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Cronaca | 10 settembre 2019, 16:39

Traghetti a Ponente, tutti contro il neo assessore Maresca

Il rappresentante della Giunta Bucci duramente contestato dopo la sua prima intervista ufficiale. Frulio (Pd): “Bisogna avere una visione complessiva, e poi condividerla, prima di sparare delle panzane”. Anche i Comitati attaccano

Traghetti a Ponente, tutti contro il neo assessore Maresca

La prima intervista da neo assessore da parte di Francesco Maresca, che sabato scorso ha ricevuto dal sindaco di Genova Marco Bucci la delega alle Attività Economiche e allo Sviluppo Portuale, ha suscitato a Ponente un mare di critiche, sia a livello politico che di comitati cittadini.

In fondo, c’era da aspettarselo: Maresca è lo stesso rappresentante del centrodestra che, da consigliere comunale ‘semplice’, chiese nei mesi scorsi di poter essere ospitato presso un’abitazione privata per poter constatare l’impatto delle attività portuali nella zona di Pra’ e Palmaro. Ed è lo stesso dal quale, da circa un anno, i cittadini attendono risposte in merito alla creazione di una fascia di rispetto anche per Palmaro, in merito alla realizzazione delle ‘dune’ a Pra’, in merito alla mitigazione dei rumori notturni e delle emissioni atmosferiche. Non certo un rapporto idilliaco, insomma.

Ora, le dichiarazioni rese da Maresca a un quotidiano locale non hanno fatto altro se non invelenire ulteriormente un clima già ampiamente surriscaldato. Anche perché qui non si tratta di destra o sinistra, di maggioranza od opposizione, ma si va molto oltre.

È un fatto di senso logico. Nella stessa intervista, Maresca riferisce di voler “migliorare il rapporto tra lo scalo portuale e la città e mitigare gli effetti negativi che il porto, in quanto attività industriale, ha sui genovesi”. Poi, aggiunge che “a Pra’ è stata presa la decisione di installare dune artificiali per dividere i terminal dalle abitazioni e migliorare le condizioni di vita di migliaia di residenti del Ponente. Ma può essere fatto molto di più”.

Come? Il prosieguo del discorso è francamente assurdo, perché ribalta completamente l’impegno assunto in precedenza. Per “migliorare le condizioni di vita di migliaia di residenti del Ponente”, il neo assessore Maresca pensa di proporre al sindaco di spostare a Ponente una parte del traffico traghetti che incide su San Benigno, ipotizzando la banchina di Ponente del Terminal Psa di Pra’.

“Così facendo, allontaneremo i traghetti dalle case, visto che dove scalano attualmente, a Di Negro, sono molto vicini alle abitazioni”.

Ora, al netto del ‘nonsense’ tra una dichiarazione e l’altra, quanto pensa, l’assessore Maresca, che potrebbe essere diverso se i traghetti scalassero a Ponente? Sarebbero meno vicini alle abitazioni? L’assessore ha, o non ha, una conoscenza di massima del territorio di cui sta parlando? È questo il modo in cui intende tutelare i cittadini di Pra’, Palmaro e Voltri e, si potrebbe aggiungere, Pegli Lido?

È evidente che un’uscita talmente infelice e di tale stortura non poteva rimanere senza nulla. Difatti a Maresca replica oggi, e piuttosto duramente, Matteo Frulio, assessore municipale ai Lavori Pubblici e rappresentante di spicco del Partito Democratico nel VII Ponente. “Che il ruolo di Maresca fosse inadeguato, purtroppo lo temevamo - afferma Frulio - Non è passato neppure un giorno dalla sua nomina, che subito ne abbiamo avuto la conferma. Maresca pensa di tutelare le persone a Ponente aumentando le servitù. Complimenti. A Palmaro mi pare che abbiano già sufficienti problemi, tra rumori portuali ed emissioni atmosferiche delle navi. Da anni questi residenti convivono attaccati al porto. Li separa dallo scalo solamente l’Aurelia”.

Secondo aspetto, secondo Frulio, “quello logistico. Ma come si fa a pensare di far attraccare i traghetti laddove non esistono infrastrutture adeguate? L’unico modo per accedere al porto container, è un cavalcavia che, al momento, è utilizzabile solamente dai mezzi pesanti. E tutte le auto, specie nel mese di agosto, dove andrebbero a finire? La logistica d’intorno semplicemente non esiste. Bisognerebbe finirla di uscirsene con delle panzane, e avere invece una visione un po’ più complessiva, e rispettosa, della città. Le scelte vanno condivise, non buttate lì sui giornali. E vanno condivise dopo aver fatto una pianificazione generale, altrimenti non solo non servono, ma fanno incavolare le persone, che aspettano la soluzione ai loro problemi, non che ne vengano aggiunti altri”.

A contestare Maresca è anche Elio Giuliani, medico attivo presso la Asl 3 e tra i cittadini più impegnati a Ponente sul fronte anti-inquinamento: “Si tratta - sostiene - di un vecchio progetto del 2009, la cosiddetta ‘Porta d’Africa’, che ogni tanto salta fuori. Nel senso che vorrebbero spostare il traffico traghetti su Pra’/ Voltri con ribaltamento a mare dietro l’ex stazione di Voltri, con il raddoppio del pennello già esistente, e purtroppo si prenderebbero pure la spiaggia di Voltri. Scrivono Pra’, ma in realtà i traghetti nel Vte non ci possono entrare, trattandosi di zona operativa commerciale, per cui il traffico verrebbe spostato su Voltri. Immaginate cosa potrebbe significare tutto ciò? Caos, traffico allucinante di vetture dirette ai traghetti e viceversa, scomparsa di spiaggia e passeggiata. Assurdo”.

Anche il Partito Democratico in Regione Liguria e Comune di Genova esprime perplessità, attraverso un comunicato diffuso ieri: “Invitiamo il nuovo assessore a iniziare il suo mandato approfondendo i dossier e cercando di conoscere come stanno realmente le cose, in modo da evitare altre gaffe. Maresca è già da due anni e mezzo in Consiglio comunale e non ha scuse: è stato consigliere delegato e in aula ha potuto ascoltare tutti i problemi del Ponente. Proprio per questo, le sue affermazioni sono ancora più gravi e dimostrano, e confermano, la mancanza di una visione globale e cittadina. Non è contrapponendo una parte di città a un’altra, facendo il gioco delle tre tavolette, che si risolve il problema di un nuovo rapporto tra città e porto, ma promuovendo una riqualificazione complessiva e migliorando la qualità della vita lungo il perimetro di tutto il confine portuale”.

Alberto Bruzzone

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