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Politica | 07 aprile 2021, 17:00

Ca’ Nuova, la dura e quotidiana battaglia contro i rifiuti ingombranti

Il problema riguarda soprattutto le vie della Benedicta e Due Dicembre, il capogruppo di A Sinistra Filippo Bruzzone: “Bene gli interventi dell’Amiu ma non bastano più”; domani il tema in Consiglio comunale con l’interpellanza di Franco De Benedictis

Ca’ Nuova, la dura e quotidiana battaglia contro i rifiuti ingombranti

La situazione dei rifiuti ingombranti sulle alture di Genova e del loro scarico abusivo è uno dei problemi di più difficile soluzione nella città: le colline di Ca’ Nuova, in particolare le vie della Benedicta e Due Dicembre nel ponente genovese, sono storicamente tra le più soggette a questi episodi secondo uno schema che ormai si ripete in maniera consolidata con lo scarico abusivo di vecchi elettrodomestici, mobili, laterizi o calcinacci, segnalazione all’Amiu da parte di qualche cittadino, intervento dell’Amiu e nuovi episodi di scaricamenti abusivi.

Questo per dire che si tratta di una piaga complicata da sconfiggere perché non solo non c’è alcun tipo di coscienza civile né ambientale, ma neppure alcun tipo di controllo né alcun tipo di sistema che possa funzionare da deterrente; nonostante ciò non si arretra di un centimetro su questa battaglia di buon senso e tra le persone in prima linea c’è il consigliere municipale del VII Ponente Filippo Bruzzone, capogruppo di A Sinistra nell’assemblea di piazza Gaggero a Voltri. È lui a compiere regolari sopralluoghi a Ca’ Nuova, è lui a contattare gli uffici dell’Amiu per la rimozione dei rifiuti, è lui a sollecitare maggiori controlli e ad invocare soluzioni che possano essere il più possibile definitive: “È una situazione che si protrae con quest’intensità almeno dal 2018, - osserva Bruzzone - e purtroppo non è più possibile contare solamente sull’intervento dell’Amiu né fare affidamento su di loro: il fenomeno va eradicato e combattuto in ogni modo”.

E se Ca’ Nuova nel ponente genovese è sicuramente tra i quartieri dove questo malcostume è più dilagante, altrettanto si può purtroppo dire di altre zone della città, come ad esempio Begato e Quarto Alta nei Municipi Valpolcevera e Levante. Domani l’argomento arriva in Consiglio comunale grazie all’interpellanza presentata dal consigliere comunale Franco De Benedictis, il rappresentante di Fratelli d’Italia ricorda che “il problema dell’abbandono dei rifiuti è comune e purtroppo la città non ne è immune, quest’incivile comportamento oltreché essere causa d’inquinamento rappresenta anche un problema di decoro urbano con zone di territorio deturpate da cumuli di rifiuti di varia natura; le alture della città sovente diventano il luogo preferito per compiere tali nefandezze, proprio in luoghi che potrebbero essere fruiti dalla cittadinanza come avviene nella zona dei Camaldoli sulle alture di San Fruttuoso dove purtroppo è stata depositata una grande quantità di rifiuti”.

Perciò De Benedictis chiede al sindaco di Genova Marco Bucci e all’assessore competente Matteo Campora “se sia prevista un’azione di forte contrasto all’abbandono dei rifiuti e al contempo ci sia un programma di smaltimento di tali rifiuti ingombranti abbandonati”. Va detto che il comune di Genova, anche attraverso l’Amiu, sta cercando di lavorare molto in questa direzione andando sempre più incontro alle esigenze dei cittadini; è di qualche giorno fa l’inaugurazione del servizio per il ritiro porta a porta dei rifiuti ingombranti, a titolo gratuito e con un nome che è già tutto un programma: ‘Niente scuse’. Lo scopo è duplice: da un lato andare incontro alle esigenze dei genovesi e dall’altro mettere uno stop ai gravi problemi causati al servizio di smaltimento dall’accumulo d’immondizia impropria nei cassonetti e nelle loro vicinanze.

Secondo Campora “abbiamo lavorato in tal senso perché l’azienda si potesse organizzare, l’estensione di questo servizio vuole andare incontro alle esigenze dei tanti genovesi che nel tempo avevano chiesto d’essere raggiunti da questa possibilità di conferimento, come già successo negli anni passati in altri quartieri”. Il cittadino può prenotare un appuntamento per il ritiro massimo di tre pezzi chiamando il numero verde (gratuito da rete fissa) 800 957700 oppure da cellulare al call center 010 8980800; al momento della prenotazione bisogna riferire il proprio codice fiscale oppure il codice utente Tari; gli appuntamenti sono ripetibili senza alcun limite a distanza di una settimana uno dall’altro ed è possibile delegare un’altra persona.

“Dobbiamo far comprendere ai cittadini che il personale che giornalmente viene dirottato sui percorsi dove vengono abbandonati gli ingombranti - sottolinea Pietro Pongiglione, presidente di Amiu Genova - non può lavorare sugli altri servizi Amiu, la conseguenza di un atto incivile di pochi ricade su tutta la comunità; auspichiamo che i genovesi apprezzeranno quest’ulteriore sforzo di combattere il degrado nelle strade e che non vanifichi l’impegno del nostro personale sul territorio che è la casa di noi tutti”. Nelle tre grandi aree territoriali in cui è divisa la città - Centro, Levante, Ponente - circa venti addetti a bordo di una decina di mezzi effettuano, in media da lunedì a sabato e a rotazione tra turni mattutini e pomeridiani, interventi esclusivamente dedicati al recupero degli ingombranti abbandonati; l’operazione è svolta sia vicino ai cassonetti sia in zone dove si creano discariche abusive, a ciò s’aggiungono gli interventi ad hoc concordati coi diversi municipi genovesi.

Questo servizio si somma alle tante possibilità che i cittadini hanno di conferire, sempre gratuitamente, in modo corretto gli ingombranti e i Raee ovvero rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici; inoltre in città è possibile usufruire degli Ecovan +, l’isola ecologica mobile, presenti a rotazione in 47 punti territoriali, delle isole ecologiche e del ritiro a pagamento a domicilio nella propria abitazione. Il nuovo servizio ‘Niente scuse’ viene promosso attraverso una campagna informativa sui canali social e d’affissione in città in modo da garantire la massima ed incisiva diffusione tra i cittadini, sperando che tutto ciò possa portare un contributo se non decisivo per lo meno importante.

Alberto Bruzzone

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