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Cronaca | 15 giugno 2021, 09:01

Cartelli, striscioni e musica per ribadire il no al petrolchimico a Sampierdarena: 300 in piazza contro degrado e rischio ambientale

Cittadini provenienti da tutta Genova si sono radunati in lungomare Canepa per protestare contro lo spostamento dei siti industriali. La presidente Silvia Giardella: “Abbiamo un progetto di affaccio sul mare. Si realizzi”

Cartelli, striscioni e musica per ribadire il no al petrolchimico a Sampierdarena: 300 in piazza contro degrado e rischio ambientale

È assolutamente pacifica ma in forte crescita, variopinta, sempre più diffusa ma anche sempre più determinata, la protesta contro il petrochimico a Sampierdarena, che domenica ha vissuto un momento magico, assai partecipato, per dire un no, netto e deciso, allo spostamento da Multedo, in mezzo alla case, alla zona alla foce del Polcevera, anche qui vicino a palazzi e abitazioni a uso civile.

“Una data storica, di quelle da segnare sul calendario come inizio di un nuovo percorso. Levante e Ponente uniti in un flashmob trasformato in un festa, con la banda della Filarmonica Corniglianese a batterne il tempo”, ha definito la manifestazione Silvia Giardella, presidente del Comitato Lungomare Canepa, esaltando e sottolineando come una moltitudine di cittadini genovesi, a piedi e in bicicletta, siano arrivati dall'arco geografico della città che spazia da Nervi a Voltri, in lungomare Canepa domenica mattina, scegliendo la manifestazione alla spiaggia e all'abbronzatura perché se l'estate dura una stagione, inquinamento e disagio possono durare tutta la vita.

No ai depositi chimici vicino alle case, apertamente dichiarato “con commozione e anche felicità”, ha detto la presidente Giardella. “I depositi chimici non devono stare né a Multedo né in nessun altro posto vicino alle case, perché il Ponente e la Valpolcevera hanno già dato, tanto, troppo”, afferma.

“I quartieri industriali e portuali sono tra i più densamente popolati - ricorda - e sebbene abbiano dato tanto alla città in termini di ricchezza e benessere per Genova, in cambio i cittadini hanno ricevuto ben poco e a ben vedere sono anche quelli a più basso reddito. Ma soprattutto, come confermato dagli studi di Medicina Democratica e Associazione Medici per l'Ambiente, perdono la salute, ammalandosi e morendo di più di malattie cardiovascolari importanti, non solo di tumori. A Sampierdarena siamo ancora a credito di una compensazione mai arrivata quando il litorale fu completamente stravolto 80 anni fa. Siamo ancora a credito, per aver ricevuto una tangenziale in mezzo alle case di lungomare Canepa. Siamo a credito perché esistono già in area portuale cinque siti Rir, cioè a rischio di incidente rilevante, a pochi passi dal centro storico di Sampierdarena”.

“Domenica - fa notare Silvia Giardella - mentre mostravamo i cartelli con la scritta ‘No depositi chimici’, eravamo tutti su lato mare, sul marciapiedi reso ciclabile, guardavamo il centro storico di Sampierdarena e ne riconoscevamo i tratti di antico borgo marinaro”. Momento intenso, quasi di commozione, ricorda, sottolineato dal suono della Banda che intonava ‘Ma se ghe pensu’, canzone cui nessun genovese resta insensibile.

“E la commozione arrivava”, assicura Silvia Giardella. “Momenti unici che non scorderanno i presenti - insiste - commossi per ciò che era Sampierdarena, per ciò che è ora: rete viaria e ferroviaria, teatro di traffico e smog; e per ciò che potrebbe diventare un domani con ulteriori depositi chimici a sancirne la definitiva deturpazione. Ieri i genovesi hanno dimostrato una bellissima unione, uniti nel dire no ai depositi chimici sotto la Lanterna ma anche in area Messina”.

Altri i piani che hanno i residenti per la Lanterna e che illustra la Giardella: “Chiediamo che il waterfront di Levante si estenda fino alla Lanterna, riqualificandola e creando un affaccio al mare. E durante la manifestazione abbiamo mostrato la proposta del Comitato Lungomare Canepa in tal senso. A giorni invece invieremo la petizione in cui chiediamo al sindaco Marco Bucci di estendere il waterfront, come da petizione lanciata insieme ad Annamaria Scotto di Genova contro il degrado, Matteo Ciappina di No cementificazione Nervi, Giovanni Coiana per Tutela Ambientale Genova e a cui poi si sono aggiunti tutti gli altri comitati e associazioni del Ponente e del Levante”.

Cita l’architetto Renzo Piano la presidente di Lungomare Canepa, per indicare che “ogni quartiere deve avere il suo affaccio al mare”. “Noi chiediamo di comprendere le cenerentole Cornigliano e Sampierdarena”, affermano. E domenica, di fatto, la manifestazione di lungomare Canepa ha siglato un “meraviglioso sodalizio” con l'Associazione Amiamo Cornigliano della presidente Maria Curcio, e la Filarmonica Corniglianese. La stima dei partecipanti si aggira dalle 250 alle 300 persone, molte più del previsto secondo gli organizzatori. Bambini, anziani che facevano un amarcord di quando andavano al mare dove ora si vorrebbero impiantare i petrolchimici, famiglie, molti giovani in quella che tutti insieme definiscono anche una festa, un riappropriarsi di spazi destinati solo alle auto. E tra i partecipanti c'era anche il presidente Centro Ovest Michele Colnaghi, che ha ribadito il no ad ulteriori servitù.

Dino Frambati

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