Attualità | 29 ottobre 2026, 10:54

ALPIMED 2050: cooperare oggi per il territorio di domani

Si è conclusa ieri la seconda Assemblea transfrontaliera del PITER ALPIMED+, che ha riunito partner e rappresentanti istituzionali per fare il punto sui progressi del Piano di coordinamento e per rafforzare la governance comune tra i territori delle Alpi del Mediterraneo.

L'appuntamento, ospitato dal Palazzo della Regione Liguria di Genova, ha messo al centro il valore della cooperazione: dai Forum 2026 dedicati all’acqua e al DNA ambientale alle strategie per il turismo sostenibile, la comunicazione e la valorizzazione dell’identità territoriale. Il confronto ha inoltre permesso di condividere esperienze e modelli di collaborazione transfrontaliera, guardando ai prossimi passi verso ALPIMED 2050.

I saluti istituzionali sono stati portati da Alessio Piana, assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria; Claudio Adinolfi, componente del Consiglio della Camera di Commercio di Cuneo per il settore Commercio; Silvano Dovetta, consigliere della Provincia di Cuneo e sindaco di Venasca; Gianfranco Demichelis, assessore del Comune di Cuneo con deleghe ad Ambiente, Parco Fluviale, Protezione Civile e Verde Pubblico; Paola Carnevale, direttrice scientifica di Arpa Liguria; e Sophiea Spilliaert della Città Metropolitana di Nizza -Direzione Ambiente, Mare e Montagna.

Nel pomeriggio, la tavola rotonda “ALPIMED 2050: un territorio in prospettiva” ha intrecciato ricerca scientifica, pratiche locali e cultura per riflettere su come prepararsi al cambiamento climatico. Dall’analisi delle trasformazioni del clima alpino al ruolo della comunicazione e delle comunità nei percorsi di adattamento, il confronto ha evidenziato l’importanza di coinvolgere chi vive e lavora nelle aree rurali, valorizzando le filiere locali e le esperienze di adattamento in agricoltura. In chiusura, l’attenzione si è concentrata sui semi e sulle varietà locali: un patrimonio di biodiversità e memoria, ma anche una risorsa concreta per affrontare le sfide climatiche future.

Il confronto si è chiuso con una riflessione: ciò che il territorio saprà raccogliere nel 2050 dipende anche da ciò che sceglie di custodire e seminare oggi.

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Redazione

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