La Procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio del datore di lavoro e del preposto del cantiere in cui lavorava Pietro Greco, l'operaio di 67 anni morto nell'ottobre 2024, a oltre un anno dal grave incidente sul lavoro avvenuto il 4 settembre 2023 a calata Bettolo, nel porto di Genova. Per entrambi l'accusa è di omicidio colposo in concorso.
Al centro dell'inchiesta ci sono le modalità con cui venivano movimentate le barriere di cemento, i cosiddetti new jersey, e il rispetto delle procedure previste per svolgere queste operazioni in sicurezza.
Secondo la ricostruzione della pm Daniela Pischetola, il datore di lavoro non avrebbe predisposto procedure adeguate né previsto l'utilizzo di mezzi e attrezzature idonei allo spostamento dei manufatti. Al preposto viene invece contestato di non essere intervenuto per fermare le operazioni, nonostante si fosse avvicinato ai lavoratori mentre erano impegnati nella movimentazione delle barriere.
Il giorno dell'incidente, Greco stava lavorando insieme a un collega alla rimozione di alcuni new jersey. Il collega era alla guida di un Caterpillar, mentre il 67enne si trovava a terra e aveva sistemato dei quadrotti di legno sotto le barriere per facilitarne il sollevamento. Durante la rimozione di uno di questi supporti, uno dei manufatti si era abbattuto sull'operaio, travolgendolo. La barriera, insieme alla rete metallica sovrastante, pesava complessivamente circa 2,1 tonnellate.
A documentare quanto accaduto erano state anche le telecamere di videosorveglianza del porto. Le immagini avrebbero ripreso il capocantiere mentre si avvicinava ai due operai per poi allontanarsi. Per la Procura, il preposto avrebbe dovuto intervenire, dal momento che le modalità utilizzate per spostare le barriere non rispettavano le condizioni di sicurezza.
Le indagini, condotte dalla struttura complessa Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro di Asl3, hanno inoltre evidenziato che il produttore dei new jersey aveva indicato due diverse procedure per la loro movimentazione, ma nessuna delle due sarebbe stata seguita durante i lavori.
Anche la documentazione relativa alla sicurezza è finita sotto esame. Il piano operativo di sicurezza della Cmc non avrebbe previsto una procedura specifica per la rimozione delle barriere, mentre il piano di sicurezza e coordinamento lasciava all'impresa esecutrice la scelta delle modalità operative.
L'intervento nel quale era impegnato Greco rientrava in un appalto da 175mila euro stipulato tra l'Autorità di sistema portuale e Cmc. I lavori prevedevano la demolizione di 769 metri di barriere esistenti e la successiva installazione di oltre 1.300 metri di nuovi new jersey.
Spetterà ora al giudice valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.










