Attualità | 05 novembre 2026, 19:31

Valle Scrivia, un Comitato Pro CER per il futuro delle aree interne. Mercalli: "L'energia rinnovabile ci rende più autonomi"

Dall'incontro promosso dallo Spi Cgil a Busalla la proposta di una rete territoriale per contrastare lo spopolamento e affrontare la transizione energetica. Il meteorologo: "Non abbiamo un ostacolo tecnologico, ma norme eccessive e carichi burocratici che scoraggiano le persone". Bozzo: "I piccoli Comuni possono esserne protagonisti"

Valle Scrivia, un Comitato Pro CER per il futuro delle aree interne. Mercalli: "L'energia rinnovabile ci rende più autonomi"

La transizione energetica non è soltanto una questione ambientale, né una sfida da lasciare ai grandi accordi internazionali. Può diventare una leva per rafforzare le comunità locali, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, alleggerire il peso delle bollette e contribuire alla tenuta economica e sociale delle aree interne. È da questa prospettiva che nasce la proposta dello Spi Cgil Genova e Liguria di costituire un Comitato Pro CER in Valle Scrivia: uno strumento per mettere in rete cittadini, imprese e amministrazioni, promuovendo le Comunità energetiche rinnovabili e una forma di resilienza attiva del territorio.

La proposta è emersa quest'oggi, giovedì 5 novembre, a Busalla, nel corso dell'incontro pubblico organizzato dal Sindacato pensionati Cgil nel tendone della Pro Loco, con la partecipazione straordinaria del meteorologo Luca Mercalli, insieme ad amministratori locali, rappresentanti delle imprese e cittadini. Il ragionamento parte da una necessità ormai evidente: affrontare i cambiamenti climatici e la transizione energetica anche a partire dalle dimensioni locali, tenendo insieme la qualità della vita, le esigenze delle famiglie e quelle del sistema produttivo. Una prospettiva particolarmente importante per le vallate dell'entroterra, dove il contrasto allo spopolamento passa anche dalla capacità di creare nuove opportunità e rendere i territori meno vulnerabili.

Mercalli ha insistito sulla necessità di rendere le persone più autonome nella produzione di energia, indicando nelle fonti rinnovabili una risposta che oggi non riguarda soltanto la riduzione delle emissioni. "Dobbiamo spiegare alle persone che oggi si può e si deve cercare di diventare più autonomamente autosufficienti nella produzione di energia per vari motivi. Abbiamo sempre detto che bisogna passare alle energie rinnovabili per ridurre le emissioni che alterano il clima e creano danni alla salute e questo sicuramente rimane un problema importante. Ma recentemente, in questi ultimi anni, si è aggiunto il tema dell'insicurezza energetica che arriva da un aumento spropositato dei prezzi a causa di tutte queste instabilità geopolitiche e anche dal fatto che in qualche situazione si potrebbe anche rimanere con la scarsità fisica del combustibile".

Il riferimento è alla dipendenza dalle forniture estere e alla possibilità che tensioni internazionali, interruzioni delle rotte commerciali o dei gasdotti compromettano la disponibilità delle risorse energetiche. "Se chiudono i rubinetti del gas o del petrolio perché c'è lo stretto di Hormuz o il gasdotto che viene fatto saltare in aria, alla fine quella che manca è proprio l'energia che noi compriamo a caro prezzo in paesi terzi. Ecco, le energie rinnovabili riescono a darci un grande contributo di autosufficienza, le produciamo a casa nostra e prima tra tutte, anche per le persone normali, c'è l'energia solare".

Una possibilità che, secondo Mercalli, non è riservata soltanto ai grandi impianti o alle attività industriali. "Mentre l'idroelettrico e l'eolico sono riservate ad attività industriali, l'energia solare si può catturare anche da un balcone. Addirittura i pannelli solari oggi costano molto meno, li possiamo installare tutti". Il problema, semmai, è riuscire a passare dalle possibilità tecniche alla loro concreta realizzazione. "Ci sono, certo, sempre i vincoli burocratici che sono al momento l'ostacolo maggiore, cioè non abbiamo un ostacolo tecnologico, abbiamo un ostacolo di eccessive norme e carichi burocratici che scoraggiano le persone".

Accanto alla produzione di energia, il meteorologo richiama anche la necessità di intervenire sugli edifici, riducendo gli sprechi e il fabbisogno energetico. "Affiancherei però la riqualificazione energetica degli edifici perché abbiamo case vecchie con colabrodi energetici. Gran parte dell'energia la buttiamo fuori dalle finestre e dai muri. Paghiamo inutilmente una bolletta spropositata e invece con la riqualificazione, cioè il cappotto e il cambiamento degli infissi, noi possiamo ridurre le spese, ma soprattutto ottenere dall'energia rinnovabile una quantità sufficiente a quasi tutti i nostri usi e necessità quotidiane".

Le conseguenze dei cambiamenti climatici, intanto, sono già visibili e incidono direttamente sulla vita delle comunità. Mercalli cita l'estate 2026, che definisce "la più calda di sempre", e le difficoltà per le attività economiche, a cominciare dall'agricoltura. Ma richiama anche il costo umano delle temperature estreme: "L'eccesso di caldo, sempre nelle case poco isolate termicamente, è fonte purtroppo di una sovramortalità che in Europa ha ormai superato le 50.000 persone". Sul versante economico, i continui rincari dell'energia rendono sempre più conveniente produrre autonomamente almeno una parte di quella necessaria alle attività quotidiane.

È qui che entrano in gioco le Comunità energetiche rinnovabili, che possono consentire anche a chi non dispone di un tetto adatto all'installazione di pannelli fotovoltaici di partecipare alla produzione e alla condivisione dell'energia. "Le comunità energetiche rinnovabili sono uno degli strumenti che ci vengono messi a disposizione proprio per agevolare la produzione di energia rinnovabile a scala locale. Anche quando non si è in grado di installare i pannelli fotovoltaici su casa propria, ad esempio si abita in un condominio oppure in una zona dove non si possono installare, la comunità energetica mette insieme produttori e consumatori, diminuendo i costi e ottenendo un incentivo". Anche in questo caso, però, Mercalli individua un ostacolo ricorrente: "Unico problema delle comunità energetiche in Italia è di nuovo la burocrazia".

La dimensione locale è dunque decisiva. Per lo Spi Cgil, le CER possono diventare un'occasione per aggregare competenze e interessi, coinvolgendo gli enti pubblici nella ricerca dei siti idonei, nella semplificazione delle procedure e nell'accompagnamento dei cittadini che intendono aderire. "Le comunità energetiche rinnovabili possono essere la strada per aggregare le forze positive e consapevoli che il cambiamento climatico, la transizione energetica, l'innalzamento delle temperature sono eventi generali, ma affrontabili concretamente dal basso e non solo nei grandi simposi mondiali. È un'iniziativa replicabile in ogni vallata, comune e città, mettendo insieme gli interessi generali con quelli più diretti delle persone", ha commentato Rossella Muroni dello Spi nazionale.

Per il sindacato, la questione riguarda anche la sostenibilità economica delle famiglie più fragili. Guido Fassio ha richiamato l'aumento dei costi energetici, che "asciuga il portafoglio anche dei pensionati vulnerabili", segnalando un incremento delle bollette del 22% negli ultimi due mesi e le difficoltà delle piccole e medie imprese, appesantite dagli alti costi legati anche al perdurare dei conflitti internazionali. Luciano Tagliatti, responsabile Spi Valle Scrivia, ha invece richiamato la responsabilità verso le generazioni future: "Noi anziani abbiamo la responsabilità di quale ambiente lasciamo alle nuove generazioni e come sindacato pensionati abbiamo il dovere di agire concretamente per salvaguardare la qualità della vita dei nostri territori".

La necessità di non lasciare indietro i piccoli Comuni è stata sottolineata anche da Ilaria Bozzo, consigliera della Città Metropolitana di Genova, che ha indicato nelle Comunità energetiche uno degli strumenti per coniugare sostenibilità ambientale, benefici economici e partecipazione. "La transizione energetica e il contrasto ai cambiamenti climatici richiedono un impegno concreto per accelerare il ricorso alle fonti rinnovabili e superare progressivamente la dipendenza dai combustibili fossili. In questo percorso le Comunità Energetiche Rinnovabili possono svolgere un ruolo importante, perché consentono di condividere l'energia prodotta da fonti pulite, generando benefici non soltanto ambientali, ma anche economici e sociali per famiglie, imprese e comunità. Con CERMAGE, la Comunità Energetica Rinnovabile dell'area metropolitana di Genova, lavoriamo proprio per promuovere questo modello di partecipazione".

Per Bozzo, la Valle Scrivia rappresenta un contesto significativo nel quale sperimentare questo percorso. "Le aree interne e i piccoli Comuni non devono restare ai margini della transizione ecologica, ma possono esserne protagonisti, valorizzando le proprie risorse e la capacità delle comunità locali di fare rete. Per questo considero lungimirante la scelta degli organizzatori di portare questo confronto nell'entroterra, dove la vicinanza tra cittadini, amministrazioni e realtà economiche può favorire la nascita di esperienze condivise".

La consigliera ha inoltre posto l'accento sul coinvolgimento dei giovani, ricordando le esperienze degli studenti del Liceo Mazzini, con i progetti sulla sostenibilità presentati al Parlamento Europeo, e del Liceo Pertini, che attraverso il percorso Super Eco ha elaborato una proposta di legge di iniziativa popolare sui centri del riuso, consegnandola alla sindaca di Genova e della Città Metropolitana. "Dobbiamo dare ai giovani strumenti e occasioni per partecipare attivamente alle scelte ambientali ed energetiche, perché il futuro sostenibile dei nostri territori si costruisce oggi, insieme, attraverso la consapevolezza e l'impegno di tutta la comunità".

Un dialogo tra generazioni che ha trovato spazio anche nella realizzazione del manifesto dell'iniziativa, affidata agli studenti del Paul Klee, e negli interventi di due studenti del Liceo Classico Mazzini, autori di una ricerca sull'ecosostenibilità in risposta a un bando della Regione Liguria. Al confronto hanno partecipato inoltre Federico Martinoli di Cer Sole, Claudio Cartosio, presidente Cermage, e l'imprenditore del fotovoltaico Angelo Gheza. Le conclusioni sono state affidate a Rossella Muroni.

I.R.

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