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Attualità | 24 marzo 2020, 11:56

Il "modello Genova" spiegato dagli ingegneri che l'hanno studiato e applicato

In seguito a una recente visita in cantiere del Vice Ministro Cancellieri, si sta concretizzando l'idea di una legge speciale, simile a quella emanata dopo il crollo del Morandi, che consenta lo sblocco di 50-100 miliardi di Euro per grandi opere infrastrutturali.

Il "modello Genova" spiegato dagli ingegneri che l'hanno studiato e applicato

Da una visita al cantiere in Valpolcevera del vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giancarlo Cancellieri, è iniziato un dialogo sui risultati raggiunti - relativi ai tempi e alla qualità del lavoro svolto - nella demolizione del "ponte Morandi" e nel contemporaneo inizio dei lavori per la costruzione del nuovo viadotto (la famosa “parallelizzazione”). Cancellieri, che è stato accolto e accompagnato dall'Ing. Maurizio Michelini, in veste di responsabile unico del procedimento (RUP) per l'appalto di costruzione, ha rivolto molte domande tecniche e procedimentali. Pochi giorni dopo, la telefonata dell’Avv. Andrea Napoleone, Giurista della Struttura Tecnica di Missione per l’indirizzo strategico e l’alta sorveglianza presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per chiedere a Michelini un supporto tecnico per predisporre l'articolato di una legge speciale per sbloccare dai 50 ai 100 miliardi di grandi opere infrastrutturali, che intende ispirarsi, appunto, al "modello Genova". Come è andata si può leggere nel resoconto del Presidente Michelini, in apertura del n. 1/2020 di A&B, il periodico dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Genova, che affronta l'intero tema della complessità del nostro sistema normativo e della necessità di una semplificazione radicale a partire dal titolo V della Costituzione, rimarcando la differenza tra "burocrazia" e "burocrazia inutile": «Governo e Parlamento - commenta il presidente dell’Ordine, Michelini - ci hanno dato gli strumenti giuridici per poter lavorare bene e sereni, e noi li abbiamo usati, con passione e senso del dovere. Il “modello Genova” di cui tanto si parla è tutto qui: consentire alle persone di lavorare bene. Ma se per farlo occorrono un Commissario straordinario e una legge speciale di deroga, allora vuol dire che siamo messi proprio male. Il “decreto Genova” non è un “liberi tutti”, come alcu­ni erroneamente pensano, perché non consente di derogare alle leggi penali - come quelle di tutela di preminenti interessi tipo salute, ambiente, sicurezza delle costruzioni, paesaggio, beni cul­turali, antimafia, ecc. - né di agire al di fuori del quadro normativo sovraordinato di matrice europea, internazionale e costituzionale. Consente, invece, di “uccidere” la burocrazia inutile, di interpreta­re e applicare le norme secondo buon senso e di seguire le migliori prassi internazionali senza rischiare di finire sotto processo e con i lavori bloccati.». 

L’ing. Felice Lombardo, Consigliere dell'Ordine e direttore editoriale di A&B, spiega il valore “prestazionale” del modello Genova: «Costruire un viadotto che sostituisse il “ponte Morandi”, doven­done prima demolire e smaltire i resti dopo il tragico crollo - che, si ricorda, erano tutti sotto sequestro e in parte lo sono ancora - sembrava un’impresa titanica, non tanto dal punto di vista della progettazione e realizzazione, ma per tutte le fasi propedeutiche che sottendono l’assegnazione e l’avvio di qualunque opera pubblica nel nostro Paese.». Poi il contributo del Segretario dell’Ordine Enrico Sterpi, che introduce il tema del rapporto fra ingegneria e coronavirus: «Nella crisi delle emozioni e dei contatti umani ci rendiamo conto che l’ingegne­ria aiuta a ridurre le perdite economiche, ma che senza rapporti interpersonali la stessa società si svuota. Auspico che questo periodo sia solo un black out temporaneo, che ci insegni ad usare meglio risorse e tecnologia, ma che ci riporti a comprendere l’importan­za delle relazioni.». Argomento approfondito dalla testimonianza del Preside della Scuola Politecnica Prof. Giorgio Roth e da alcuni dei neo ingegneri che hanno sperimentato per primi la discussione di laurea in teleconferenza. Ampio spazio al 5G inoltre - con l’inchiesta di copertina - dove l'Ing. Matteo Gentile, Consigliere dell'Ordine e delegato ICT, spiega l'incidenza che avrà la tecnologia "super-smart" nella nostra vita. Sempre su questo tema, interventi di molti specialisti.

Infine, tornando al Ponte Morandi, parla in un’approfondita intervista l'Ing. Roberto Carpaneto, Ingegnere edile, Project Director dei lavori e AD di Rina Consulting Spa, che per l'appalto svolge il ruolo di PMC, ovvero Project and Construction Management; e spiega le ampie mansioni e le grandi responsabilità, in un cantiere che si è subito rivelato molto difficile da gestire, per la sua posizione logistica, l’alta densità della popolazione del quartiere, la necessità di tenere conto delle necessità dei cittadini, prime fra tutte sicurezza, salute e viabilità, precisando che, nonostante la possibilità di derogare, nessun parere o passaggio autorizzativo è stato saltato. 

Fra gli altri servizi infine, la visita nel cantiere del Morandi di un gruppo di studenti di Ingegneria di Liverpool con i loro insegnanti, ospitati dall’Ordine degli Ingegneri di Genova per alcune lezioni di ingegneria; i corsi di Ingegneria dell’Università della Terza Età di Genova UniTe; il ruolo del RUP nella Pubblica Amministrazione; nuove tecnologie per la mobilità sostenibile in città e le consuete rubriche, con tante informazioni utili non solo agli Ingegneri.

 

Redazione

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