Cronaca | 02 novembre 2026, 19:55

Scritta "Bucci = mafia" sulla facciata della Regione, indaga la Digos

Le immagini della videosorveglianza al vaglio per risalire all’autore. I capigruppo della maggioranza esprimono solidarietà al presidente: "Un gesto grave e inaccettabile"

Scritta "Bucci = mafia" sulla facciata della Regione, indaga la Digos

Una scritta contro il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, è comparsa oggi sulla facciata del palazzo della Regione, in piazza De Ferrari a Genova. La frase, "Bucci = mafia", è ora al centro degli accertamenti della Digos, che nelle prossime ore analizzerà le immagini delle telecamere di videosorveglianza per cercare di risalire all'autore del gesto.

L'episodio ha suscitato la reazione dei capigruppo della maggioranza regionale, che hanno espresso solidarietà al presidente e condannato l'accaduto.

"Un gesto grave e inaccettabile, che colpisce non soltanto il presidente Marco Bucci, al quale esprimiamo piena solidarietà, ma anche le istituzioni che rappresenta. Il dissenso politico è legittimo, anche quando aspro, ma non può mai trasformarsi in insulti, accuse infamanti o atti vandalici".

I rappresentanti della maggioranza sottolineano inoltre la gravità dell'accostamento tra il nome del presidente e la criminalità organizzata, chiedendo che i responsabili vengano individuati al più presto.

"Auspichiamo che i responsabili vengano individuati quanto prima e che da tutte le forze politiche arrivi una condanna netta, senza distinguo. Il rispetto delle persone e delle istituzioni deve venire prima di qualsiasi contrapposizione politica".

"Solidarietà al presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, per le ingiuriose scritte comparse sulla facciata del Palazzo della Regione -  dichiara in una nota la sindaca di Genova Silvia Salis -. Il dissenso politico è un diritto fondamentale della democrazia, ma non deve mai travalicare nel vandalismo, nell'insulto o in infamanti accuse personali. Simili atti danneggiano il rispetto civile e il decoro delle nostre istituzioni, che devono rimanere il luogo del confronto e non dell'odio".



 

Redazione

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