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Attualità | 07 aprile 2019, 16:29

Cento anni di esplorazioni nel Circolo Artico raccolte in una mostra

A Palazzo San Giorgio la bella esposizione ‘La Marina Italiana al Polo Nord dal Duca degli Abruzzi alla spedizione High North’. Esposti divise, oggetti, strumenti e uniformi originali. Visite sino al 30 aprile a ingresso libero

Cento anni di esplorazioni nel Circolo Artico raccolte in una mostra

La storia delle esplorazioni al Polo Nord tra ieri e oggi, da parte della Marina Militare Italiana. È un bellissimo spaccato del Novecento e dell’ingegno tutto italico, la mostra allestita a Palazzo San Giorgio e intitolata ‘La Marina Italiana al Polo Nord dal Duca degli Abruzzi alla spedizione High North’: perché racconta quanto grande è stato l’apporto dei nostri connazionali in fatto di ricerca e di scoperte, seppur con intenti assolutamente differenti tra un secolo e l’altro. Un tempo puro spirito pionieristico, oggi interessi legati allo studio dei cambiamenti climatici. In entrambi i casi, esperimenti importantissimi e degni di essere ricordati attraverso una bella galleria tra oggetti, immagini, uniformi, strumentazioni, libri e pannelli. 

La mostra, ad ingresso gratuito sino 30 aprile a Palazzo San Giorgio, in piazza Caricamento, attraverso un emozionante percorso espositivo conduce il visitatore lungo il fil rouge delle imprese italiane svolte in un’area del globo affascinante e sempre più oggetto di attenzione e studio da parte della comunità internazionale per le questioni ambientali, energetiche e commerciali. Il testimone dei grandi esploratori del passato è oggi raccolto dai ricercatori e scienziati che in quelle aree ne studiano le dinamiche e criticità.

Per questo motivo si è sentita la necessità di tornare su ‘quei ghiacci’ dopo quasi novant’anni dall’ultima trasvolata del dirigibile ‘Italia’ e dalla campagna della nave ‘Città di Milano’.

La Marina Militare è tornata in Artico e lo ha fatto con la nave ‘Alliance’ nell’ambito del programma ‘High North’, iniziato nel 2017 a guida dell’Istituto Idrografico, con l’obiettivo di acquisire dati scientifici su fondale, correnti e situazione dei ghiacci al largo delle isole norvegesi Svalbard, in collaborazione e a supporto della comunità scientifica nazionale e internazionale.

Una sezione della mostra è dedicata infatti proprio al programma ‘High North’ che vedrà la sua terza campagna partire il prossimo luglio.

Inoltre durante il mese di apertura, il giorno 17 aprile, è previsto lo svolgimento di un momento divulgativo scientifico che darà l’opportunità di approfondire le tematiche legate alle recenti spedizioni in modo più accurato, fornendo spunti di riflessioni sulla ricerca e la strategia legata a quelle aree.

Nello specifico, il programma di ricerca pluriennale ‘High North’, lanciato nel 2017, rappresenta il concreto e recente interesse della Marina Militare per l’Artico, con la finalità di contribuire attivamente alla Strategia Artica nazionale. ‘High North’, a guida operativa della Marina Militare, è supporto alla comunità scientifica nazionale e internazionale nello studio della Regione artica.

Le attività di ricerca condotte nelle due campagne di Geofisica marina in Artico, ‘High North 17’ e ‘High North 18’, e coordinate dall’Istituto Idrografico della Marina (la cui sede nazionale è a Genova) hanno coinvolto diverse istituzioni ed enti di ricerca nazionali e internazionali, università e società private. Le ricerche hanno rivolto particolare attenzione alla Geofisica marina in ambito idro-oceanografico attraverso l’esplorazione, il monitoraggio marino e l’indagine di settori dell’Oceano Artico soggetti al ritiro dei ghiacci, sottoposti a forti pressioni antropiche ed espressione concreta e diretta dei cambiamenti ambientali globali. I settori di maggiore interesse durante ‘High North 17’ e ‘High North 18’ sono stati quelli compresi nell’Arcipelago delle Isole Svalbard, lo stretto di Fram e quello dello Yermak Plateau, al ciglio della banchisa artica a nord delle Isole Svalbard.

‘High North’ si pone tra i suoi obiettivi quello di conoscere l’Oceano Artico come parte di un Oceano globale in una dimensione di sostenibilità ambientale di un settore poco conosciuto, complesso e fragile di grande interesse, sia per la variabilità ed elevata dinamicità del sistema sia per i potenziali sfruttamenti e impieghi di nuove rotte, dove al solo ghiaccio si stanno inserendo scenari sempre più ‘blu’.

Tra i curatori della mostra c’è anche Matteo Frulio, architetto paesaggista genovese: “La mostra - afferma - è stata progettata con il mio collega Emanuele Musso, cercando di ricreare idealmente il contesto ambientale artico. I pannelli sono realizzati richiamando la forma dell’iceberg mentre, al centro, abbiamo realizzato una struttura che abbiamo chiamato ‘pack’ su cui sono collocati i reperti più importanti dell’allestimento, tra cui vettovaglie ritrovate in anni recenti e risalenti alla spedizione del 1899, parti della nave del Duca degli Abruzzi tra cui fanali e una bussola ad acqua. Il percorso continua con la spedizione del 1928 e poi si conclude con le attrezzature scientifiche delle spedizioni ‘High North 17 e 18’. La mostra vuole valorizzare l'apporto umano più che mitizzante delle esplorazioni al Polo Nord. Troverete oggetti personali, diari, vestiario e foto con i volti di tutti coloro che in questi cento anni hanno partecipato alle spedizioni polari della Marina Militare Italiana. L’allestimento è montato dalla Squadra Mostre della Marina, mentre luci, suoni ed effetti video sono di Grosso Impianti, che ringrazio per il supporto”. 

“Tutti venivano volontari, consci dei pericoli cui andavano incontro, bramosi di svelare, col loro coraggio e colla loro operosità, il mistero che ancora circonda l’Artico e di arricchire la scienza di nuove osservazioni“, si legge in uno dei cartonati esposti alla mostra.

La presenza italiana nell’Oceano Artico inizia nel 1899, con la prima missione esplorativa capeggiata dal Duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia, di cui quest’anno si festeggia il 120° anniversario. Ma si ricordano anche l’impresa di Umberto Nobile del 1928, che con il suo dirigibile ‘Norge’ fu il primo uomo a sorvolare il Polo Nord e lo sbarco della nave ‘Città di Milano’ dell’Istituto Idrografico, inviata allo scopo di compiere direttamente rilevamenti e misurazioni.

Alberto Bruzzone

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