L'uscita intermedia del tunnel subportuale di Genova, prevista nella zona di via delle Casacce, non è compresa nell'appalto affidato a Webuild, il cui contratto è stato sottoscritto lo scorso 15 ottobre. La realizzazione dello svincolo resta dunque da definire, mentre Autostrade per l'Italia sta studiando diverse soluzioni progettuali. Nessuna decisione, invece, è stata presa sulla demolizione della Sopraelevata, che resterà interamente in esercizio anche dopo l'apertura del tunnel, attualmente prevista per il 2032.
A chiarirlo è stato l'assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante, rispondendo in Consiglio comunale a un'interrogazione del consigliere Fabio Gregorio, che ha chiesto aggiornamenti sul progetto dopo l'affidamento dei lavori e sulle risorse necessarie per realizzare l'uscita intermedia.
"Il tema è capire se nel nuovo contratto sia stata inserita la realizzazione dell'uscita, anche soltanto come opzione, se esistano le risorse per realizzarla e se siano disponibili anche quelle necessarie per gestire l'impatto sulla Sopraelevata", ha spiegato il consigliere, sottolineando come la presenza o meno dello svincolo possa modificare sensibilmente l'assetto della mobilità cittadina.
Ferrante ha ricordato che durante il tavolo del 23 marzo 2026 in Regione Liguria, alla presenza della struttura commissariale, di Autostrade per l'Italia e dei rappresentanti del Comune, era stata condivisa all'unanimità la volontà di realizzare il tunnel nella configurazione originaria, comprensiva dell'uscita Madre di Dio-via delle Casacce.
La realizzazione dello svincolo era già prevista negli accordi sottoscritti nel 2021 e ribadita nel protocollo del marzo 2024. L'appalto appena affidato, tuttavia, non comprende questa parte dell'intervento.
"Il contratto sottoscritto a seguito della gara pubblicata da Autostrade per l'Italia non prevede attualmente la realizzazione dell'uscita intermedia e, per questo motivo, le relative risorse non sono indicate nei quadri economici della gara", spiega Ferrante.
Aspi sta valutando diverse soluzioni tecniche e, una volta disponibili gli approfondimenti, sarà convocato un nuovo tavolo per esaminare eventuali varianti. Tra le ipotesi allo studio figura una connessione delle rampe al tunnel che consenta di mantenere la Sopraelevata lungo tutto il suo sviluppo, da San Benigno a Brigate Partigiane.
"Non esiste oggi alcuna decisione di demolire la Sopraelevata, né interamente né parzialmente. Si tratta di due opere distinte. Il futuro della strada Aldo Moro sarà deciso quando il tunnel sarà entrato in esercizio nella sua interezza e sarà possibile misurare, sulla base di dati certi, i nuovi flussi di traffico", ha chiarito l'assessore.
Gli interventi direttamente collegati all'uscita intermedia, come la sostituzione delle rampe esistenti nella zona delle Casacce, saranno invece a carico del concessionario, senza oneri per il bilancio comunale.
Nella replica, Gregorio ha riconosciuto la coerenza della posizione dell'amministrazione, ribadendo però le proprie preoccupazioni: "Credo sia estremamente rischioso partire con i lavori senza sapere come sarà effettivamente realizzata l'uscita. Questo non significa voler rallentare il progresso, ma avere chiarezza su un elemento fondamentale del progetto. Vorrei capire se siamo ancora di fronte a un semplice studio oppure se esiste già qualcosa di più concreto".
Il consigliere ha infine espresso perplessità sul metodo seguito dalla struttura commissariale: "Mi sembra che si stia procedendo un passo alla volta, secondo una logica che abbiamo già visto in passato: si porta avanti ciò che appare possibile nell'immediato, rischiando però di arrivare successivamente a uno stop o a un rallentamento dell'intero progetto".










