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Cronaca | 22 luglio 2020, 12:04

Evocavano "Mafia Capitale", "Gomorra" e "Romanzo Criminale" per terrorizzare le vittime: arrestati per tentata estorsione (FOTO e VIDEO)

Quattro uomini sono finiti in manette dopo che i carabinieri della Stazione di Alassio sono riusciti a ricostruire varie azioni criminali commesse ai danni di cittadini di Alassio, Andora e Borghetto Santo Spirito

Evocavano "Mafia Capitale", "Gomorra" e "Romanzo Criminale" per terrorizzare le vittime: arrestati per tentata estorsione (FOTO e VIDEO)

Entravano nei locali per tentare di ottenere denaro o per piazzare merce per il consumo alimentare e, davanti alle resistenze dei titolari dei ristoranti, li minacciavano, lasciando intendere di avere contatti con la malavita organizzata o associazioni di tipo mafioso. 4 uomini sono finiti in manette dopo che i carabinieri della Stazione di Alassio sono riusciti a ricostruire varie azioni criminali che si sono concretizzate in condotte vessatorie, di angherie e di atti persecutori commessi ai danni di cittadini di Alassio, di Andora e Borghetto Santo Spirito, zone contermini e, in un caso, ai danni di amministratori pubblici. 

Le indagini, coordinate dal Sost. Proc. Elisa Milocco della Procura di Savona, hanno avuto origine nel rnomento in cui un militare in servizio presso il predetto Reparto, aveva ricevuto le confidenze di un commerciante alassino, terrorizzato e preoccupato, per essere stato minacciato di morte da uno degli estorsori, qualora non avesse acconsentito alla sua richiesta di "piazzarsi", arbitrariamente, a vendere i suoi prodotti di ristorazione, peraltro senza alcuna autorizzazione amministrativa. Di fatti, per evidenziare la sua arroganza, non ha esitato a presentarsi al Comune di Alassio per il rilascio del suddetto titolo autorizzativo, ma al diniego espresso dagli addetti ai lavori, per insussistenza delle condizione, non ha indugiato a minacciare di morte due funzionari pubblici locali, responsabili del rifiuto alla sua richiesta, paventando nei loro confronti conseguenze ritorsive. 

Gli accertamenti sviluppati, corredati dai plurimi riscontri indiziari, hanno permesso di acclarare un singolare modus operandi che ha connotato tutte le azioni delittuose dei 4 responsabili dei fatti. M.G., pregiudicato, in ogni occasione, faceva riferimento alle "sue origini siciliane" e di praticare le azioni di vendetta tipiche della "Mafia" e , rivolgendosi ad un complice, con note espressioni stile mafioso, gli diceva: "Sangue Blu è Tornato, mamma ora metto i pagliacci al circo, il re è tornato sul suo trono, pensavano che mi ero ritirato e invece sono tornato in azione, diglielo alla gente che M. G. è tornato a azione, m'o tengo conoscenze... soldi... capacità ed armi... lo ho una parola.. non lo fare perché lo metto dentro un freezer".

E.P., invece, avendo in uso una Smart bianca, in ogni incontro si vantava di essere stato in galera e di perpetuare il mito di Carminati, sfoggiando il suo carattere tracotante, duro, irruento e spocchioso, girando per Alassio allo scopo di ostentare "Onore e Rispetto", caratteristiche, secondo lui strumentali alle loro attività illecite, tra cui anche lo spaccio di stupefacenti. In una occasione per dimostrare la sua temerarietà, ha indirizzato la seguente espressione ad un "creditore": "Tu mi devi rispetto, io sono stato già dentro e se non mi paghi ti taglio la gola".

Particolarmente significativo un episodio: per dimostrare la loro supremazia e il loro dominio hanno fatto inginocchiare una persona. Forse per lanciare un segnale concreto della loro pericolosità. Un altro fatto inquietante è l'inseguimento, da parte di E.P. e F. J., nei confronti di un "creditore", il quale, a bordo della sua auto, è stato bloccato, da due auto e, nel tentativo dì farlo scendere, il medesimo, impaurito, si è chiuso in auto e ,con una improvvisata manovra è riuscito a fuggire. L'azione ostile era finalizzata a regolare un debito di droga, rimasto "insoluto".

Infine, a conferma dello stile delinquenziale, che avevano mutuato "da alcune scene di 'Romanzo Criminale'" , volevano, a tutti i costi, acquisire, usando violenza e minaccia, con la conseguenza ritorsiva di mettere una bomba al locale, una attività commerciale, terrorizzando sia i titolari che i clienti di questa esercizio, rendendo loro la vita insostenibile e facendoli vivere nel continuo timore di subire ritorsioni. Alcune scene sono avvenute alla presenza di minori. 

All'attività di indagine hanno collaborato le stazioni di Andora, Borghetto Santo Spirito e il dipendente nucleo operativo. La breccia che ha aperto uno squarcio nell'iniziale muro di omertà e di paura delle persone coinvolte, è attribuibile al continuo lavoro di sostegno, di supporto, di fiducia nello Stato, che i Carabinieri, imperterriti, sono riusciti ad infondere in tutte le persone coinvolte, creando una cortina di sicurezza a loro tutela. 

Commenta il Maggiore Massimo Ferrari: "Non è assolutamente il caso di ingigantire o di travisare. Nessuna cosca mafiosa, nessuna grande organizzazione criminale. Erano solo un gruppetto di individui che sognavano di emulare le gesta delle serie televisive come Gomorra e Romanzo Criminale, imitandone in modo goffo ma spavaldo i dialoghi e le battute".

Uno dei quattro arrestati era già noto per la sua attività di commercio ambulante, un altro era già conosciuto dalle forze dell'ordine per i suoi precedenti penali. Questi individui hanno messo su una spregevole sceneggiata a base di atteggiamenti arroganti, gesti violenti, spesso umiliazioni ai danni delle vittime di estorsione. E le indagini hanno accertato anche collegamenti con giri di spaccio di droga locale. Le tangenti estorte con brutalità a commercianti, soprattutto di Alassio, ma anche di Andora e Borghetto, venivano poi "reinvestite" nello spaccio.

I commercianti erano terrorizzati e i Carabinieri alassini hanno dovuto lavorare a lungo per abbattere il muro di omertà, umiliazione, imbarazzo che ammutoliva le vittime. Quando finalmente i militari dell'Arma hanno conquistato la piena fiducia dei commercianti vessati, l'organizzazione si è sgretolata in un attimo. I Carabinieri hanno ribadito che la zona tra Alassio e Andora è tranquilla e si tratta di un caso isolato. Tutti i quattro criminali sono ora in carcere, tranne uno che si trova ai domiciliari.

Un contributo importante alle indagini è stato dato dalle stazioni dei Carabinieri di Andora e Borghetto. Grazie alla piena collaborazione con la Procura le indagini sono state chiuse in tempi brevissimi, meno di venti giorni, proprio alla luce della gravità del fatto. Questi quattro individui parlavano con tracotanza e disinvoltura di bombe e di artiglieria pesante. In alcuni casi si è assistito persino a minacce davanti ai minori e in un caso anche a percosse ai danni di un ristoratore di Borghetto.

Tutte le varie fasi delle indagini sono state coordinate dalla Dottoressa Elisa Pirotto della Procura di Savona.

Redazione

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