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Cronaca | 28 luglio 2019, 17:17

Botte alla compagna davanti al figlio di 2 anni, in manette pugile ex professionista

La compagna ventiduenne dell'uomo lo ha denunciato alle forze dell'ordine: è emerso che i soprusi e le violenze andava avanti da anni, ma solo ora la vittima a trovato la forza di denunciare quello che un tempo era stato il suo grande amore

Botte alla compagna davanti al figlio di 2 anni, in manette pugile ex professionista

Genova - Un uomo, ex pugile, è stato arrestato ieri dalla Polizia Locale per “maltrattamenti in famiglia in presenza di minori”. A denunciarlo è stata la compagna ventiduenne soccorsa e tratta in salvo dagli agenti che l’hanno sottratta alle violenze del ventiseienne.

È successo nel quartiere di  Marassi, dove gli agenti del terzo distretto sono potuti intervenire in fretta perché erano sul posto  in ausilio ai vigili del fuoco, impegnati nella messa in sicurezza un edificio da cui si era verificata una  caduta di calcinacci.La ragazza si è affacciata al balcone chiedendo aiuto e grondando sangue, con in braccio un minore di 2 anni. L’hanno vista e sentita persone dei palazzi di fronte. Alcuni cittadini sono scesi in strada, altri sono andati direttamente a bussare alla porta dell’appartamento della coppia, senza  però ottenere risposta.

Per fortuna sono arrivati subito gli agenti, ai quali il ventiseienne ha  finalmente aperto. Gli uomini del III distretto si sono trovati davanti la ragazza che perdeva  copiosamente sangue dal naso. Lei, sulle prime, ha detto di essere stata scontrata  accidentalmente dalla porta, aperta con una spallata dal compagno per forzare il ferro morto  mentre lui, ha dichiarato che la donna era caduta sbattendo contro la sponda del letto. Gli agenti  hanno capito che si trattava di qualcosa di ben diverso da un incidente e hanno chiamato i colleghi  del reparto Giudiziaria.

Portata in ospedale, la ventiduenne, che ha riportato la frattura del naso, ha finalmente trovato il coraggio di parlare  con il personale della polizia locale e di denunciare l'accaduto.  La giovane, che con l’uomo sI era fidanzata quando aveva solo 17 anni, ha raccontato una storia di violenze e  soprusi durata molti anni e comune a quella di molte altre donne nelle sue condizioni: prima  profondamente innamorata del compagno e poi spaventata dalle sue possibili reazioni, ha sopportato a lungo, non denunciando mai. Racconta la giovane che già nel 2015 era finita in ospedale per le violenze subite, che allora avevano portato i sanitari ad assegnarle una prognosi di ben 30 giorni.

Le violenze, sempre per motivi di gelosia, sono proseguite fino a ieri, quando il pestaggio è  avvenuto davanti al figlio della coppia. Ieri la ragazza si è decisa, sciogliendosi in lacrime davanti agli agenti, stanca di vivere in un incubo e preoccupata più per il futuro del figlio che per se stessa. Qualsiasi  donna si trovi nelle stesse condizioni sappia che le violenze quasi mai si interrompono da sole e  che è sempre meglio denunciare - alla Polizia Locale o alle Forze dell’Ordine - prima che le  conseguenze diventino molto gravi o addirittura irreparabili.

La ragazza che ieri ha trovato la forza di denunciare è stata informata del fatto che può rivolgersi al centro anti violenza per l’assistenza legale e psicologica, mentre gli agenti della polizia locale hanno stretto le manette ai polsi dell’uomo e lo hanno trasferito in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Redazione

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