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Cronaca | 21 luglio 2020, 15:31

Intelligenza artificiale e covid: la sfida della misurazione automatica della distanza sociale [FOTO]

Pubblicato sulla rivista scientifica ‘Ieee access’ uno studio realizzato da una collaborazione tra l’Istituto italiano di tecnologia e le università di Verona e Glasgow

Intelligenza artificiale e covid: la sfida della misurazione automatica della distanza sociale [FOTO]

Il mantenimento della distanza fisica s’è rivelato una delle misure più efficaci nel contenimento della pandemia: monitorare il rispetto di tale misura precauzionale sta diventando fondamentale per limitare il meno possibile la mobilità degli individui senza tuttavia esporre la società ad ulteriori contagi, in tale contesto una nuova sfida per l’intelligenza artificiale è il visual social distancing, ossia la misurazione automatica a partire da un’immagine acquisita da una videocamera o fotocamera della distanza interpersonale con una caratterizzazione della relazione sociale.

Il problema del visual social distancing è al centro dello studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) e delle università di Verona e Glasgow insieme a ‘Humatics’, spin-off dell’ateneo scaligero specializzato in sistemi di machine learning. Nella ricerca “The visual social distancing problem” pubblicata nella rivista scientifica ‘Ieee Access’ per la prima volta è stata tracciata la strada che dovrà seguire la ricerca nel campo della vision computerizzata, per arrivare a strumenti in grado di supportare l’essere umano nel compito di monitorare il rispetto delle norme di distanziamento.

Sviluppare tecnologie in grado di supportarci nella comprensione delle dinamiche legate alla creazione di assembramenti o ai movimenti delle persone negli spazi pubblici e privati: per modificarli ad hoc e consentire il libero movimento dei cittadini minimizzando i rischi sanitari è diventato cruciale. Nella pubblicazione viene introdotto per la prima volta il problema del visual social distancing quale misura fondamentale per il monitoraggio non invasivo e rispettoso della privacy ai fini del mantenimento del distanziamento sociale, e per la valutazione statistica del livello di rischio di aree specifiche, come ad esempio zone d’imbarco degli aeroporti, casse dei supermercati e sportelli bancomat. Gli sforzi della ricerca saranno così indirizzati alla realizzazione di sistemi che sono in grado di comprendere il contesto sociale e la situazione specifica, e fornire uno strumento efficace per il mantenimento delle misure di distanziamento in grado d’identificare solo le situazioni di potenziale pericolo senza creare falsi allarmi e rispettando la privacy dei cittadini.

“Il nostro studio - spiega Alessio Del Bue, ricercatore dell’Iit e autore dello studio - evidenzia come non basti realizzare un sistema che misuri la distanza geometrica tra le persone, è fondamentale che la tecnologia di monitoraggio sia in grado di comprendere il contesto sociale e produca degli alert solo in caso di reale pericolo”.

“La distanza tra le persone potrebbe variare con parametri quali il grado di parentela, l’uso di dispostivi di protezione individuali, ma anche nei casi di anziani o persone con disabilità che necessitano d’assistenza” afferma Marco Cristani, docente di Sistemi di elaborazione delle informazioni al dipartimento di’informatica dell’ateneo di Verona e cofondatore della spin-off Humatics.

Nonostante possiedano una tassonomia abbastanza ampia relativa ai diversi tipi di assembramento, i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati ad oggi per il monitoraggio dalla distanza sociale risultano ancora approssimativi quando lo scenario da monitorare è composto da numerose persone con relazioni sociali differenti. Affrontando il problema tecnologico identificato per la prima volta da questa pubblicazione, in futuro si potranno avere tecnologie in grado di monitorare il distanziamento sociale in modo efficace e non invasivo, ma anche robot e sistemi basati sulla realtà aumentata o mixed reality più performanti, oltre a nuovi strumenti per lo studio di tutte quelle patologie umane che influenzano la distanza fisica e sociale tra gli individui, quali depressioni e disturbi comportamentali.

Redazione

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