Sanità | 23 ottobre 2026, 14:53

Al Gaslini la scuola entra nelle corsie da 50 anni: nel 2025 oltre 3700 bambini e ragazzi hanno continuato a studiare durante le cure

Nata nel 1976, è stata la prima Scuola in Ospedale d'Italia. Le lezioni si svolgono nelle aule, nei reparti e anche nelle camere dei pazienti, dall'infanzia alle superiori. Due giornate di iniziative per celebrare un servizio che permette di non interrompere il percorso scolastico durante la malattia

Continuare a studiare anche durante un ricovero, seguire le lezioni dalla propria camera d'ospedale, mantenere un legame con i compagni e con la vita fuori dalle corsie. Da cinquant'anni al Gaslini la scuola accompagna bambini e ragazzi durante le cure, adattandosi alle loro condizioni di salute e alle esigenze di ciascuno. Un'esperienza nata nel 1976, quando proprio nell'ospedale pediatrico genovese venne istituita la prima Scuola in Ospedale d'Italia, che oggi celebra mezzo secolo di attività.

Soltanto nell'anno scolastico 2025/2026 il servizio ha seguito 3.767 bambini e ragazzi, dalla scuola dell'infanzia alle superiori. Nel dettaglio, 1.385 alunni della scuola dell'infanzia, 1.850 della primaria, 250 delle medie e 282 delle superiori. Nel corso della sua storia, la scuola ospedaliera è arrivata a coinvolgere anche oltre 10mila studenti in un singolo anno scolastico.

Un'attività che va ben oltre la semplice prosecuzione delle lezioni. Per i piccoli pazienti, infatti, la possibilità di continuare a frequentare la scuola rappresenta anche un modo per conservare una parte della propria quotidianità, mantenere relazioni e affrontare un periodo spesso difficile senza perdere il contatto con il percorso educativo.

Le lezioni si svolgono direttamente nei reparti, nelle camere di degenza, nelle aule e nei Day Hospital, individualmente o in piccoli gruppi, a seconda delle condizioni degli studenti. Per quanto riguarda la scuola primaria, gli insegnanti operano stabilmente in 15 reparti, intervenendo anche negli altri su richiesta del personale sanitario.

Le attività cambiano in base all'età e alle necessità dei pazienti. Per i più piccoli si utilizzano giochi, disegni, favole e laboratori espressivi, mentre per gli studenti più grandi il lavoro si concentra sulla continuità didattica, sul recupero delle materie e sulla preparazione al rientro nella scuola di provenienza. Quando necessario, è possibile anche sostenere verifiche ed esami direttamente in ospedale.

Il servizio è garantito dall'Istituto Comprensivo Sturla, per la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, e dall'IISS Eugenio Montale per gli studenti delle superiori.

La continuità scolastica può proseguire anche dopo le dimissioni, grazie all'istruzione domiciliare destinata ai bambini e ai ragazzi che, a causa di malattie, traumi o terapie, non possono ancora tornare in classe. Un'opportunità che riguarda anche gli studenti provenienti da altre regioni e temporaneamente ospitati nelle strutture di accoglienza del Gaslini.

Nel tempo il servizio si è evoluto, affiancando alla didattica tradizionale laboratori, attività creative e strumenti digitali per l'insegnamento a distanza. Un percorso di innovazione che ha assunto particolare importanza durante l'emergenza Covid, quando è stato necessario individuare nuove modalità per garantire le lezioni anche nelle situazioni più complesse.

"Cinquant'anni di Scuola in Ospedale raccontano un modo di intendere la cura che appartiene profondamente al Gaslini: prendersi cura di un bambino significa occuparsi non soltanto della sua malattia, ma della sua vita, delle sue relazioni, della sua crescita e del suo futuro", sottolinea Edoardo Garrone, presidente dell'Istituto Giannina Gaslini.

"Garantire la continuità scolastica durante un ricovero significa restituire ai nostri pazienti una parte importante della loro quotidianità e tutelare un diritto fondamentale. Questo anniversario è anche l'occasione per ringraziare gli insegnanti e tutti i professionisti che, lavorando insieme, rendono possibile ogni giorno questo servizio".

Un ruolo che, secondo Renato Botti, direttore generale del Gaslini, è diventato ancora più importante con l'evoluzione delle cure pediatriche.

"In cinquant'anni sono profondamente cambiate le possibilità di cura e, con esse, i bisogni dei bambini e dei ragazzi che arrivano in ospedale. Oggi molti percorsi assistenziali possono essere lunghi e complessi e richiedono una presa in carico che tenga conto anche degli aspetti educativi, psicologici e relazionali. La scuola contribuisce a mantenere un legame con la vita fuori dall'ospedale e, proprio per questo, è parte integrante del percorso di cura".

A ricordare il valore di questa esperienza è anche Simona Ferro, vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Scuola.

"Cinquant'anni fa, proprio al Gaslini, nasceva la prima Scuola in Ospedale d'Italia: una scelta lungimirante che ancora oggi ci ricorda come il diritto all'istruzione debba essere garantito a ogni bambino e ragazzo, anche durante la malattia".

Ferro sottolinea inoltre come il servizio offra non soltanto continuità didattica, ma anche relazioni e fiducia, ringraziando gli insegnanti, le scuole coinvolte e il personale ospedaliero.

Anche la sindaca Silvia Salis evidenzia l'importanza di mantenere un collegamento con la vita scolastica durante la malattia, soprattutto per evitare che alle preoccupazioni legate alla salute si aggiunga quella di rimanere indietro rispetto ai compagni.

"Per chi è ricoverato, avere la possibilità di continuare a studiare significa mantenere un legame con i propri compagni e anche con ciò che gli piace fare e con quello che immagina per il proprio futuro. La malattia cambia la quotidianità di un'intera famiglia e alla preoccupazione per la salute può aggiungersi quella di rimanere indietro a scuola, di sentirsi lontani dalla vita degli altri".

"Da cinquant'anni la Scuola in Ospedale del Gaslini aiuta ad affrontare anche queste difficoltà, adattando l'insegnamento ai tempi e ai bisogni di ciascuno. È un'esperienza di cui Genova va orgogliosa e che richiama una responsabilità delle istituzioni: garantire il diritto allo studio anche nelle condizioni più difficili", aggiunge Salis.

Il lavoro degli insegnanti prosegue anche al termine del ricovero, come ricorda Antimo Ponticiello, direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, che sottolinea la collaborazione tra docenti e personale sanitario e il ruolo dell'istruzione domiciliare nell'accompagnare gli studenti durante la convalescenza.

I cinquant'anni della Scuola in Ospedale sono stati celebrati con due giornate di iniziative, il 22 e 23 ottobre. Il primo appuntamento, ospitato a Villa Quartara, è stato dedicato al convegno "La scuola al Gaslini: cinquant'anni di inclusione, cura, relazioni e apprendimento", un'occasione per ripercorrere la storia del servizio e riflettere sulle prospettive future.

Questa mattina, venerdì 23 ottobre, le celebrazioni sono proseguite nell'Aula Magna del Gaslini con un incontro istituzionale alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria al Ministero dell'Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, del presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, della vicepresidente regionale Simona Ferro, della sindaca Silvia Salis e del presidente del Consiglio comunale Claudio Villa.

Nel corso della mattinata è arrivato anche un messaggio di saluto del presidente del CNR Andrea Lenzi, mentre la sessione si è conclusa con una riflessione dell'arcivescovo di Genova e presidente della Fondazione Gerolamo Gaslini, monsignor Marco Tasca.

Un anniversario che racconta come, in mezzo secolo, la scuola sia diventata una presenza stabile nella vita dell'ospedale, con un obiettivo rimasto invariato: permettere ai bambini e ai ragazzi di continuare a imparare e crescere anche quando la malattia li costringe lontano dalla propria classe.

Redazione

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