Attualità | 28 ottobre 2026, 10:45

Bolzaneto, mensa della polizia chiusa da 7 mesi. Il Siap: "Inagibile per un solo verbale, ora si rischia di spendere fino a 8 milioni"

Oltre 500 agenti della caserma Nino Bixio senza servizio. Il sindacato con il segretario Traverso attacca: "Stime frettolose per demolire e ricostruire, mentre il cantiere accanto da 26 milioni va avanti". Pronto il volantinaggio di protesta

Bolzaneto, mensa della polizia chiusa da 7 mesi. Il Siap: "Inagibile per un solo verbale, ora si rischia di spendere fino a 8 milioni"

Ci è voluta una lunga battaglia per ottenere gli atti sulla chiusura della mensa della Caserma Nino Bixio di Bolzaneto. Ora che li abbiamo, il quadro è gravissimo. A condurla, insieme alla Segreteria Provinciale, è stato in prima persona il segretario Roberto Traverso, che da mesi segue la vicenda.

Le lesioni dell'edificio erano note e oggetto di monitoraggio e comunicazioni formali già dal 2022. Per quattro anni non è cambiato nulla. Poi, in meno di dieci giorni, la mensa è stata chiusa: il 26 febbraio i Vigili del Fuoco rimuovono parti pericolanti senza ritenere necessario interdire l'uso della mensa, il 5 marzo interdicono cucina e mensa, il 6 marzo il Provveditorato estende l'inagibilità a tutta la palazzina. Da allora oltre 500 poliziotti mangiano altrove, con più straordinario, più chilometri e più disagi.

E la riparazione? Il quadro è questo: un solo verbale, una sola cifra, 1,2 milioni di euro. Una stima parametrica, scritta dopo un sopralluogo, senza indagini e senza perizia comparativa, come ammette la stessa relazione. Su una cifra così provvisoria si regge l'idea che forse "non ne valga la pena" e che sia meglio demolire e ricostruire. «Ci chiediamo chi l'abbia quantificata, in base a cosa, e chi abbia deciso che la ricostruzione sarebbe più conveniente», dichiara Roberto Traverso, segretario provinciale del SIAP di Genova. «Perché quella ricostruzione, ad oggi, non è né finanziata né pianificata. Un edificio da 500 poliziotti condannato su un verbale, senza un euro per sostituirlo.»

I numeri sono questi. Parliamo di una palazzina di circa 1.750 metri quadrati, a un piano, con mensa per oltre cento persone, cucine, magazzini, bar e sala riunioni. Con una stima prudente e di massima, rifarla da zero, tra demolizione, smaltimento, fondazioni profonde, progetto, cucine e IVA, costerebbe tra i 5 e gli 8 milioni, più di quattro volte il recupero, con tempi di anni.

E poi c'è il cantiere accanto. Nella stessa caserma si stanno costruendo le palazzine per l'Ufficio Immigrazione, la PAS e la Scientifica, un intervento da 26 milioni, contestato fin dall'inizio: dal presidente del Municipio Versace, con un'interrogazione parlamentare e un ordine del giorno bipartisan in Consiglio comunale. A nostro avviso il territorio non ne ha bisogno. Quel cantiere va avanti secondo cronoprogramma, e una palazzina è già in avanzato stato di costruzione. Per la mensa nessun cantiere, nessuna riparazione, nessun piano.

«La domanda è inevitabile», prosegue Traverso: aprire un cantiere per ripararla, in tempi rapidi, avrebbe creato problemi di interferenza con quello già in corso? La scelta di chiuderla e di non ripararla è stata fatta in fretta, su un solo verbale: è per questo che non si è voluto riparare? «Se la risposta è sì, lo si dica apertamente. Perché a pagare il conto non possono essere 500 poliziotti senza mensa, mentre accanto crescono i piani nuovi di uffici che la città non ha chiesto.»

Chiediamo un accertamento tecnico sulla documentazione, perizie comparative con costi e tempi certi, l'avvio immediato della riparazione, o l'inserimento della mensa nei lavori in corso, e una mensa provvisoria da subito. Abbiamo scritto al dirigente del VI Reparto Mobile, per conoscenza al Prefetto e al Questore di Genova, al Reparto Prevenzione Crimine, al Coordinamento Tecnico-Logistico di Torino e alla Segreteria Nazionale.

Annunciamo la nostra mobilitazione: se entro i 10 giorni richiesti non avremo risposte soddisfacenti, faremo un volantinaggio pubblico davanti alla caserma, per informare i cittadini di ciò che sta accadendo. «Vogliamo chiarezza assoluta e la mensa riaperta alla Nino Bixio», conclude Roberto Traverso.

Redazione

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