozione, che proprio recentemente ha realizzato un libro dal titolo “Gallinara”. Il libro ricalca lo stile distintivo di Besana, che racconta magnificamente storie attraverso dipinti ad acquerello, corredati da brevi testi.

“Gallinara”, commissionato da un amico in una tiratura limitata di soli 100 pezzi, è un’opera originale e inedita che si focalizza sull’esperienza di vita della famiglia Roseo, che acquistò l’isola negli anni ’30. Gian Giacomo Roseo, imprenditore lombardo, ampliò la villa già esistente e realizzò una serie di opere di abbellimento tali da dare un senso di compiutezza a quanto fatto precedentemente, grazie anche allo spiccato gusto estetico della moglie Adelina, che curò anche le  numerose migliorie alla vegetazione presente.

L’autore mi ha raccontato che, per la realizzazione del libro, ha avuto accesso a documenti e corrispondenza privata che gli hanno dato l’opportunità di scoprire cose che pochissime persone conoscono. Fatti molto interessanti e che varrebbe la pena svelare, ma al momento la famiglia che ha commissionato il libro non ha ancora autorizzato la sua pubblicazione, pertanto restiamo con l’ennesimo mistero legato all’isola e alla signora che cambiò la villa, con il suo tocco di classe, portando eleganza e charme nell’isola selvaggia.

La Gallinara, semplicemente “l’isola” per chi è del posto, continua ad affascinare noi, che la vediamo tutti i giorni, e i numerosi viaggiatori, gli scrittori, i poeti, i fotografi, i pittori e i sognatori.

Nasconde, a due passi da casa, una rigogliosa vegetazione mediterranea associata a entità floristiche rare, interessanti fenomeni geomorfologici legati all'erosione, una delle maggiori colonie di gabbiano reale, testimonianze di insediamenti umani di varie epoche a partire dai romani e fondali marini ricchi di biodiversità animale e vegetale in cui immergersi, tra grotte e relitti di antiche navi. Questo è la nostra isola un po’ misteriosa, che ci restituisce tesori, forme e colori che continuano a sorprenderci a ogni alba, a ogni tramonto, a ogni acquerello e non smette mai di emozionarci.

“Forse l’isola ha chiuso, come una conchiglia la perla, una qualche esaltazione amorosa: di due amanti o di un solitario, devoto, che so, alla musica, o alla poesia, o al fascino di un’idea. Quel che è certo, la presenza di chi qui è vissuto è amabile, e fa più umane le sorprese degli scorci marini o del folto dei pinastri e degli ulivi o l’esplosione delle agavi.” (Da “La Gallinara: i suoi silenzi, i suoi profumi”, prefazione di Gina Lagorio del libro “L’isola Gallinara – storia, leggenda, poesia” edito da Bacchetta Albenga).

 

Maria Gramaglia

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