Attualità - 24 luglio 2026, 15:47

Mercato ortofrutticolo, nuova protesta all’alba contro il diurno: "Quattro gatti messi in croce rendono la vita dura a chi vuole l’apertura diurna"

Seconda manifestazione in pochi giorni dentro il mercato di Bolzaneto contro l’ipotesi di spostare le contrattazioni in fascia 11-17. Il referente Nucera: “Sarebbe la fine del commercio ortofrutticolo, ambulanti e piccoli negozianti non ce la farebbero"

Mercato ortofrutticolo, nuova protesta all’alba contro il diurno: "Quattro gatti messi in croce rendono la vita dura a chi vuole l’apertura diurna"

La protesta contro l’ipotesi di apertura diurna del Mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Bolzaneto cresce ancora. Nella notte tra giovedì 23 e venerdì 24 luglio, intorno alle 5, dettaglianti, ambulanti e piccoli esercenti sono tornati a manifestare dentro il mercato con una nuova iniziativa pacifica contro lo spostamento delle contrattazioni nella fascia 11-17.

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, alla manifestazione hanno partecipato oltre 500 persone, molte di più rispetto alla protesta della scorsa settimana. In testa al corteo c’erano il referente Lorenzo Nucera, Anselmo L’Abbate,Carlo Bruccoleri e altri rappresentanti del fronte del no al diurno. Tra i manifestanti anche operatori arrivati dalle riviere e dal Ponente.

Uno degli striscioni esposti sintetizzava il clima della protesta: “Quattro gatti messi in croce rendono la vita dura a chi vuole l’apertura diurna”. “Questa mattina alle 5 abbiamo fatto una manifestazione pacifica, sempre contro l’ipotesi dell’orario diurno”, racconta Nucera. “Ci è stata inoltrata una comunicazione che per adesso non ha niente di concreto, ma noi temiamo possa essere una beffa per farci stare calmi. Non è possibile pensare a un diurno: il mercato ortofrutticolo, come quello del pesce o quello dei fiori, è sempre stato notturno perché la mattina bisogna vendere merce fresca, non merce vecchia del giorno prima tenuta sui mezzi o nei frigoriferi”.

Il punto, per i dettaglianti, resta quello della freschezza della merce e della sostenibilità del lavoro quotidiano. “La gente che va a comprare nei mercati o nei negozi non può comprare merce del giorno prima. Gli ambulanti non possono andare a comprare di pomeriggio, non ce la farebbero. Nell’ipotesi diurno vorrebbe dire far morire il commercio ambulante e i piccoli negozianti. Così faranno morire il commercio”, prosegue Nucera.

Alla protesta si aggiunge anche il tema della viabilità. Gli operatori temono che spostare in pieno giorno la movimentazione della merce possa mandare ulteriormente in crisi un sistema già fragile, tra Bolzaneto, Val Bisagno, Sestri Ponente, le riviere e i collegamenti autostradali.

Di giorno siamo già in una situazione in cui non si riesce a camminare. Abbiamo la Riviera di Ponente e quella di Levante, e alcuni colleghi stanno già programmando di andare in altri mercati se dovesse passare il diurno. Da Chiavari a Genova, di notte, ci vuole un’ora: figuriamoci muoversi di giorno. Ci sono colleghi di Savona, Ventimiglia e Imperia che, qualora succedesse, stanno pensando di rivolgersi altrove, perché arrivare a Genova con i cantieri autostradali vorrebbe dire metterci un’eternità”.

Per Nucera, il possibile cambio di orario rischierebbe di colpire un comparto già in difficoltà. “Siamo già stati penalizzati dalla liberalizzazione delle licenze commerciali. Si lavora una vita, ma alla fine la tua attività non vale niente. Se oggi si passasse al diurno, sarebbe veramente la fine del commercio ortofrutticolo. Noi tutti lottiamo per il no al diurno. Vogliamo rimanere notturni”.

Il timore dei commercianti è che la modifica possa arrivare senza un confronto reale, come, a loro dire, sarebbe già accaduto in passato con lo spostamento dell’orario di apertura dalle 3 alle 4. “Qualche anno fa hanno cambiato l’orario da un giorno all’altro. Prima si entrava alle 3, poi ci siamo trovati con l’apertura alle 4 senza essere davvero avvisati. Non vorremmo che succedesse la stessa cosa. Ma ora siamo preparati e ci stiamo preparando ancora di più”.

La manifestazione di questa mattina segna dunque un nuovo passaggio nella mobilitazione dei dettaglianti, che dopo il primo presidio all’alba e le prime prese di posizione politiche alzano ulteriormente il livello della protesta. “È stata una bellissima manifestazione”, conclude Nucera. “Eravamo oltre 500 persone e oggi abbiamo capito davvero l’importanza di tutto questo. Commercianti, ambulanti e piccoli esercenti dobbiamo lottare tutti uniti. C’era molta più gente della scorsa volta, c’erano anche quelli della riviera e del Ponente. Non vogliamo il diurno”.

Federico Antonopulo

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