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Economia | 01 ottobre 2021, 08:10

Discoteche ancora chiuse, Ettore Bocciardo del Silb: "Pretendiamo una risposta"

L’appello del settore, l’unico in Europa, che ha smesso di lavorare dal febbraio 2020: "In Europa, l'Italia è l'unica a non aver ancora avuto la possibilità di riaprire, ma la nostra situazione è gravissima"

Discoteche ancora chiuse, Ettore Bocciardo del Silb: "Pretendiamo una risposta"

Discoteche ancora chiuse, “il Governo ci lasci la possibilità di riaprire”. È il nuovo appello da parte del settore che ha smesso di lavorare dal febbraio 2020. “Italia: vaccinati 71,3%, Green Pass attivo, discoteche chiuse. Francia, vaccinati: 65,5%; Inghilterra 65,7%; Svizzera 57,2%; Olanda 63,8%; Serbia 42,5%. Perché? Pretendiamo una risposta dal Cts e dal Ministro Speranza”.

Questo è il post che campeggia sulla pagina Facebook di Ettore Bocciardo, presidente provinciale Silb Ascom, sindacato delle sale da ballo, titolare di un noto locale nel Municipio VIII Medio Levante, a fronte di una situazione generale a livello europeo che vede il settore tornare in attività, tranne quello italiano.

Da tempo Bocciardo si batte per tornare a una sorta di normalità, lui, che con i vertici della categoria, aveva proposto per primo alle istituzioni la ‘carta verde’ in completa sicurezza e all’aperto, così da favorire una ripresa economica per un comparto che ha anche un considerevole indotto, in ginocchio ormai da oltre un anno, categoria nella quale molti si sono dovuti reinventare, abbandonando l’attività e convertendola in ristorazione.

Ad oggi solamente le discoteche continuano a rimanere fuori dalla possibilità di apertura. Eppure anche se a livello nazionale gli esponenti dei partiti politici si esprimono senza contrarietà verso la riapertura delle discoteche, ecco che a livello di Ministero e di Governo, le decisioni sono diverse e non si sa il motivo.

“In Europa, l’Italia è l’unica a non aver ancora avuto questa possibilità - dice Bocciardo - ma la nostra situazione è gravissima, dal lockdown. Ci dicono che le discoteche sono pericolose, che creano aggregazione, movimenti esagerati come i salti, ma poi guardiamo gli autobus pieni, come i centri commerciali, allora mi domando dove sta il buon senso?”.

Eppure proprio Silb Ascom aveva chiesto e ideato per primo questo sistema di tracciamento per le persone negative al Covid 19, ideando un protocollo e la possibilità di utilizzare il Green Pass per consentire l’accesso alle discoteche e alle sale da ballo. Oggi tutti ne devono usufruire, per cinema, teatri, conferenze, ristoranti e a breve anche per andare a lavorare: in discoteca no. Non ci sono motivazioni per chi opera nel settore e continua a vedersi negare la possibilità di riaprire.

Vacilla anche il fronte ‘ristori’: “Qualcosa si è mosso, sono arrivati alcuni ristori degli scorsi anni ma si aspettano ancora quelli annunciati dal premier Draghi che tardano ad arrivare. Ad oggi contiamo solo quelli dell’anno passato, che sono davvero poca cosa per attività chiuse da febbraio 2020, per il resto nulla. Noi non saremo mai contro il Green Pass, perché per noi la riapertura passa proprio da quella strada e siamo assolutamente favorevoli”.

Tuttavia la situazione resta inspiegabilmente congelata e il 7 ottobre ci sarà l’atteso incontro tra i sindacati, poi, forse, si arriverà anche sulle piazze, dopo aver presentato richieste e spiegazioni in ogni modo a tutti i livelli ufficiali e burocratici, con pressioni e domande ad enti, amministratori, politici e governatori. Le risposte sono sempre state orientate verso una riapertura, ma ad oggi non ci sono garanzie. “Spero che questa situazione si sblocchi perché è priva di ogni senso, ma contiamo molto sulla decisione del Governo di lasciarci finalmente la possibilità di riaprire”.

Rosa Cappato

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