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Cronaca | 31 luglio 2020, 14:30

Debutta anche nel Ponente genovese il movimento a tutela di Autonomi e Partite Iva

Lo coordina il commerciante pegliese Paolo Palli, l'obiettivo è un’eventuale discesa in campo alle prossime elezioni regionali con una propria lista; dieci punti programmatici, in particolare il risanamento equitativo

Debutta anche nel Ponente genovese il movimento a tutela di Autonomi e Partite Iva

Fa il suo arrivo anche nel Ponente genovese a livello ufficiale il movimento Autonomi e Partite Iva sorto nel dicembre di due anni fa e poi decollato nei mesi scorsi, e cioè in periodo di lockdown, per tutelare i piccoli e medi imprenditori e i commercianti e per rappresentare un canale di dialogo ufficiale con il governo centrale, al di fuori degli altri partiti e degli altri schieramenti politici, ma in maniera, al contrario, totalmente indipendente. A coordinare il gruppo, che è già molto numeroso, sul territorio di Pegli, Pra’ e Voltri (ma anche nel resto del Ponente sia cittadino che ligure) è stato designato Paolo Palli, titolare dell’omonima torrefazione sul lungomare di Pegli, un’attività storica che, proprio quest’anno, taglia il traguardo dei cento anni di lavoro.

Il movimento è stato fondato a livello nazionale da Eugenio Filograna che attualmente lo presiede: si contano già oltre 350.000 sostenitori e si cresce al ritmo di mille circa al giorno con l’obiettivo di rappresentare “l’intera classe produttiva italiana come un unico corpo sociale che unisce tutte le micro e macro categorie: agricoltori, pescatori, allevatori, ambulanti, agenti di commercio, commercianti, professionisti, imprese piccole, medie e grandi. Tutte quelle, cioè, che non si sentono più capite e difese né dai partiti tradizionali né dalle associazioni di categoria ed hanno perciò deciso di costituirsi partito politico e partecipare alle prossime elezioni regionali e comunali per auto-rappresentarsi”.

“Insieme - osserva Palli - le partite Iva sono più di otto milioni in tutta Italia e creano sviluppo e occupazione, con conseguente benessere per tutti. La nostra finalità è quella di produrre norme orientate alla centralità della libera imprenditoria. Vogliamo agevolare la nascita di nuove iniziative private attraverso norme adeguate, abbassare il cuneo fiscale, con la riduzione della tassazione diretta e indiretta e la riduzione dei contributi previdenziali e assicurativi. Vogliamo insomma creare elementi normativi che permettano la migliore competitività commerciale nazionale ed internazionale. Noi crediamo che un vero e sano liberismo economico sia la soluzione ai problemi che attanagliano il nostro Paese”.

Sono dieci i punti cardine del programma: risanamento equitativo; eliminazione delle zavorre alle Partite Iva e Autonomi; ristabilire la fiducia tra cittadini e pubblica amministrazione; supporto alla competitività dei prodotti italiani: deroghe al contratto collettivo nazionale; sgravare il contenzioso tributario e velocizzare il recupero dello Stato; convertire l’assistenzialismo in maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione; supporto a giovani o disoccupati per iniziative imprenditoriali; eliminazione delle storture disincentivanti nel nostro sistema; eliminazione di norme inique o prive di senso; riforma della giustizia anche per ridurre i costi dello Stato.

In particolare, si punta moltissimo sul risanamento equitativo. Paolo Palli spiega di cosa si tratta: “Lo Stato vanta crediti verso i contribuenti di circa 950 miliardi. Tuttavia è noto che si tratta di importi incagliati e irrecuperabili per almeno il 90%. Infatti bisogna fare i conti con imprese debitrici fallite, in procinto di fallire, ormai in liquidazione, privati nullatenenti, morti, azioni cautelari rilevatesi infruttuose. Tale situazione di ridotta recuperabilità dei crediti, già nota nel 2019, con la crisi economica del covid è destinata a peggiorare ulteriormente, in quanto anche i contribuenti che erano debitori potenzialmente capienti, si troveranno in difficoltà finanziaria”.

Quindi “essendo un credito notoriamente irrecuperabile per il 90%, secondo i principi della Ragioneria dello Stato, dovrebbe essere azzerato e coperto con altre entrate (aumento tasse) o riduzioni di spese (tagli di servizi al cittadino). Contestualmente, lo Stato ha urgentemente bisogno di aumentare la spesa di centinaia di miliardi di euro, per salvare i posti di lavoro e per non fare cadere le famiglie nella disperazione. Questi soldi servono per potenziare gli ammortizzatori sociali, potenziare la sanità, le scuole, creare sviluppo anche attraverso le grandi opere pubbliche, modernizzare il Paese anche attraverso una maggiore digitalizzazione. Questo obiettivo passa necessariamente dal salvataggio di chi dà e produce i posti di lavoro e di chi paga la tassazione alla fonte, di chi ha voglia di rischiare per creare occupazione, di chi ha inventiva per il rilancio imprenditoriale, quindi degli Autonomi e Partite Iva. Aiutare l’intero corpo sociale degli Autonomi e Partite Iva, significa tenere in piedi tutta l’Italia. Bisogna dare ‘benzina’ ai propulsori di lavoro, soprattutto adesso. In primis questa proposta contiene una parte che passa attraverso una sorta di condono, ma chiamarlo condono è fuorviante e riduttivo. Con il classico condono i beneficiari erano anche gli evasori, beffando così chi aveva versato l’integralità della tassazione. Questa nostra proposta serve, invece, proprio per evitare questo squilibrio. Questa proposta comporterà da una parte il rilancio dell’economia italiana attraverso una forte iniezione di investimenti e di incentivi al corpo sociale degli Autonomi e Partite Iva e dall’altra la possibilità di sistemare la posta dei crediti irrecuperabili, senza necessità di maggiore tassazione e senza tagli di costi”.

Il movimento rifiuta di essere accostato al centrodestra, o al centrosinistra, e si proclama indipendente. Nelle prossime settimane, specialmente in Liguria, verrà ufficializzata una eventuale discesa in campo, in vista delle Elezioni Regionali del prossimo 20 e 21 settembre.

Alberto Bruzzone

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