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Cronaca | 24 marzo 2021, 18:58

Biscione, 35 posti e una sezione in più per la scuola Materna Montale

Quanto dichiarato dall’assessore Grosso a ‘La Voce di Genova’, in un articolo in cui davamo voce alle istanze dei genitori, è stato mantenuto. Ora rimane da sciogliere il nodo ascensori e struttura esterna

Biscione, 35 posti e una sezione in più per la scuola Materna Montale

La scuola materna Montale al Biscione ha avuto la sua sezione in più: nessun bambino che ha chiesto di iscriversi è rimasto escluso.

Dopo il nostro articolo che raccontava le paure dei genitori sulla contrazione di quasi il 50 per cento di posti che la scuola aveva subito negli anni, le promesse dell’assessore alla Cultura Barbara Grosso annunciate a ‘La Voce di Genova’ (“Stiamo lavorando per aggiungere un’altra sezione e aumentare il numero dei posti”), sono state mantenute.

Superando anche le aspettative dei genitori che avevano portato le loro istanze in Comune: “È stata aggiunta una sezione e sono stati accettati 35 bambini nuovi iscritti, praticamente un numero più che raddoppiato rispetto a quello iniziale che si fermava a 16. Tutte le richieste di iscrizione così sono state accolte”, dice soddisfatto del traguardo Davide Grasso, il papà che aveva sollevato la questione e che si era fatto portavoce di un’esigenza comune del quartiere.

Oltre al fatto che così, avendo un numero di iscritti abbastanza alto alla materna: “Si potrà garantire un futuro anche alla vicina scuola elementare che era in sofferenza, e aveva difficoltà a fare le sezioni”.

“Questi nuovi bambini - prevede - quasi sicuramente proseguiranno gli studi qui senza doversi spostare altrove, e questo è molto importante per mantenere vivo il quartiere e non vederlo trasformarsi in un dormitorio”, ribadisce il papà che in quella scuola e al Biscione c’è cresciuto e oggi ripercorre i suoi passi insieme ai figli e conosce il valore di quel crescere insieme che crea ‘comunità’, perché lo vive e lo ha vissuto lui per primo.

Dopo questa buona notizia rimane un unico nodo irrisolto da sciogliere che è quello degli ascensori, chiusi dagli anni ’80 e che invece potrebbero essere utili per l’accesso ai disabili e ai bimbi con i passeggini, e la manutenzione della struttura esterna: “Chiudere i varchi per evitare che i ragazzi la sera bivacchino sulle scale e poi trovare la mattina cocci di bottiglia rotti e sistemare le parti esterne dell’edificio è importante quanto avere una struttura che funziona, perché è il biglietto da visita di chi arriva qui per la prima volta”, spiega.

“Vedendola così un persona potrebbe fermarsi alle apparenze e farsi un’idea sbagliata, mentre il quartiere ha tanti pregi e sarebbe un peccato non vederli solo per una ‘facciata imperfetta’”, osserva il papà che comunque oggi si dice soddisfatto del risultato ottenuto, ma attento a non arrendersi neanche per quanto riguarda le altre richieste.

Rosangela Urso

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