Uno sportello di ascolto per minori (e famiglie) in condizioni di fragilità economica e sociale, attività presso le comunità di accoglienza e i servizi socioeducativi del Comune di Genova, ma anche uscite in esterna come opportunità di ascolto, educazione e socializzazione. Il tutto con il mare come filo conduttore.
È stato siglato questa mattina a Palazzo Tursi il protocollo operativo tra Comune di Genova e Il Porto dei Piccoli Fondazione ETS per la realizzazione del progetto "Mare in Comune", nell'ambito delle attività del Centro per le Famiglie del Comune di Genova.
Il progetto "Mare in Comune" si propone di rendere disponibili, a favore di bambini, ragazzi e famiglie in carico ai servizi sociali genovesi, interventi di ascolto, accompagnamento, socializzazione, educazione e scoperta del territorio, valorizzando il mare e l'ambiente portuale quali risorse educative, relazionali e comunitarie.
Tre le principali tipologie di servizi previsti dal protocollo:
- Uno sportello di ascolto a favore dei minorenni e delle loro famiglie per quelle situazioni in cui i bambini si trovano a vivere un'esperienza di ospedalizzazione e hanno necessità di una presenza preparata che li accompagni nell'esperienza sanitaria
- "Mare a casa" e "Mare in rete": attività presso le comunità di accoglienza e i servizi socioeducativi del Comune di Genova, in modalità mista presenza/online, rivolte ai bambini con la finalità di rafforzare il ruolo dei loro caregiver, spostando il focus dal solo paziente alla sua intera comunità familiare, per un approccio più olistico ed efficace
- "Mare fuori": organizzazione di attività in esterna, specialmente legate all'ambiente marittimo portuale e dedicate alla socializzazione tra gruppi di nuclei famigliari o di bambini, alla scoperta del territorio e all'educazione.
Destinatari delle attività saranno i minori in carico ai servizi sociali territoriali (in particolare in collocazione extrafamiliare), i genitori inseriti in percorsi di tutela con i propri figli, nonché i cittadini ad accesso libero e diretto, con particolare riferimento a coloro che partecipano ad attività di prevenzione, sostegno alla genitorialità, consulenza, mediazione familiare e socializzazione presso il Centro per le Famiglie del Comune di Genova.
Il Protocollo è stato sottoscritto questa mattina dall'assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi e dalla presidente de Il Porto dei Piccoli Fondazione ETS, Gloria Camurati Leonardi.
«Con questo protocollo diamo avvio ad una nuova, prestigiosa collaborazione con un'altra importante realtà del Terzo Settore genovese impegnata, da oltre 20 anni, nella promozione della cultura del mare e del porto tra le persone più fragili, a partire dalle bambine e dai bambini, dalle ragazze e dai ragazzi che vivono un periodo di ospedalizzazione, regalando loro preziosi momenti di svago, educazione e socializzazione – dichiara l'assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi – Il protocollo che sigliamo come Amministrazione con la Fondazione Il Porto dei Piccoli estende la platea dei beneficiari del progetto "Il Mare in Comune" ai minori e alle famiglie seguiti dai nostri servizi sociali, valorizzando e rafforzando ulteriormente il ruolo del Centro per le Famiglie del Comune di Genova come presidio territoriale di informazione, orientamento e promozione della partecipazione attiva di tutte le famiglie – specialmente quelle in condizioni di vulnerabilità socio-economica – alla vita della comunità, con l'obiettivo di prevenire le disuguaglianze e rafforzare le reti di prossimità».
«La firma di questo protocollo rappresenta per la nostra Fondazione un passo importante, che ci permette di dare continuità alla nostra missione e, allo stesso tempo, di ampliarne gli orizzonti – spiega la presidente de Il Porto dei Piccoli Fondazione ETS, Gloria Camurati Leonardi – Da oltre vent'anni, Il Porto dei Piccoli è accanto ai bambini e ai giovani che affrontano la malattia e l'ospedalizzazione, portando il mare e la cultura del porto come strumenti di relazione, scoperta e benessere. In questi anni abbiamo imparato che la malattia non si vive soltanto all'interno dell'ospedale e che le fragilità non si esauriscono con la dimissione. Ogni bambino e ogni ragazzo fa parte di una famiglia e di una comunità che vengono inevitabilmente coinvolte nel suo percorso».
«È da questa consapevolezza – prosegue Camurati Leonardi – che nasce "Mare in Comune", un progetto attraverso il quale vogliamo ampliare il nostro raggio d'azione, rafforzare le collaborazioni sul territorio e offrire un sostegno sempre più vicino ai bisogni delle famiglie, raggiungendo anche quelle situazioni di fragilità che spesso rimangono invisibili e valorizzando l'esperienza maturata dalla Fondazione attraverso una collaborazione strutturata con il Comune, i servizi territoriali e le realtà della comunità. Prendersi cura di un bambino significa anche prendersi cura del mondo che lo circonda: con "Mare in Comune" vogliamo fare proprio questo, costruire insieme una comunità capace di ascoltare, riconoscere le fragilità e trasformare la vicinanza in opportunità concrete di sostegno».
Le attività ludico-aggregative in presenza si svolgeranno in spazi dedicati e adeguati per l'incontro e l'ascolto delle famiglie con minori fragili o con disabilità ricoverati e/o assistiti presso le strutture ospedaliere della città, le comunità e le case-famiglia del territorio.
Alcune attività di "Mare in Comune" si svolgeranno nei locali della nuova "Casa del Mare" che Il Porto dei Piccoli Fondazione ETS sta realizzando all'interno di un immobile confiscato alla criminalità organizzata situato in via Vico, assegnato alla Fondazione dal Comune di Genova e riqualificato grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e di altri enti privati.
«Il Protocollo firmato oggi a Palazzo Tursi è un ulteriore tassello della stretta collaborazione che ci lega alla Fondazione Il Porto dei Piccoli con cui, in questi mesi, stiamo lavorando costantemente – racconta l'assessore al Patrimonio, Davide Patrone – per contribuire alla conclusione dei lavori di ristrutturazione di un immobile di Albaro confiscato alla criminalità organizzata e assegnato alla Fondazione dal Comune di Genova, per trasformarlo in un hub dove svolgere le proprie attività, tra cui anche quelle previste dal progetto "Mare in Comune". Un intervento di rigenerazione sociale che si inserisce nella nostra strategia di trasformare i beni sottratti alle mafie in luoghi vivi, capaci di generare relazioni, offrire servizi e garantire un presidio sociale quotidiano, grazie alle fondamentali attività svolte dal Terzo Settore e, nel caso specifico, da realtà come la Fondazione Il Porto dei Piccoli che ringraziamo per il meraviglioso supporto dato, ogni giorno, alle bambine e ai bambini del Gaslini».
Il Porto dei Piccoli è una Fondazione ETS nata a Genova nel 2005, con la missione di portare il mare, la cultura del porto e le sue tradizioni ai bambini e ai giovani che affrontano situazioni di malattia, disabilità e fragilità sociale.
Attraverso esperienze educative, ludiche e relazionali, la Fondazione si impegna a migliorare la qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie, offrendo momenti di serenità, scoperta e condivisione, anche nei contesti più delicati.
In oltre vent'anni di attività, la Fondazione Il Porto dei Piccoli ha raggiunto più di 40.000 beneficiari annui, sviluppando collaborazioni con 31 poli pediatrici convenzionati in 8 regioni italiane, grazie al lavoro di un'équipe multidisciplinare composta da educatori, psicologi, pedagogisti, biologi e altri professionisti.
Le attività si articolano in cinque aree di intervento: "Mare Dentro", con attività nei reparti pediatrici; "Mare Fuori", per avvicinare bambini e famiglie al mare e al territorio; "Mare a Casa", per accompagnare i bambini anche a domicilio; "Mare in Rete", attraverso attività e laboratori a distanza; "Mare a Scuola", per sensibilizzare gli studenti sui temi della malattia, della cura e della fragilità.
Nel 2024 l'organizzazione è diventata Fondazione ETS e dal 2026 sta dando vita al nuovo Hub del Porto dei Piccoli, la "Casa del Mare", un nuovo spazio dedicato allo sviluppo delle proprie attività. Al centro di ogni progetto rimane la convinzione che ogni bambino debba poter continuare a sentirsi prima di tutto un bambino, anche durante la malattia, e che prendersi cura di lui significhi sostenere anche la sua famiglia e la comunità che lo circonda.
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