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Cronaca | 08 settembre 2018, 16:21

Cep, un’altra tegola: il Consorzio Pianacci chiude per due settimane

Il presidente Carlo Besana: “Troppa maleducazione, è arrivato il momento di porre un freno, dando un segnale forte. Bisogna che le persone del quartiere, per prime, imparino a rispettare i loro spazi comuni”

Cep, un’altra tegola: il Consorzio Pianacci chiude per due settimane

La decisione questa volta è forte, molto forte. Destinata a far discutere ma soprattutto a far riflettere. Si spera.

Per due settimane i cancelli del Consorzio Pianacci al Cep saranno chiusi al pubblico. Nessuna festa, nessun gioco, nessun intrattenimento. Ma, soprattutto, nessun servizio sociale.

La scelta sarà operativa a partire da lunedì. E’ stata molto sofferta, ma inevitabile. Troppi episodi di maleducazione, qualche litigio, qualche parola di troppo. Un’escalation che, negli ultimi tempi, ha inquietato non poco Carlo Besana, l’ex farmacista del Cep e da sempre anima del quartiere e di questo splendido spazio da quindicimila metri quadrati, realtà viva, vitale e di fondamentale importanza per una zona non facile.

Besana e i suoi collaboratori ce l’hanno messa tutta, sin dall’inizio. Poi hanno sfoderato tutta la pazienza del mondo, ma quando qualcuno di loro è stato preso, ripetutamente, a insulti e spintoni, hanno deciso che era il momento di lanciare un segnale. Ci hanno provato con le buone, a far ragionare le persone, a far tornare un minimo di rispetto. Non ha funzionato. E ora, per colpa di pochi, vengono danneggiati molti.

Due settimane di cancelli chiusi per l’unico ‘sfogatoio’ del quartiere. Un brutto colpo, ma necessario. Accompagnato dal solito ritornello che spesso risuona al Cep: le intemperanze di alcuni penalizzano tanti. Come per l’Ekom chiusa, sulla ‘piastra’ di via 2 Dicembre.

“Qui non ci sono stati furti - puntualizza Carlo Besana, presidente del Consorzio Pianacci - E non voglio neppure dire che la maggior parte delle persone che vengono alla Pianacci sono maleducate, anzi. Però alcuni episodi recenti sono stati molto tristi. Alcuni vengono qui: sporcano, insudiciano, vanno via e se fai notare che sbagliano, ti prendono pure a male parole. Ci si è erroneamente convinti che questi sono spazi del Comune. In realtà, invece, il Pianacci è un circolo privato di soci con la tessera. Abbiamo deciso noi di far entrare anche chi non ha la tessera, ma questa rimane un’area privata. Quindi, da lunedì, cancello chiuso per due settimane”.

Della questione è stato prontamente informato il presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti, attraverso una lunga missiva. “Egregio presidente - si legge nel testo - da lunedì sia il bar del Circolo Pianacci che i cancelli di accesso all’area Pianacci saranno chiusi fino a data da destinarsi, non inferiore a due settimane. La decisione è stata assunta dal Consiglio Direttivo della nostra Associazione a seguito di ripetuti episodi di maleducazione, prepotenza e grave mancanza di rispetto verso le persone che dirigono l’associazione e verso il gestore del bar del Circolo, e il mancato rispetto delle minime regole di civile convivenza da parte di frequentatori, abituali e non, degli spazi datici in concessione dal Comune di Genova. Tutto questo in aggiunta a fenomeni, già segnalati nel recente passato, di atti di piccolo vandalismo e/o di pericolo pubblico messi in atto da giovanissimi”.

La lettera al Municipio è stata resa pubblica affinché tutti possano apprendere lo stato reale della situazione e capire le motivazioni dello stop: “Come a lei noto - prosegue lo scritto - il nostro è un circolo privato, affiliato ad Arci. Per nostra scelta, è stata da sempre privilegiata la libera fruibilità da parte dei cittadini, residenti nel quartiere e non, rispetto alla possibile e legittima facoltà di renderlo fruibile ai soli soci. Crediamo sia utile, e ci auguriamo possa veramente esserlo, dare un segnale forte a chi ha scambiato gli spazi aperti, ben curati, con molta fatica, senza costi per la collettività, in praterie nelle quali potersi permettere tutto e il contrario di tutto; un segnale che ci auguriamo possa essere recepito anche dalla parte ‘sana’ che quotidianamente frequenta il Pianacci: sicuramente sarà la più penalizzata dalla chiusura dei cancelli ed il nostro auspicio è che da questo possa trovare lo slancio necessario per  vigilare ed operare, in futuro, al nostro fianco, affinché questi spazi vengano vissuti come meritano, quantomeno con l’obiettivo di garantire il minimo sindacale di civile convivenza, unico argine al rischio di una futura decisione definitiva”.

Il Pianacci informa che “in questo periodo saranno comunque garantite, sia pure a cancelli chiusi, le attività già programmate (Centro Estivo “AllenaMente” promosso dall’Istituto Comprensivo Voltri II - dal 10 al 14 settembre dalle 9 alle 15; allenamenti pomeridiani e serali di pattinaggio al PalaCep) oltre alle attività di manutenzione (taglio erba ed altri interventi) svolti da nostri collaboratori”.

Besana è amareggiato, ma risoluto: “Ora vediamo cosa succederà di fronte a un cancello chiuso. Le persone devono capire che quest’area di quindicimila metri quadrati è un privilegio per il quartiere. Loro non hanno nessun obbligo, ci mancherebbe. Però devono imparare a tenerselo caro, questo spazio, e a rispettarlo. E ricordo a tutti che le telecamere funzionano. Spesso meglio di tanti genitori, che ‘abbandonano’ qui i loro figli e spuntano solamente quando questi vengono giustamente rimproverati da qualche grande per il loro comportamento. E ovviamente spuntano a difendere i loro figli”.

A Besana due cose, in particolare, non sono andate giù: “Gli spintoni a un nostro socio anziano da parte di una persona che chiedeva insistentemente una birra e uno scontro fisico tra due mamme sugli spalti, nel corso delle semifinali della ‘Ceppions League’. Da lì ho deciso di sospendere il torneo. Chi ci ha rimesso? Purtroppo solo i bambini”.

La conclusione di Besana è un quadro sconsolante eppur reale: “Lungi da fare il filosofo, dico semplicemente che questa situazione è il frutto di aver impostato la ‘modalità social’ nella vita quotidiana. Tutto mi è concesso. Non esistono regole. Posso dire e fare quello che mi pare, senza conseguenze. Peccato che la realtà ‘vera’ sia un po’ diversa dalla realtà virtuale. Se il modello social viene applicato alla vita di tutti i giorni, finisce male”.

Ora da lunedì i cancelli saranno chiusi. Manca una settimana all’inizio della scuola. I genitori non sapranno dove portare i loro figli. E, quando inizieranno le lezioni, mancherà pure quella scorciatoia da alcuni caseggiati verso le scuole. Magari tutti inizieranno a capire l’importanza del Consorzio Pianacci.

Ma la cosa che più spaventa è un’altra: “il rischio di una futura decisione definitiva”. Sarebbe il colpo finale al quartiere. Lotte di venti e più anni rese vane dalle intemperanze di qualche idiota. E’ meglio che non succeda.

Albero Bruzzone

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