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Cronaca | 12 febbraio 2020, 10:48

Depositi costieri, la lezione di stile di Multedo a tutta la città

Da cinquant’anni questi cittadini convivono con Carmagnani e Superba, ma in un comunicato scrivono: “Non vogliamo scaricare il problema su altre delegazioni, la scelta spetta agli organi competenti”. Il tutto mentre, da altre parti, circolano inesattezze e grossolanità di ogni genere

Depositi costieri, la lezione di stile di Multedo a tutta la città

Per lunghi giorni, loro sono rimasti in silenzio, mentre da altre parti della città si agitavano, e si continuano ad agitare, i vessilli con il ‘No ai depositi costieri’. Evidentemente, chi è ben più consapevole del problema, per il fatto di conviverci da oltre cinquant’anni, sa meglio come comportarsi, e si muove con molta meno superficialità.

Ora però, l’associazione Comitato di quartiere di Multedo, lo storico comitato cittadino, ha deciso d’intervenire sulla questione, visto che da più parti è stata manifestata una pur gradita (seppur tardiva e non troppo disinteressata) solidarietà rispetto al quartiere che da mezzo secolo ospita i depositi di Carmagnani e Superba, e visto che i tempi dell’annuncio della soluzione, da parte del sindaco di Genova, Marco Bucci, paiono essere sempre più maturi.

In pole position rispetto alla nuova collocazione delle due aziende che si occupano di stoccaggio di prodotti chimici c’è l’area portuale alla foce del torrente Polcevera, attualmente occupata dal terminal Messina: ipotesi, quest’ultima, che ha fatto montare la pur legittima protesta dei cittadini di Sampierdarena, già da tempo costretti a fare i conti con numerose altre servitù.

I multedesi ragionano con misura e moderatezza, come nel loro stile, e sanno perfettamente non solo come pesare le parole, ma anche come comportarsi rispetto agli altri comitati e alle altre organizzazioni cittadine, nonché rispetto ai vari movimenti di protesta sorti nelle ultime settimane, sia reali che sui social network. Per questo, l’associazione Comitato di Quartiere di Multedo ha redatto un comunicato che è una lezione di stile a tutti quanti. Avrebbero potuto alzare la voce, come e più di tutti, ma non lo hanno fatto. E forse qualcuno, quando sventola le bandiere, dovrebbe imparare, e pure tanto, da queste persone.

Il comitato multedese chiarisce: “Visto il fermento che si è creato attorno all’ipotesi di spostamento dei depositi di Carmagnani e Superba, non più compatibili con il tessuto urbano del quartiere, riteniamo di dover esporre la nostra posizione in merito. Avendo riscontrato difficoltà ad interloquire con gli abitanti del quartiere e scarso interesse alla questione da parte dei cittadini, probabilmente disillusi da troppi anni di promesse non mantenute da parte delle amministrazioni passate e presenti, riteniamo che la soluzione del problema non possa essere trovata nelle inevitabili contrapposizioni che vengono a crearsi tra i vari quartieri interessati dallo spostamento delle suddette attività. Non è certo nostra intenzione scaricare il problema su altre delegazioni”.

Ma, precisano i membri del comitato, “rimane ferrea la convinzione che debbano essere salvaguardati i posti di lavoro, anche a costo di una ricollocazione dei lavoratori ad altre attività lavorative, ma allo stesso tempo ribadiamo l’importanza di trovare una soluzione alternativa all’attuale posizione dei depositi, in quanto non solo si trovano a pochi metri dalle abitazioni, ma interferiscono con l’improrogabile spostamento dello svincolo autostradale, provvisorio da più di cinquant’anni e causa di enormi problemi di viabilità e sicurezza, per nulla risolti dall’installazione di un impianto semaforico che, se possibile, risulta ancora più pericoloso visto lo spostamento delle strisce pedonali a valle di una curva teatro di un incidente mortale. Detto ciò, la nostra associazione che non ha il potere decisionale su questioni di così grande impatto sulla città, e si augura che gli organi competenti trovino una rapida e condivisa soluzione a problematiche che non possono più essere ignorate”.

Così parla chi, ogni mattina, si affaccia con vista sui depositi costieri, mostrando solidarietà - questa sì vera - verso le altre delegazioni. “Non è certo nostra intenzione scaricare il problema su altre delegazioni”: qualcuno prenda nota, specialmente qualche consigliere municipale del Centro Ovest, che esprimendo “solidarietà a Multedo”, produce un comunicato stampa, inviato ieri alle redazioni, pieno zeppo di inesattezze e grossolanità.

Quali? Non si possono paragonare le distanze tra la collocazione attuale di Carmagnani e Superba (a dieci metri, dieci, dalle prime abitazioni) rispetto a quelle dell’ipotesi foce del Polcevera (si parla di almeno cinquecento metri dalle prime abitazioni, vale a dire cinquanta volte tanto!). Non è vero che il territorio di Sampierdarena è più stressato di servitù rispetto al Ponente, dove “almeno si è riusciti a progettare una fascia di rispetto”. Chi ha redatto questo testo, lo vada a dire agli abitanti di Palmaro, se non sono ammorbati dai fumi delle navi, dai rumori portuali e dal continuo traffico autostradale, a cinque metri dalle loro case, altro che fascia di rispetto.

La differenza sta qui. Nello stile, nella sostanza e nella forma: da una parte c’è chi ha il problema contingente in casa - ovvero Carmagnani e Superba, perché il tema è questo e allargare il discorso sul resto non è intellettualmente onesto per nessuno - e ribadisce “non è certo nostra intenzione scaricare il problema su altre delegazioni”; dall’altra c’è chi si oppone e, nel farlo, non essendo in grado di contrapporre deduzioni tecniche e oggettive plausibili, lo fa parlando della situazione di altri municipi che non conosce neppure.

Ecco il sale della protesta. Nessuno dice che il nesso conclusivo sarà la distanza di sicurezza non solo dalle abitazioni, ma pure dalle altre attività portuali e aeroportuali: se questi requisiti dovessero essere rispettati tutti, sarà veramente difficile poter controbattere a una scelta che avrà tutto del tecnico e pochissimo del politico.

L’aspetto politico, semmai, è un altro, ed è relativo alla tanto ventilata ‘opzione zero’: è chiaro a tutti che, sinché ci sarà questa amministrazione al governo della città, come il sindaco ha ribadito più volte, “la priorità è mantenere aziende e posti di lavoro”.

Ora, al netto degli errori commessi dal primo cittadino su questa lunga vertenza del dislocamento (leggasi i troppi annunci disattesi), almeno su questo punto Bucci ha ragione: quando si parla di posti di lavoro e di aziende che hanno prospettive di crescita, bisogna andare molto cauti, perché Genova ha già gettato alle ortiche sin troppe occasioni e si trova già di fronte a sin troppe crisi occupazionali. Per questo l’opzione zero pare una strada molto difficilmente praticabile.

L’ultima annotazione va ai multedesi stessi: chapeau all’associazione Comitato di Quartiere di Multedo per la lezione di stile a tutti gli altri, e complimenti pure al Comitato Multedo per l’Ambiente, di più recente formazione ma altrettanto sempre sul pezzo, anche con importanti contributi dal punto di vista scientifico, grazie ad alcuni dei suoi membri.

Ma rimane un fatto: quando il primo comitato scrive “avendo riscontrato difficoltà ad interloquire con gli abitanti del quartiere e scarso interesse alla questione da parte dei cittadini”. Ecco, se i multedesi avessero messo in questa vertenza un decimo delle energie che ci stanno mettendo cittadini delle altre delegazioni, o ancora se avessero messo in questa vertenza un centesimo delle energie messe quando c’era da protestare contro l’apertura del centro per migranti nell’ex asilo ‘Contessa Govone’ (protesta legittima per la mancata comunicazione alla cittadinanza, ma poi ampiamente strumentalizzata dalla politica e da una parte dei media cittadini), forse i depositi di Carmagnani e Superba sarebbero già un lontano ricordo. Bisogna assolutamente che il quartiere si svegli, e si mostri più vicino, ma molto più vicino, rispetto a chi va a mettere la faccia per tutti.

Alberto Bruzzone

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