Attualità | 24 ottobre 2026, 14:25

Emergenza casa, Salis apre ai piccoli proprietari: "Un'alleanza per rilanciare gli affitti e contrastare la desertificazione"

La sindaca al congresso provinciale di ASPPI: "Genova può diventare un laboratorio nazionale". Tra le ipotesi anche il modello Modena, con il Comune intermediario tra proprietari e inquilini. Nel centro storico il 35,7% delle famiglie vive in affitto

Emergenza casa, Salis apre ai piccoli proprietari: "Un'alleanza per rilanciare gli affitti e contrastare la desertificazione"

Un'alleanza tra Comune e piccoli proprietari immobiliari per affrontare l'emergenza abitativa, riportare sul mercato gli appartamenti sfitti e garantire maggiori opportunità a giovani, studenti e famiglie. È la proposta rilanciata dalla sindaca Silvia Salis, intervenuta questa mattina al IX Congresso provinciale dell'ASPPI, l'Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari, alla presenza anche dell'assessore comunale alle Politiche della casa Davide Patrone.

Al centro dell'intervento, la necessità di distinguere chi possiede uno o pochi immobili dai grandi fondi speculativi, costruendo un rapporto di collaborazione che permetta di superare le difficoltà del mercato delle locazioni e contrastare il progressivo svuotamento dei quartieri.

"Per troppo tempo si è teso erroneamente ad assimilare i piccoli proprietari ai grandi operatori e ai fondi speculativi – ha dichiarato Salis – ma i piccoli proprietari sono un attore fondamentale nel dialogo con la pubblica amministrazione per la gestione delle politiche dell'abitare e un alleato prezioso per contrastare la desertificazione del territorio".

La sindaca ha quindi collegato la questione abitativa alle rivendicazioni sociali emerse nelle ultime settimane, sottolineando come il diritto alla casa rappresenti una delle principali preoccupazioni delle nuove generazioni. "Le violenze deprecabili delle ultime settimane hanno coperto le istanze legittime di un disagio giovanile, ma non solo, che porta avanti rivendicazioni ineccepibili. Tra queste, anche il diritto a una casa, a un affitto dignitoso e sostenibile".

Un problema che riguarda direttamente Genova, dove l'aumento dei canoni, la diffusione degli affitti brevi e la presenza di immobili non disponibili sul mercato residenziale rendono sempre più difficile trovare un'abitazione a prezzi accessibili. Una situazione particolarmente evidente nel centro storico, dove il 35,7% delle famiglie vive in affitto, con punte che sfiorano il 40%, mentre una parte consistente dell'offerta turistica si concentra proprio nei quartieri centrali.

"Abbiamo sfide complesse da affrontare – ha evidenziato Salis –. La difficoltà di trovare alloggi in locazione, l'aumento dei canoni, la crescita degli affitti brevi e la presenza di immobili che restano fuori dal mercato residenziale ci pongono questioni che non possono più essere liquidate con risposte parziali o ideologiche".

L'obiettivo dell'amministrazione è quindi rafforzare gli strumenti già disponibili, a partire dal Patto per l'Abitare e dall'Agenzia Sociale della Casa, coinvolgendo direttamente i proprietari nella ricerca di soluzioni capaci di aumentare l'offerta di alloggi.

"Genova ha una struttura e una composizione anagrafica particolari: a un'età media elevata si contrappone una forte carenza di alloggi per gli studenti e per i giovani. Se lavoriamo insieme, partendo dagli strumenti che abbiamo, possiamo far diventare Genova un vero laboratorio nazionale. Vogliamo evitare quello che è già successo in altre realtà europee, dove i residenti non riescono più a vivere nei centri storici. Non possiamo permetterci che la città si svuoti".

Tra le possibilità da approfondire c'è anche il modello adottato a Modena, richiamato dalla presidente provinciale di ASPPI Valentina Pierobon. Un sistema nel quale è il Comune ad affittare direttamente gli immobili dai proprietari privati, per poi concederli in sublocazione, assumendo così un ruolo di intermediario e offrendo maggiori garanzie.

Un'ipotesi che Salis si è detta disponibile a studiare, soprattutto per rispondere alle preoccupazioni di chi rinuncia ad affittare per il timore di morosità, danneggiamenti o lunghi procedimenti giudiziari.

"Le preoccupazioni dei piccoli proprietari sono assolutamente legittime: i tempi della giustizia, il rischio di morosità o i danni all'immobile portano spesso a dire 'forse mi conviene non affittare'. Le istituzioni devono rispondere a queste paure".

Da qui la volontà di costruire un percorso condiviso, evitando di contrapporre le esigenze dei proprietari a quelle di chi cerca casa.

"Non può esistere una politica dell'abitare efficace che non veda l'amministrazione pubblica alleata con i piccoli proprietari, perché non dobbiamo fare l'errore di confondere chi ha lavorato una vita per comprarsi una casa e cercare di avere una rendita più che legittima con fondi speculativi che spesso non hanno cura dei risvolti sociali dei loro investimenti. Con la collaborazione e la solidarietà tra Comune e piccoli proprietari possiamo realizzare interventi incisivi, visibili e duraturi per il bene della nostra comunità", ha concluso la sindaca.

Redazione

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