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Politica | 24 maggio 2019, 12:23

"Essere europei è bello e conviene", l'appello al voto degli europeisti per un'Ue migliore

Interviste e opinioni dal dibatto organizzato da Soprattutto Europa e Movimento Federalista Europeo. Ne abbiamo parlato con Carlo Rognoni, Alessandro Cavallo, Giuseppe Pericu e Anna Castellano

"Essere europei è bello e conviene", l'appello al voto degli europeisti per un'Ue migliore

Si è svolto ieri il dibattito, organizzato da Elena Cavallo e Silvestro Raimondo in collaborazione con Soprattutto Europa e il Movimento Federalista Europeo, intitolato "Essere europei è bello e conviene": un'occasione per ricordare a tutti i cittadini l'importanza delle imminenti elezioni europee di domenica 26 maggio per costruire un'Europa migliore al servizio delle persone.

In scaletta, prima dell'aperitivo-dibattito, gli interventi di Alessandro Cavalli, Bruno Morchio, Carlo Rognoni, con il coordinamento di Anna Castellano e Piergiorgio Grossi.

"Si tratta di un'elezione strategica, perché è la prima volta che ci sono delle forze che sono contro il rafforzamento dell'Unione, mentre noi abbiamo bisogno di non fermarci nella costruzione, ancora in corso, dell'Europa unita - spiega il giornalista Carlo Rognoni -. Abbiamo bisogno di parlamentari a Bruxelles convinti di questa necessità".

"Essere europei è bello perché viviamo in un mondo che se si chiude in province perde tutto ciò che fuori c'è di bello - dichiara il sociologo Alessandro Cavalli -. Se uno vuole arricchirsi deve guardare fuori dal proprio cortile. Essere europei conviene anche, basti pensare allo sviluppo economico che è avvenuto nel dopo guerra nel nostro paese e in Europa: ciò è dipeso in gran parte dal fatto che sono state aperte le frontiere e si è formato un mercato ampio. Tutto dipende poi da come verrà costruita questa Europa, perché potrebbe anche produrre risultati non vantaggiosi per tutti: ci vorrebbe un'Europa un po' più forte".

Per l'ex primo cittadino di genova Giuseppe Pericu è fondamentale la partecipazione alla imminente tornata elettorale, tenendo ben presente il significato delle consultazioni: "Bisogna andare tutti a votare per queste elezioni europee, perché, come dicono i sociologi, chi non va a votare in realtà lo fa per chi vince. In secondo luogo bisogna votare per quei gruppi politici che sono portati a incentivare il processo di formazione dell'Ue. Siamo di fronte a un percorso che è iniziato negli anni '50, e che ha portato in maniera quasi miracolosa nazioni che prima si facevano la guerra a trovare modi per cooperare. La strada per costruire le istituzioni europee è ancora da terminare e per questo è opportuno orientare i voti verso i gruppi che fanno riferimento al partito socialista europeo e al partito liberale europeo".

Un tema frequentemente affrontato in sede europea, e molto importante per l'Italia, è quello della parità di genere, come ha spiegato Anna Castellano di Soprattutto Europa: "Parità di retribuzione e all'accesso agli studi sono temi spesso trattati dal parlamento europeo che ha anche votato proposte sul tema. Non tutte queste iniziative sono però state portate avanti dal consiglio europea, che è formata dai governi nazionali: sono state le nazione dunque a bloccare questi provvedimenti sulla parità di genere. Quindi penso sia molto importante per le donne questo voto, per promuovere partiti che abbiano chiare le idee sulla parità fra uomo e donna. I partiti sovranisti e populisti hanno dei programmi che limitano la libertà delle donne, e quindi bisogna stare molto attenti".

Cpe

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