Attualità | 27 ottobre 2026, 10:50

Liceo Vittorio Emanuele II-Ruffini, gli studenti occupano la scuola fino a giovedì: "Vogliamo risposte reali"

Dopo il confronto con la preside sull’autogestione, gli studenti annunciano l’occupazione dell’istituto e rilanciano la partecipazione allo sciopero generale del 30 ottobre. Nel mirino il definanziamento della scuola, le carenze strutturali e l’“economia di guerra”

Liceo Vittorio Emanuele II-Ruffini, gli studenti occupano la scuola fino a giovedì: "Vogliamo risposte reali"

Dalla mobilitazione all’occupazione. Dopo la protesta di lunedì e il confronto con la dirigente scolastica, che secondo quanto riferito dagli studenti è rimasta ferma sulla proposta di autogestione, questa mattina gli studenti del liceo Vittorio Emanuele II-Ruffini hanno deciso di occupare l’istituto. L’occupazione, spiegano in un comunicato diffuso martedì 27 ottobre, proseguirà fino a giovedì, quando gli studenti intendono scendere in piazza per partecipare allo sciopero generale del 30 ottobre.

La protesta si inserisce, secondo i promotori, in un clima di mobilitazione studentesca che attraversa l’Italia e l’Europa. "Abbiamo deciso che era necessario prendere parte a questa mobilitazione e prendere in mano il nostro istituto", scrivono gli studenti, indicando tra le ragioni della scelta le criticità che, sostengono, da anni interessano la scuola.

Nel documento vengono denunciati problemi strutturali, carenza di insegnanti, classi sovraffollate e questioni legate alla sicurezza quotidiana. Al centro della contestazione c’è anche il definanziamento dell’istruzione, che gli studenti contrappongono alle risorse destinate alle spese militari.

"Occupiamo contro un definanziamento dilagante e contro problemi strutturali che denunciamo da ormai anni e che anche nel nostro istituto sono estremamente gravi", si legge nel comunicato. Gli studenti contestano inoltre le politiche del Governo e indicano nel carovita, nell’aumento dei prezzi e nella difficoltà delle famiglie ad arrivare alla fine del mese alcune delle conseguenze di un modello economico che definiscono orientato alla guerra.

Nel mirino finisce anche il clima che, secondo i promotori dell’occupazione, si respira nelle scuole, descritto come sempre più segnato da militarizzazione, aziendalizzazione e repressione delle proteste. Gli studenti criticano inoltre il tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi, sostenendo che non possa rappresentare una risposta alle difficoltà strutturali del sistema scolastico.

"Sappiamo quali sono i veri problemi della scuola, li viviamo ogni giorno, non sono sicuramente i nostri compagni di banco", affermano, rivendicando la necessità di interventi sulle condizioni degli edifici, sull’organizzazione didattica e sulle risorse a disposizione degli istituti.

La mobilitazione guarda ora allo sciopero generale di venerdì 30 ottobre. Gli studenti del Vittorio Emanuele II-Ruffini annunciano la volontà di partecipare alla manifestazione insieme a lavoratori e operai, con l’obiettivo di unire le rivendicazioni sul diritto allo studio a quelle contro il carovita e le politiche economiche del Governo.

"Vogliamo risposte reali", scrivono nel comunicato, concludendo con un appello alla mobilitazione: "Ci saremo, insieme ai lavoratori, per bloccare tutto contro la scuola caserma e contro l’economia di guerra".

Redazione

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