Last Train Home - Diario di un Pendolare | 10 gennaio 2020, 18:00

2020: nuovi orizzonti sui binari

Piccoli ma confortanti segnali di miglioramento sulla tratta Genova-Milano

2020: nuovi orizzonti sui binari

Ed eccolo il nuovo anno! Il 2020 sta muovendo appena i suoi primi passi e quindi al momento non è possibile fare altro se non auspicare che esso ci proponga delle situazioni positive a livello generale, così come è prematuro fare delle previsioni attendibili sul tema specifico del trasporto passeggeri su rotaia: anche qui non ci si può che limitare a sperare che manifesti concreti segnali di miglioramento con particolare riferimento alle prestazioni dei treni prevalentemente utilizzati da noi pendolari.

Nella scorsa puntata (”L’anno che verrà”) avevo rappresentato, evocando le note del famoso brano di Lucio Dalla, l’aspettativa di poter assistere finalmente ad un concreto incremento qualitativo dei trasporti ferroviari. E in questo senso il sottoscritto e il Comitato di cui è portavoce hanno evidenziato, nel loro consueto report annuale relativo alle performance dei treni sulla tratta Genova-Milano per l’appena trascorso 2019, inviato alla Regione Liguria e alle due aziende ferroviarie (Trenitalia e Rfi) oltre che al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, piccoli ma confortanti segnali di miglioramento pur sottolineando le criticità ancora sussistenti, sia a livello di materiale rotabile che di infrastrutture.

Ritengo, tuttavia, essenziale evidenziare che le situazioni problematiche, come appare oramai chiaro a chiunque, sono in effetti concernenti tutte le infrastrutture liguri a servizio dei trasporti, sia quelle su rotaia che quelle su gomma e stanno assumendo dimensioni assolutamente inquietanti. Sono infatti sotto gli occhi di tutti le code chilometriche che nei giorni delle festività natalizie si sono registrate sulle autostrade liguri e ciò, come più volte da noi ribadito, va pesantemente a pregiudicare non solo il settore del turismo – peraltro caratterizzato anche in queste settimane, nonostante i grossi problemi di viabilità, da flussi molto elevati verso la nostra Regione – ma anche e soprattutto quello del commercio e dei servizi marittimi.

Questo porta a riflettere sul fatto che se il sistema del trasporto ferroviario, sia passeggeri che merci, fosse stato adeguatamente ed opportunamente implementato negli anni passati, la criticissima situazione in cui versa ad oggi il sistema autostradale ligure (ma non solo) avrebbe inciso almeno parzialmente in modo meno pesante sui traffici da e verso la Liguria. In questo caso è innegabile che le responsabilità maggiori siano ascrivibili a quella classe politica che per anni, con inquietante pressapochismo, non ha considerato tra le sue priorità quella della realizzazione di infrastrutture fondamentali per i trasporti e, quindi più in generale per l’economia italiana pur con le doverose e necessarie misure di tutela e di salvaguardia di un territorio sempre più fragile. Genova e la Liguria sono purtroppo emblematiche in tal senso e la tragedia del ponte Morandi ha posto in risalto la sprovvedutezza, talvolta anche in mala fede, di coloro che avrebbero dovuto gestire la realizzazione delle vie di comunicazione curandone altresì la scrupolosa manutenzione.

Ma allora, riagganciandomi al titolo del blog odierno, quali sarebbero questi “Nuovi Orizzonti”? Preciso subito che non ho le competenze tecnico-professionali per elaborare delle analisi approfondite e, soprattutto, delineare quelli che potrebbero essere gli scenari socio-economici che si configureranno in questo 2020 e negli anni successivi. Mi limito ad auspicare, come cittadino ed utente, che la classe politica di Genova e della Liguria nonché di tutta l’Italia, sappia mettere in atto quegli interventi che consentano al nostro Paese di uscire da quel complesso di criticità che lo affliggono. Da genovese e da ligure - seppure un po’ ibrido tanto da poter essere definito una sorta di “cabibbo” per via delle mie origini meridionali, pur essendo nato a Genova – spero veramente che l’anno 2020, a dispetto delle scaramanzie negative che può ingenerare il fatto di essere un anno bisestile, sia l’inizio di una nuova epoca della mia terra, da troppo tempo alla ricerca di una rinascita ma troppo spesso mortificata da eventi negativi, non solo ascrivibili ai sempre più devastanti eventi climatici.

Ma i “Nuovi Orizzonti” per l’Egomet persona, invece, da cosa possono essere rappresentati? In realtà non mi prefiggo obiettivi particolari né a livello professionale né più in generale per quello che riguarda la mia vita privata: trovo, infatti, che sia un fattore di positività il solo fatto di vivere la propria vita, giorno per giorno, con la serenità e l’equilibrio necessari per affrontare le vicende più problematiche ma altresì per poter apprezzare anche le piccole situazioni di vita quotidiana che sono in grado di gratificarti. Ecco allora che la quotidianità dell’Egomet pendolare può assumere connotazioni addirittura piacevoli non solo nella condivisione coi Compari dell’Aperitreno di momenti divertenti ma anche nell’apparente banalità di guardare fuori dal finestrino, all’alba, mentre il treno percorre la pianura padana. E mentre ascolto nelle cuffie la musica che maggiormente mi ispira in quei momenti (faccio riferimento in particolare alle intense e suggestive sonorità delle composizioni del bravissimo chitarrista e polistrumentista norvegese Erik Wollo) osservo, quasi in uno stato di morbida astrazione, quegli orizzonti che pur nella loro essenzialità trovo molto ispiratori e portatori di un profondo benessere interiore. Ogni volta essi rappresentano per me Nuovi Orizzonti: tutti da scoprire, con gli occhi e con la mente.

 

"Nuovi orizzonti"

 


Egomet

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Mi chiamo Andrea Di Cesare, sono nato a Genova, dove vivo, anche se dal 2002 lavoro a Milano e dal 2011 ho iniziato la mia esperienza di pendolare tra Genova e Milano viaggiando tutti i giorni lavorativi in treno sul quale trascorro mediamente tra le 3 e le 4 ore circa.

La vita del pendolare in Italia non è affatto semplice: viaggiare quotidianamente in treno per raggiungere il tuo posto di lavoro, peraltro con frequenti ritardi e disagi di varia natura, sottrae molto tempo alla giornata e spesso ti ritrovi a pensare a come potresti impiegare in modo più gratificante tutte quelle ore trascorse sul treno. E proprio le problematicità che caratterizzano il trasporto su rotaia dei pendolari in generale, e in particolare sulla tratta Genova-Milano, mi hanno portato ad accogliere, circa due anni fa, l’invito di un caro amico ad entrare, con il ruolo di portavoce, nel Comitato Pendolari “GenovaMilano-Newsletter”, convinto del fatto che difendere e tutelare i propri diritti di cittadino e di utente implica, nei limiti delle proprie possibilità, un impegno concreto.

 “Il Diario di un Pendolare” vuole essere un modo per raccontare, anche con un briciolo di piacevolezza, le esperienze di chi utilizza tutti i giorni il treno per recarsi al lavoro, offrendo al contempo spunti di riflessione su un fenomeno importante quale è quello del pendolarismo ferroviario.

Per qualunque domanda e segnalazione relative alle tematiche del pendolarismo sulla tratta Genova-Milano potete scrivere al seguente indirizzo mail: newsletter@genovamilano.it

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