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Cronaca | 07 agosto 2019, 17:31

La breve vita dei Giardini 'Lo Giudice' al Lagaccio: chiusi da un anno, patto col Comune sospeso

Sono chiusi dall'estate 2018, mentre il Comune aveva firmato un patto di collaborazione con l'Associazione Genitori Oregina,la Polisportiva Scat e la Cooperativa Librotondo insieme al Municipio I Centro Est

Foto del Comune di Genova

Foto del Comune di Genova

Inaugurati nell’aprile 2015, i Giardini Lo Giudice al Lagaccio, in Via Sapri,  sono già chiusi da un anno. E chissà per quanto ancora resteranno così.

Aperti dopo la riqualificazione – erano un ex deposito austriaco – sono stati un campo da calcio prima e un’area polivalente poi, gestita dall’associazione Fratellanza, finché nell’estate del 2018 è stato siglato un patto di collaborazione tra altre tre associazioni territoriali, quella di Genitori Oregina, Polisportiva Scat e Cooperativa Librotondo, e il Comune di Genova.

“Il patto prevede una riqualifica dell’area – spiega Roberta Bozzi, presidente dell’Associazione Genitori Oregina - perché col tempo si era perso interesse verso i giardini, anche dal punto di vista manutentivo, ed era previsto che noi facessimo attività ricreative per bambini, lo tenessimo pulito e ci occupassimo della piccola manutenzione, mentre il Municipio Centro Est avrebbe dovuto ridare vita alla casetta, che si trova nello spazio chiuso dei giardini, potare alberi ed erba, mandare personale per l’apertura e la chiusura dei giardini, dando lavoro a un ex dipendente dell’Ilva”.

Eppure tutto ciò non è avvenuto, in quanto, una volta firmato il patto, Roberta Bozzi ha inviata una lettera, tra agosto e settembre 2018, per chiedere al Municipio se il muraglione che cinge i giardini fosse sicuro, in quanto appariva pericolante, specialmente con l’inizio delle piogge, e il risultato è stato che i Lo Giudice sono stati direttamente chiusi.

Da qui sono seguite due interrogazioni, una in Municipio da parte del consigliere Pd Lorenzo Romanengo e una in Comune da parte della consigliera Pd Cristina Lodi: “fatto ciò era stato risposto dall’assessore Fanghella che l’apertura sarebbe avvenuta a fine luglio”. Ma ancora niente.

“La Polisportiva Scat lo usava come centro estivo, quindi quest’anno non ha potuto usufruirne – continua Bozzi - ed è l’unico spazio verde della zona di cui la cittadinanza non può usufruire da un anno e di cui noi associazioni non sappiamo più niente, nonostante il patto e il nostro impegno di volontari”.

Intanto sembra che il Municipio voglia darne di nuovo la gestione alla Fratellanza: “Il patto con noi per ora, con i giardini chiusi, è sospeso, ma non abbiamo nulla in contrario se anche la Fratellanza entrasse a farne parte.  L’importante è la riapertura – conclude – tra l’altro è da tempo, ormai, che una coppia che abita nel palazzo di fronte getta la spazzatura dalla finestra. L’operatore che si occupava di aprire e chiudere il cancello doveva anche ripulire i vetri e l’immondizia che si spargevano nei giardini. Forse qualcuno non vuole che ci vadano i bambini e i ragazzi”.

Medea Garrone

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