Attualità | 21 settembre 2026, 15:19

Inceneritore, comitati e associazioni diffidano Regione e ARLIR: "Prima trasparenza e confronto con i territori"

La rete richiede l'accesso agli atti, audizioni e una bozza di delibera per i Consigli comunali per valutare le alternative prima di qualsiasi gara. "A Scarpino non c'è spazio, e non c'è spazio da nessuna parte in Liguria"

Inceneritore, comitati e associazioni diffidano Regione e ARLIR: "Prima trasparenza e confronto con i territori"

Comitati e associazioni liguri diffidano Regione e ARLIR sul percorso per il nuovo impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti e annunciano un pacchetto di iniziative per chiedere trasparenza, accesso agli atti e il coinvolgimento dei territori prima che vengano assunte decisioni definitive.

In una nota, la Rete dei Comitati contesta l'avviso pubblicato da ARLIR il 15 aprile 2026 per raccogliere proposte di partenariato pubblico-privato per un impianto di "chiusura del ciclo dei rifiuti", che i comitati definiscono un inceneritore.

"C'è un metodo, in Liguria, che si ripete sempre uguale a sé stesso: si annuncia un'opera come inevitabile, la si veste di tecnicismi, e la si porta avanti finché non è troppo tardi per discuterla. Questa volta tocca ai rifiuti." Secondo i comitati, l'avviso si premura di specificare che non si tratta di una gara, ma prevede comunque una selezione delle proposte, una dichiarazione di "pubblico interesse" e la possibilità di arrivare a una gara vera e propria.

"La stessa architettura amministrativa che ha già svuotato la sanità pubblica a colpi di delibere tecniche, e portato avanti grandi opere decise a tavolino, su territori a cui non è mai stato chiesto nulla se non di attendere il cantiere." La rete sostiene che la Liguria abbia bisogno di una gestione dei rifiuti diversa e contesta il fatto che, a suo giudizio, la gestione della differenziata e gli investimenti nel riciclo non siano sufficienti.

"La Liguria ha bisogno di una gestione seria dei rifiuti. Ma quella gestione seria non solo continua a essere ignorata: viene usata come pretesto per l'inceneritore. Si lascia a metà la differenziata, si rimanda l'investimento in impianti di riciclo, e poi si presenta l'assenza di alternative come necessità tecnica che impone la combustione. Non è mancanza di pianificazione: è una pianificazione che produce esattamente il vuoto che le serve per giustificarsi."

Nel mirino ci sono anche le informazioni disponibili sul progetto. "Cronoprogramma, studi di localizzazione, valutazioni sulle alternative: nulla è pubblico. L'unica cosa pubblica, per ora, è l'avviso." Per questo i comitati hanno predisposto un pacchetto di atti che comprende accesso civico, diffide, richieste di audizione, adesioni per cittadini e associazioni e una bozza di delibera per i Consigli comunali.

"Per questo abbiamo predisposto un pacchetto di atti, tra cui accesso civico, diffide, richieste di audizione, adesioni per cittadini e associazioni, una bozza di delibera per i Consigli comunali, perché ognuno possa chiedere ciò che finora nessuno ha ottenuto: conoscere gli atti, essere ascoltato prima che le decisioni siano prese, vedere valutate sul serio le alternative prima di parlare di gara."

La richiesta, spiegano, riguarda quindi soprattutto trasparenza e partecipazione. "Non chiediamo un favore. Chiediamo che la trasparenza amministrativa, quella che la Regione cita quando le fa comodo, valga anche quando non le fa comodo. Diffidiamo fin d'ora ARLIR e Regione Liguria dal dichiarare qualunque "pubblico interesse" senza un'istruttoria completa e pubblica, e dal bandire gare prima che i Comuni coinvolti abbiano voce in capitolo."

Un altro punto della contestazione riguarda la raccolta differenziata. I comitati chiedono perché si parli già di un nuovo impianto invece di mettere al centro un piano per aumentare la differenziata. "E c'è una domanda che la Regione non si pone: perché parlare subito di un nuovo impianto invece che di un vero piano di differenziata? A Genova la differenziata resta più una minaccia amministrativa che una politica reale: si agitano sanzioni, si annuncia l'aumento della TARI, ma manca un piano che la renda semplice e capillare. Finché l'assenza di un impianto sarà la scorciatoia per giustificare l'incenerimento invece che il motivo per investire nella differenziata, la Regione sceglierà la strada più comoda per chi decide e più pesante per chi paga, di TARI, e di salute."

Nel documento viene poi affrontato il tema di Scarpino e dello spazio disponibile per un eventuale impianto. "E se dopo otto anni a Genova il presidente Bucci ancora non sa che a Scarpino l'unico spazio utile è già occupato dall'impianto di depurazione del particolato, glielo diciamo noi: a Scarpino non c'è spazio, e non c'è spazio da nessuna parte in Liguria, perché l'inceneritore serve solo a gonfiare tasche e ad ammazzare persone."

La nota si rivolge quindi direttamente ai sindaci dei territori eventualmente coinvolti, con un appello dai toni molto duri. "E ai sindaci coinvolti: chi non diffida formalmente ARLIR e Regione prima che tutto sia reso pubblico non è un sindaco cauto. È un sindaco complice, complice di un sistema che lo escluderà dalle decisioni, ma non dalle responsabilità sulla salute dei cittadini."

La rete conclude spiegando che la propria posizione, nelle intenzioni dichiarate, non è un'opposizione di principio alla realizzazione di un impianto, ma una richiesta di trasparenza e partecipazione. "La Liguria non è un territorio su cui sperimentare decisioni prese altrove. Chi firma questi atti non si oppone per principio a un impianto: chiede che, per una volta, si decida alla luce del sole."

Il documento è sottoscritto da Collettivo Ponente Ligure, Associazione 25 Aprile Intemelia, Associazione Popoli in Arte ODV Sanremo, Comitato Civico di Base di Taggia, Comitato Ambiente Salute Pubblica Imperia, Attac Imperia, Comitati Civici di Base della provincia di Imperia, Culturambiente di Ferrania Cairo Montenotte, Comitato Nascere a Pietra, Fermiamo il Mostro – NO al Rigassificatore Savona, Coordinamento per il Parco Nazionale Portofino, Tutti per il Parco, Comitato Giù le mani dall'Entella Lavagna, Associazione Posidonia Portovenere La Spezia, Rete Ambiente altro turismo La Spezia, Coordinamento no biodigestore, Comitato Sarzana che botta, Comitato per la dismissione rigassificatore Panigaglia, Movimento Palmaria sì, masterplan no - Portovenere, Sos Salute Pubblica Liguria Ponente, Associazione Mare Libero Liguria, Comitato Difesa del Parco dei Forti e delle Mura di Genova, Comitato Giardini Malinverni, Comitato di Via Vecchia e Strade Limitrofe, Comitato contro la cementificazione di Terralba, OpposizioneSkymetro - Valbisagno Sostenibile, Comitato con i piedi per terra, Comitato Valpolcevera Resistente San Quirico, Comitato Vie Ardoino e Landi, Comitato SìTram Genova, Comitato Nervi 2022 no ZTL, Comitato spontaneo Trasta Fegino, Comitato liberi cittadini di Certosa, Comitato sotto il ponte Bisagno, Comitato Cittadini Banchelle, Comitato Donne di Cornigliano, Comitato Tutela Ambientale Genova, Comitato Acquasola, Comitato Sconquasse, Comitato Community Lagaccio, Comitato Estremo Ponente, Comitato Spontaneo Cittadini Borzoli e Fegino, Comitato Donne Soggetto Plurale, Circolo Nuova Ecologia, Circolo San Bernardo, Gruppo Aretè, AMA Associazione Abitanti Maddalena, Associazione Amici di Ponte Carrega, Associazione Mobilita Genova – MobiGe, Associazione Quelli del Ponte Morandi, Associazione Liguria a Sinistra, Associazione come il Colibri’ odv, Associazione gli Amici del Chiaravagna, Associazione famiglie senz’auto, Rete Cittadina "Insieme per la Salute di Tutti", Rete Spazio Libero Malinverni, Italia Nostra Onlus, Medici per l’ambiente ISDE, Medicina Democratica movimento di lotta per la salute, Movimento indipendente dei Cittadini per Carignano, NO alla cementificazione di Nervi, WWF Genova Città Metropolitana, Coordinamento Ligure per la gestione corretta dei rifiuti, Società della Cura, Giustizia Sociale, Collettivo Corpi Idrici, Extinction Rebellion e Attac Genova.
 

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