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Cronaca | 25 febbraio 2020, 16:33

Coronavirus: dopo la corsa ai supermercati ora c'è il rischio dieta e quello dello spreco

Borgia (Festival giornalismo alimentare): "Attenzione a variare ciò che si mangia, ma anche non buttare via troppo cibo, anche nei ristoranti"

Coronavirus: dopo la corsa ai supermercati ora c'è il rischio dieta e quello dello spreco

Gli scaffali di molti supermercati mostrano la faccia di uno degli effetti coronavirus: l'assalto ai prodotti da parte della gente per fare scorta, uno scenario che si ripete ormai da domenica e che richiede ai centri della grande distribuzione di rifornire fin alle prime ore della mattina.

Da più parti arrivano inviti a desistere da questi comportamenti, difficilmente giustificabili al momento, ma evidentemente l'ansia ha la meglio, almeno in questi primi giorni. E se da un lato i ritmi per chi lavora nei supermercati sono decisamente fuori dal comune, dall'altro si va incontro anche ad almeno due rischi: quello dello spreco di cibo e quello di una dieta male assortita.

Proprio alcuni dei temi cardine del Festival del giornalismo alimentare che si è celebrato a Torino nella sua edizione 2020 solo pochi giorni fa: "Ci prepariamo ad un periodo in cui la dieta non sarà di certo sana, almeno stando a ciò che si è potuto vedere in questi giorni andando a fare la spesa - commenta Massimiliano Borgia, ideatore e direttore del festival - e francamente su alcune scelte sono rimasto anche stupito".

A sparire dagli scaffali, infatti, sono stati prodotti a lunga conservazione come pasta, passata di pomodoro, tonno e legumi in scatola. "Ma anche il latte - dice Borgia - così come il sale. Ecco, sul sale sono stupito: andiamo sempre di più verso un'alimentazione senza o con poco sale, non capisco perché la gente ne abbia fatto scorta. Lo zucchero invece non è stato quasi toccato. Ma è piuttosto inspiegabile pure la farina: è chiaro che si tratta di un alimento essenziale, ma quasi nessuno ormai, tranne qualche mamma o nonna, è in grado davvero di realizzare cibi partendo dalla farina. Tutto ormai si fa con basi già preparate. E poi mancano i forni adatti, in casa: con quelli standard, al massimo, ci si può fare i biscotti".

Discorso a parte meritano verdura e carne: "E' verso che sono alimenti che si consumano in fretta - conclude Borgia - ma che alla peggio si possono conservare nel surgelatore. Però se sono sparite anche tante insalate e formaggi freschi, in questo caso il rischio che li si debba buttare via è alto. Un rischio che si moltiplica per i ristoranti: loro devono per forza avere robuste scorte di fresco, ma se si conferma il calo di questi giorni, proprio a causa dei timori da Coronavirus, allora saranno davvero costretti a buttare via molto cibo. Una risposta attendibile potremo averla solo tra qualche settimana, osservando la raccolta differenziata dei rifiuti e in particolare dell'umido".

Redazione

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