Prima della salita, bisognava fermarsi.
I muli avevano percorso la valle e arrivavano con il fiato corto; i carrettieri scaricavano, qualcuno contava i sacchi, altri invece cercavano un posto sotto al porticato per ricoverare le bestie e, perché no, un letto per la notte.
Davanti, la strada si arrampicava verso il passo della Bocchetta.
Li, a guardia, proprio all’ingresso di Campomorone, si trovava quell’edificio: una costruzione a pianta quadrata con una torre in pietra. Per la gente del posto era sàia. La saliera.
Da Genova, il sale si muoveva verso la pianura per più di un percorso. Uno dei più battuti era quello della Bocchetta e proprio all’inizio del tracciato era stato costruito un edificio strategico.
Il sale per la Repubblica di Genova, era un affare di Stato. Ne gestiva il commercio in regime di monopolio perché era una merce preziosa e di importanza strategica (come accadeva già in epoca romana).
A Campomorone la concessione per la custodia del sale toccò alla famiglia D’Amico, che nel Seicento commissiono la costruzione del complesso dopo aver ottenuto dalla Repubblica la fornitura del sale al Ducato di Milano e alla valle Padana.
L’edificio ha l’impianto di una piccola fortezza commerciale. Quadrangolare, con la corte al centro, si eleva per due piani, vegliato da un torrione. Al centro, magazzini, una locanda per i commercianti e i trasportatori, una grande stata. Tre dei quattro lati, originariamente, era completamente porticati, aperti per poter fungere da stalle o da depositi. Il piano superiore, invece, serviva al riposo del personale: qui trovavano riparo gli stapulieri.
All'interno della saliera non veniva solamente stoccato il sale che, da Genova, muoveva verso il nord Italia. Era anche un magazzino franco per merci daziate di ogni genere.
Oggi, chi arriva davanti alla Saliera ne coglie ancora gli elementi difensivi: sui due angoli verso la strada ci sono le garitte, alla base di ciascuna sono scolpite teste probabilmente con funzione apotropaica: volti messi li per tenere lontano il male. Ai due angoli le guardiole, a testimoniare come l’edificio fosse un caposaldo per la difesa. Il torrione, invece, ha una storia diversa. Sarebbe infatti l’unica testimonianza di un edificio già esistente prima del Seicento ma sulla natura di quella costruzione non si hanno notizie.
Oggi la Saliera, che è diventato un bene vincolato nella prima metà del Novecento, resta una testimonianza preziosa dei traffici genovesi fuori dai confini e continua a raccontare un viaggio, quello del sale, che lasciato il mare della Superba si addentrava tra vallate e passi per raggiungere Milano e la Pianura Padana.













