Cronaca | 29 ottobre 2026, 19:58

Falsi incidenti a Genova, il gip respinge la richiesta di arresto per il biker Ilija Kosanke

Il giudice riconosce la solidità del quadro indiziario, ma esclude il rischio concreto e attuale di reiterazione dei reati. Respinte anche le misure richieste per altri quattro indagati

Falsi incidenti a Genova, il gip respinge la richiesta di arresto per il biker Ilija Kosanke

Nessuna misura cautelare per Ilija Kosanke, il biker genovese diventato noto sui social per il tormentone "Può accompagnare solo", coinvolto nell'inchiesta sui presunti falsi incidenti stradali che vede complessivamente 36 persone indagate. Il gip di Genova Giorgio Morando ha respinto le richieste avanzate dalla Procura, che aveva sollecitato la custodia in carcere per Kosanke e per Marco Rossi, considerato dagli investigatori il suo braccio destro, oltre a misure interdittive nei confronti di altri tre indagati.

La decisione è contenuta in un'ordinanza di 41 pagine nella quale il giudice, pur riconoscendo la consistenza degli elementi raccolti dagli inquirenti, esclude la sussistenza delle condizioni necessarie per applicare le misure cautelari.

Secondo quanto ricostruito nell'indagine coordinata dal pubblico ministero Luca Scorza Azzarà, Kosanke avrebbe avuto un ruolo centrale nell'organizzazione di un presunto sistema finalizzato a ottenere risarcimenti assicurativi attraverso la simulazione di incidenti stradali. Un'ipotesi accusatoria che il gip ritiene sostenuta da un quadro indiziario solido, anche per quanto riguarda la contestazione associativa.

A determinare il rigetto delle richieste non è quindi una valutazione di insufficienza degli indizi, ma l'assenza di un pericolo concreto e attuale che gli indagati possano commettere nuovamente reati della stessa natura. Una condizione necessaria, secondo la normativa, per giustificare l'applicazione delle misure richieste.

Nelle motivazioni, il giudice richiama anche la precedente pronuncia del tribunale del Riesame, che aveva annullato i sequestri disposti nei confronti di Kosanke, difeso dall'avvocato Rinaldo Romanelli, e della compagna Antonella Albanese. In quell'occasione, i giudici non avevano ritenuto dimostrato il collegamento tra le somme di denaro sequestrate e le presunte attività illecite al centro dell'inchiesta.

Tra gli elementi considerati dal gip figurano inoltre l'ampia risonanza mediatica assunta dalla vicenda e quanto emerso nel corso degli interrogatori di garanzia, circostanze valutate anche in relazione alla possibilità che le condotte contestate possano ripetersi.

Il provvedimento riguarda anche tre professionisti coinvolti nell'indagine, per i quali la Procura aveva chiesto misure interdittive. Si tratta di un agente della polizia locale, accusato di aver compilato un verbale falso relativo a un incidente stradale, e di due avvocati, ai quali gli inquirenti contestano un coinvolgimento nella gestione di numerose richieste di risarcimento riconducibili al presunto meccanismo fraudolento.

Anche per loro il giudice ha respinto le richieste cautelari. L'inchiesta sui presunti falsi sinistri resta aperta, mentre la decisione del gip riguarda esclusivamente la necessità di applicare misure restrittive o interdittive in questa fase del procedimento e non costituisce un giudizio definitivo sulle responsabilità degli indagati.

Redazione

Leggi tutte le notizie di #ILBELLOCISALVERÀ ›
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium