Una sola parola, scritta a grandi lettere nere su un telo bianco: "Vergogna". È lo striscione comparso sulla recinzione del cantiere di piazza Cosma Clavarino, a Sestri Ponente, e immortalato in una fotografia circolata sui social. Un messaggio che racconta il crescente malcontento attorno a un intervento che, dopo mesi di ritardi e difficoltà tecniche, continua a occupare una parte della piazza, senza che i residenti abbiano certezze sulla ripresa delle lavorazioni. Una situazione sulla quale interviene ora anche il presidente del Municipio VI Medio Ponente, Fabio Ceraudo, che ha inviato una nuova comunicazione formale al Comune di Genova chiedendo tempi certi per il completamento delle opere e l'avvio di un percorso di ristori economici per cittadini e attività commerciali.
A riportare l'attenzione sulla situazione è stata anche la segnalazione arrivata direttamente alla redazione de La Voce di Genova da parte di un cittadino che abita proprio nella piazza e che denuncia una situazione diventata ormai difficile da sostenere. "Volevo segnalare, in quanto residente proprio in piazza, che il cantiere è ancora fermo. I lavori sono fermi da marzo-aprile, non abbiamo risposte dalle istituzioni, nessuno sa niente", racconta, sottolineando come, a distanza di mesi dall'interruzione delle attività, non siano arrivate comunicazioni chiare sulle prospettive dell'intervento.
Ma a preoccupare non sono soltanto i tempi. Nella testimonianza emergono anche le conseguenze che le lavorazioni avrebbero avuto sugli edifici circostanti. "Negli appartamenti abbiamo subito dei danni, con varie cavillature murarie. Non sappiamo nulla su quando proseguirà e finirà questo cantiere", prosegue il residente, segnalando la comparsa di fessurazioni nelle pareti delle abitazioni. Danni denunciati dal cittadino, per i quali resta da accertare l'eventuale collegamento con le attività di scavo.
A questo si aggiunge il problema della sosta, particolarmente sentito in una zona già alle prese con la scarsità di parcheggi. Secondo quanto riferito dal residente, il cantiere avrebbe comportato la perdita di circa trenta posti auto, sottratti alla disponibilità degli abitanti e di chi frequenta le attività della zona. "Tra polveri e rumori continui durante gli scavi abbiamo vissuto un anno con le finestre chiuse", aggiunge il cittadino, ripercorrendo i mesi più difficili delle lavorazioni. Una situazione che, a suo dire, ha inciso pesantemente sulla quotidianità delle famiglie, costrette a convivere prima con i disagi prodotti dagli interventi e successivamente con un'area di cantiere rimasta inutilizzata. "Il danno è per tutti, residenti e varie attività commerciali presenti in piazza e nelle zone limitrofe", conclude la segnalazione.
Sulla vicenda è tornato a intervenire direttamente il presidente Ceraudo, che già nei mesi scorsi aveva sollecitato chiarimenti sul futuro del cantiere. Il 23 ottobre ha trasmesso una nuova lettera all'assessorato comunale ai Lavori pubblici, indirizzata anche, per conoscenza, alla Struttura commissariale per l'adeguamento idraulico del rio Molinassi, alla Città Metropolitana, alla Direzione Commercio e CIV del Comune e al presidente del CIV di Sestri Ponente. "Ho mandato una mail perché ritengo inaccettabile questa situazione. Chiediamo risposte concrete e anche dei ristori per la delegazione, per chi sta subendo da troppo tempo le conseguenze di questo cantiere", spiega Ceraudo, ribadendo la necessità di un intervento da parte degli enti coinvolti.
Nella comunicazione, che fa seguito a una precedente nota municipale del 19 giugno, il presidente riconosce la complessità tecnica delle lavorazioni, ma sottolinea come i ritardi stiano producendo conseguenze sempre più pesanti per il territorio. "Non è accettabile che un'opera strategica, per quanto necessaria, scarichi interamente i suoi costi sociali su chi vive e lavora in piazza", si legge nel documento.
Quattro le richieste avanzate formalmente dal Municipio. La prima riguarda la trasmissione di un cronoprogramma aggiornato, certo e trasparente, che indichi tutte le fasi ancora necessarie al completamento dell'intervento, dall'estrazione del macchinario rimasto bloccato nel sottosuolo fino alla posa delle tubazioni, ai collegamenti degli oleodotti e ai collaudi finali.
La seconda è la convocazione urgente di un tavolo operativo che riunisca Municipio, Comune, Struttura commissariale, Città Metropolitana e rappresentanti del commercio, per individuare misure concrete di mitigazione dei disagi e garantire una comunicazione costante alla cittadinanza.
Ma la novità più significativa riguarda proprio la richiesta di avviare un'istruttoria per riconoscere ristori economici alle attività commerciali e ai cittadini che abbiano subito danni documentabili a causa dei ritardi. Un percorso che il Municipio chiede all'amministrazione comunale di affrontare insieme alla Struttura commissariale, per valutare possibili compensazioni a fronte delle conseguenze economiche e sociali dell'intervento.
Infine, Ceraudo sollecita provvedimenti immediati sulla viabilità, sulla pulizia dell'area e sulla segnaletica, anche attraverso indicazioni che rendano maggiormente visibili e accessibili le attività commerciali rimaste aperte durante i lavori.
Il problema del cantiere di piazza Clavarino non è nuovo. Come raccontato da La Voce di Genova lo scorso 18 giugno, all'origine dello stop c'è una complessa criticità tecnica legata alla realizzazione dei microtunnel necessari allo spostamento degli oleodotti, intervento propedeutico all'adeguamento idraulico del rio Molinassi e inserito nel più ampio progetto collegato all'espansione dello stabilimento Fincantieri.
I lavori erano stati consegnati l'11 luglio 2024, ma il 9 gennaio 2025 il macchinario impegnato nello scavo del primo microtunnel è rimasto bloccato nel sottosuolo, durante il passaggio sotto la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. La presenza della falda a oltre sei metri di profondità ha reso particolarmente complicate le operazioni di recupero, imponendo interventi per l'emungimento e il trattamento delle acque, soggetti anche ad autorizzazioni ambientali.
Nella documentazione richiamata dal Municipio viene ricostruito anche l'iter autorizzativo: la richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale per lo scarico delle acque era stata presentata il 20 gennaio 2026 e il provvedimento era arrivato l'8 maggio. Per metà giugno era previsto l'arrivo in cantiere del macchinario di sedimentazione necessario alle successive operazioni.
Il ritardo complessivo, secondo le ultime previsioni richiamate nella comunicazione municipale, è quantificato in circa sette mesi e mezzo-otto mesi, con il completamento della posa delle tubazioni e dei collegamenti non previsto prima dell'inizio dell'estate 2027, salvo ulteriori impedimenti. Una prospettiva sulla quale il Municipio chiede ora conferme e soprattutto un calendario verificabile delle lavorazioni ancora da eseguire.
Nel frattempo, il cantiere continua a comparire anche nei provvedimenti comunali sulla viabilità. Nell'ultimo bollettino pubblicato il 23 ottobre, il Comune conferma infatti fino al 31 dicembre 2026 le limitazioni alla sosta in piazza Clavarino e nella vicina via Vado legate alle opere. Una scadenza che riguarda i provvedimenti stradali e non rappresenta, di per sé, una data di conclusione dei lavori.
Per il Municipio, però, la questione non può più essere affrontata soltanto sul piano tecnico. Nella lettera il presidente Ceraudo ribadisce infatti che, pur riconoscendo le difficoltà dell'appalto, "non è più procrastinabile" l'avvio di un percorso per i ristori e che la pubblica amministrazione non deve lasciare solo il territorio.










