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Attualità | 28 febbraio 2021, 10:56

Scrivere per i fumetti, il cinema e la tv? Il genovese Sergio Badino racconta tutti i trucchi nel suo manuale

Terza edizione per ‘Professione sceneggiatore - Strutture e strumenti per scrivere storie’, un libro diventato ormai un punto di riferimento; nel frattempo esce in libreria anche il romanzo illustrato ‘Un drago in metropolitana’

Foto di Giovanna Cavallo

Foto di Giovanna Cavallo

C’è un bel modo, per uno sceneggiatore e scrittore professionista, per festeggiare i suoi primi vent’anni d’attività? C’è, eccome se c’è. Per esempio pubblicare la terza edizione del suo manuale con tutti i trucchi e le curiosità di uno dei mestieri più belli, affascinanti e coinvolgenti del mondo. Ed è il modo bellissimo che ha scelto Sergio Badino, genovese classe 1979, uno dei talenti più affermati a livello nazionale nel campo del fumetto ma non solo.

Da qualche giorno è in tutte le librerie e sulle piattaforme online, per i tipi di Tunué, ‘Professione sceneggiatore - Strutture e strumenti per scrivere storie’ in una nuova versione ampliata e con la prefazione di Sandrone Dazieri, noto scrittore, sceneggiatore e giornalista lombardo. Ampliata perché la scrittura cambia, il modo d’esprimersi cambia, perché nel frattempo la comunicazione visiva è cambiata; e quindi c’era bisogno di mettere un punto e a capo e di aggiungere delle parti, di scrivere altri capitoli.

Come non considerare infatti l’avvento dell’era dei social network, o l’avvento dell’era delle serie tv: tutto questo implica nuove riflessioni non solo sulla scrittura, ma anche in chi la scrittura la utilizza in maniera professionale, in chi di scrittura vive o sogna di vivere. ‘Professione sceneggiatore’, che è uno dei libri di maggior successo di Sergio Badino, è ormai diventato un classico in fatto di scrittura creativa e stesura di testi, fu pubblicato per la prima volta nel 2007, poi rieditato nel 2012 e adesso nel 2021. “È un’edizione - racconta Badino - che chiude un po’ il cerchio rispetto a quelle precedenti, ho messo nel libro tutto quello che avrei voluto trovare io in un manuale di scrittura quando ho cominciato a fare questo mestiere”.

Badino (nella foto in alto di Giovanna Cavallo), che è un ragazzo dotato di ottima comunicazione, oltre che d’indubbia ed enorme fantasia, ha pubblicato la sua prima storia su ‘Topolino’ nel 2001, ma ha lavorato e continua a lavorare anche per ‘Martin Mystère’ e per ‘Dylan Dog’, due tra i pilastri della casa editrice di Sergio Bonelli. La creatività è parte importante del suo lavoro, e non di frequente accade che un creativo sia anche molto capace d’insegnare agli altri. Per Sergio Badino tutto questo accade e infatti da parecchi anni è il coordinatore della sua scuola di scrittura che si chiama StudioStorie e che ha riscosso sempre enormi consensi. “Ora siamo un po’ fermi a causa dell’emergenza sanitaria - afferma - ma conto di riprendere al più presto anche se nel frattempo sono giunti molti altri impegni lavorativi”.

E questo perché di scrittura professionale c’è sempre un maggior bisogno: se da una parte il giornalismo, specie quello della carta stampata, non se la passa molto bene, anzi pare in caduta verticale ormai da almeno dieci anni, c’è un fronte molto florido che è quello della sceneggiatura. L’avvento delle piattaforme di streaming e delle serie tv, molte delle quali prodotte direttamente dalle stesse piattaforme (ad esempio Netflix o Amazon Prime), è coinciso con una netta impennata nella produzione di contenuti. Prima c’era solo il cinema a produrre contenuti video, poi è arrivata la televisione tradizionale, ora questo nuovo modo di accedere all’intrattenimento, non solo via tv, ma anche via computer, tablet o smartphone. E il mercato è esploso: servono sempre storie nuove, ma serve soprattutto chi le sappia ideare e poi scrivere.

“La prima edizione di ‘Professione sceneggiatore’ - ricorda Badino - era incentrata soprattutto sul fumetto, in questa terza ho aggiunto delle parti legate appunto alla sceneggiatura cinematografica o televisiva; il mio è un manuale rivolto agli addetti ai lavori, ma anche a chi voglia semplicemente migliorare nella propria scrittura. La prima metà tratta un terreno comune che è quello delle storie mentre la seconda analizza le varie forme espressive; tutte le forme di scrittura sono in qualche modo ‘cugine’, poi è chiaro che al giorno d’oggi occorre saper fare più cose diverse”.

Lo conferma Dazieri nella sua prefazione quando scrive che “c’è una nuova generazione di autori che è cresciuta amando il cinema classico ma anche le nuove forme della narrazione audiovisiva, che ha passato le notti a guardare film coreani e serie israeliane, a leggere classici e fumetti, a cercare di capire come stesse cambiando il mondo attorno a loro; e grazie alle nuove piattaforme digitali e al nuovo mercato hanno trovato degli sbocchi internazionali prima impensabili”. Ma Dazieri ricorda quanto sia necessario studiare, per questo il manuale di Badino è sempre un ottimo alleato.

Intanto lo scrittore genovese, che lo scorso anno ha dato alle stampe il bellissimo libro ‘La via del ricordo’ (Edizione Dehoniane) dedicato al Giorno della Memoria, prosegue il suo filone per ragazzi con la storia ‘Un drago in metropolitana’, romanzo illustrato da Nicolò Mingolini ed uscito pochi giorni fa per l’editore Coccole Books: “È la storia di due bambini, Marzia e Arty, che s’incontrano in metropolitana e che s’imbattono nella tana di un drago. Saranno aiutati da nonno Peng, un maestro di kung fu, a salvare questo personaggio”. A salvare la scrittura invece continua a pensarci ‘Professione sceneggiatore’ perché la scrittura ha sempre bisogno d’essere salvata, prima che troppe influenze straniere o troppa irruenza della lingua parlata se la portino irrimediabilmente via.

Alberto Bruzzone

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