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Cronaca | 27 giugno 2020, 19:13

Depositi chimici e ampliamento, ecco la versione di Carmagnani

L’azienda interviene sulla questione con una nota: “Investiamo tre milioni di euro per la sicurezza, senza superare i limiti massimi consentiti”. La delocalizzazione? “Ci vorranno almeno dai sei agli otto anni, una volta individuata l’area di destinazione”. E il Comune tace

Depositi chimici e ampliamento, ecco la versione di Carmagnani

Lavori di ripristino e di ampliamento dei serbatoi, arriva la versione di Carmagnani. L’azienda di via dei Reggio a Multedo, che si occupa di stoccaggio di materiale chimico, interviene con una nota all’interno del dibattito creatosi nel quartiere e a livello politico, all’indomani della notizia, pubblicata per prima da questo quotidiano, dell’intervento sul sito del Ponente genovese, che è stato autorizzato nelle scorse settimane dal Comune di Genova.

Carmagnani, attraverso il proprio ufficio comunicazione, riferisce che “l’azienda investe ogni anno una cifra compresa tra 500mila e un milione di euro per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, con l’obiettivo di garantire e migliorare costantemente l’efficienza e i livelli di sicurezza degli impianti”.

Quanto ai lavori di rinnovo e sostituzione dei serbatoi, quelli “attualmente in corso per la manutenzione straordinaria del deposito, che comportano il rinnovo e la sostituzione di alcuni serbatoi esistenti, rientrano in questa filosofia. Avranno una durata ipotizzata di circa tre anni e prevedono un investimento complessivo stimabile in circa tre milioni di euro”.

Carmagnani ricorda che svolge “la propria attività presso il deposito di Multedo in forza dell’autorizzazione Ministeriale del 22 maggio 1940 che ne sancisce la capacità di stoccaggio in 39.980 metri cubi. La capacità totale finale dell’impianto, a conclusione degli interventi di ripristino e sostituzione di alcuni serbatoi, è pari a 32.805 metri cubi e risulta quindi inferiore all’effettiva capacità autorizzata. Pertanto, l’intervento proposto non prevede aumento della capacità di deposito ma solo di reintegro della capacità autorizzata originariamente e non comporta un aggravio di rischio”.

Inoltre, secondo l’azienda, “l’intervento di manutenzione straordinaria è assolutamente compatibile con il progetto strategico di delocalizzazione dei depositi chimici costieri, che per la Attilio Carmagnani spa rimane il focus primario su cui puntare per lo sviluppo futuro della propria attività”.

C’è però un dato che Carmagnani non comunica (apposta?): ovvero, se 39.980 metri cubi sono il limite massimo consentito e 32.805 saranno i metri cubi una volta ultimati i lavori, quali sono gli attuali metri cubi di stoccaggio? Quali sono gli attuali metri cubi dopo l’incidente del 1987? Perché è questo, invero, il dato che realmente conta: cioè che da almeno trentatré anni la capacità di stoccaggio è ben sotto i 32.805 metri cubi. Per questo è più che lecito parlare di aumento della capacità.

Carmagnani fa presente che “i serbatoi saranno ricostruiti con tecnologie moderne e adattabili nel contesto di un nuovo impianto in un’altra area. Il progetto di trasferimento nell’area ex Enel, sull’ex Ponte Idroscalo nel Porto di Genova, che è al momento l’unico presentato da Superba srl (Gruppo PIR) in accordo con Attilio Carmagnani spa per la delocalizzazione dei propri depositi costieri, comporta un investimento complessivo di quaranta milioni di euro da parte delle due aziende e ciò anche in qualsiasi altre aree. Per Attilio Carmagnani l’investimento per la sola delocalizzazione sarebbe quindi stimato in una cifra non inferiore ai venti milioni di euro”.

E poi c’è l’aspetto, non secondario, dei tempi. Quello sul quale è veramente impossibile e inaccettabile prendersi in giro. Il bello, anzi il brutto, è che la realtà la deve raccontare Carmagnani, in assenza di ogni tipo di chiarezza e trasparenza da parte dell’attuale amministrazione comunale: “Dal momento dell’assegnazione della concessione di un’area da parte delle istituzioni locali, passeranno tra i 6 e gli 8 anni prima che la delocalizzazione possa concretizzarsi in toto. L’attuale intervento di manutenzione straordinaria al deposito costiero di Carmagnani nasce quindi dalla necessità di soddisfare le esigenze della clientela e mantenere aggiornati gli standard di efficienza e sicurezza degli impianti. In attesa dell’auspicata delocalizzazione, l’azienda vuole infatti mantenere la propria operatività e competitività sul mercato nazionale e internazionale, continuando a svolgere con responsabilità e in piena sicurezza il proprio ruolo strategico nella catena logistica a supporto del tessuto industriale del made in Italy”.

Intanto martedì prossimo, in Consiglio Comunale, il tema verrà affrontato grazie agli atti ufficiali presentati sia dalla Lega che dal Movimento 5 Stelle.

Alberto Bruzzone

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