Il presidente dell'Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Genova, Paolo Ravà, chiede un decreto governativo che rinvii gli adempimenti di bilancio e di pagamento delle aziende.
I commercialisti chiedono lo stop a tutti gli adempimenti e ai versamenti fiscali, previdenziali e contributivi. “I provvedimenti governativi messi in atto per contenere il diffondersi del virus Covid-19 sono di grande impatto per la vita quotidiana delle persone, che si trovano a dover fronteggiare un radicale cambiamento delle proprie consolidate abitudini - scrive Ravà in un comunicato stampa -; allo stesso modo le aziende, da quelle più piccole alle più grandi, devono organizzarsi per sopravvivere a un evento completamente al di fuori dell’ordinario. Niente da dire, la tutela della salute pubblica è una priorità assoluta.Tuttavia se le norme di urgenza adottate in questi giorni non verranno accompagnate da DPCM (acronimo oggi noto a tutti come Decreto del presidente del consiglio dei ministri) che si occupi della sopravvivenza economica delle persone e delle imprese, il danno per la nostra economia rischierà di essere di proporzioni irreparabili.Per decreto, le attività economiche vengono di fatto sospese, o rallentate fortemente, ma a oggi, tanto per fare qualche esempio:
- l’approvazione dei bilanci delle società non è stata posticipata,quindi tra fine marzo e fine aprile si dovrà adempiere;
- il versamento delle imposte (16 marzo scade il versamento dell’Iva) e dei contributi previdenziali e assistenziali, non è stato posticipato;
- le attività di verifica e accertamento fiscale non sono state sospese;
- le attività delle commissioni tributarie risultano sospese solo fino al 22 marzo,e così via.È quindi necessario e urgente che il governo ascolti le istanze dei commercialisti, che sono già sul tavolo dei ministeri competenti attraverso il consiglio nazionale dell'Ordine;
- adottare un semplice provvedimento di sospensione di tutti i termini in scadenza in questo periodo, non solo potrà consentire alle persone e alle imprese di respirare meglio, ma renderà più efficace l’iniziativa “io sto a casa”.














