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Politica | 23 luglio 2020, 14:05

Nursing up, De Palma: "Emorragia d’infermieri italiani, under 40 in fuga verso Germania e Regno Unito"

"Lavoriamo ingabbiati in un sistema che non ci gratifica e non ci valorizza, un sistema che perde i tasselli più importanti su cui si sorregge"

Nursing up, De Palma: "Emorragia d’infermieri italiani, under 40 in fuga verso Germania e Regno Unito"

Il presidente del sindacato infermieri Nursing up Antonio De Palma denuncia: “La situazione ci sta letteralmente sfuggendo di mano, il governo cieco e indifferente ci volta le spalle, ignora le nostre istanze e centinaia di valenti colleghi ogni anno decidono di lasciare il Paese, perché siamo senza dubbio tra le professionalità più ambite nel settore, ma lavoriamo ingabbiati in un sistema che non ci gratifica e non ci valorizza, un sistema che perde i tasselli più importanti su cui si sorregge”.

Germania e Regno Unito – spiega De Palma – ci portano via decine di giovani valenti colleghi, o forse sarebbe meglio dire che aspirano legittimamente ad inserire nei loro organici le nostre professionalità infermieristiche, tra le più ambite in Europa; diciamo pure che non ci vuole poi molto a convincere un giovane infermiere a decidere di cambiare la sua prospettiva professionale, sarebbe il caso però di chiedersi quali sono le ragioni di questa emorragia che non sembra destinata ad arrestarsi”.

“Ebbene – sottolinea De Palma – i motivi sono semplici: in Germania l'ospedale Maria Hillf di Monchengladbach propone agli infermieri italiani neo assunti a tempo indeterminato uno stipendio di 2.900 euro lordi al mese, di norma più di 2.000 euro netti, quando un nostro infermiere appena assunto guadagna in media tra i 1.150 e i 1.250 euro. Ma c’è di più: tirocinio linguistico retribuito con alloggio a 1.200 euro al mese, nessun obbligo di conoscenza della lingua tedesca all'inizio; ti pagano la formazione, ti permettono di ambientarti e di mettere a frutto le tue capacità, ti assumono se sei bravo e se impari la lingua, insomma ti permettono di crescere”.

“E poi – conclude De Palma – si parla di condizioni lavorative che in Italia sembrano una chimera: aggiornamento professionale costante durante l’anno ed iniziative collaterali gratificanti dal punto di vista umano, premi produttività, mensa di qualità e a basso costo, possibilità di svolgere attività sportive”.

Redazione

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