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Politica | 09 febbraio 2022, 08:10

Val Polcevera, lettera aperta al Premier Draghi dei consiglieri comunali per l'avvio del cantieri per il Terzo Valico

La scrivono i consiglieri comunali Cristina Lodi, Gianni Crivello, Gianni Pastorino e Sergio Rossetti

Val Polcevera, lettera aperta al Premier Draghi dei consiglieri comunali per l'avvio del cantieri per il Terzo Valico

Il Premier Mario Draghi nelle prossime ore sarà in visita a Genova e per l'occasione ecco una lettera aperta da parte di Cristina Lodi (consigliera comunale), Gianni Crivello (consigliere comunale), Gianni Pastorino (consigliere regionale) e Sergio Rossetti (consigliere regionale) sulla situazione della Val Polcevera con l'avvio del cantieri per il Terzo Valico:

"La Val Polcevera e Sampierdarena dopo l’immensa, enorme tragedia del crollo del Ponte Morandi stanno pagando ancora danni emotivi, sociali e strutturali che hanno colpito nel profondo tutto il territorio interessato. E la risposta a quanto è successo è stata la ricostruzione del Ponte San Giorgio grazie ad intervento importante del Governo con il Decreto Genova.

Da tempo però i Municipi, i Comitati e i cittadini della Val Polcevera e di Sampierdarena chiedono una diretta interlocuzione con le massime autorità per rappresentare le situazioni che si sono venute a creare o che si definiranno non solo dopo il crollo del Ponte Morandi e la cantierizzazione di tutta la zona, ma anche a seguito della realizzazione dei cantieri del Terzo Valico e del c.d. "ultimo miglio" porto di Genova – Via Sampierdarena/Campasso – Bivio Fegino e poter fare segnalazioni e formulare le proprie proposte alle autorità competenti.

I cantieri del Terzo Valico hanno creato molte servitù e disagi ai cittadini di Fegino, Trasta, Bolzaneto e dai sopralluoghi effettuati in questi mesi, esistono esigenze di mitigazione, indennizzi e opere di riqualificazione , attenzionando il tutto anche all'Osservatorio Ambientale, riposizionando al centro dell'attività dell'Osservatorio obiettivi come la tutela della salute e del benessere dei cittadini interessati dalla realizzazione dell’opera. Per quanto riguarda il cantiere dell'ultimo miglio si è preso atto che tra le case, a pochi metri da scuole e abitazioni della vallata, passeranno di giorno e di notte 48 treni merci di 750 metri, ogni giorno!, e questi treni saranno "composti" sul parco Campasso, sotto le finestre di centinaia di genovesi.

Paradossalmente un’opera che costa più di sei miliardi finalizzata a ridurre gli impatti del trasporto merci su camion diventa per Genova causa di pesante invivibilità per l' evidente inquinamento acustico ambientale che costantemente produrrà. Siamo fortemente convinti della necessità dell'opera ferroviaria e dell'incremento del traffico su ferro, ma al contempo è altrettanto necessario che essa rappresenti l'occasione per sviluppare un processo che oltre a considerare i giusti indennizzi e mitigazioni, a chi è impattato dai cantieri e dalla riattivazione della linea ferma da venti anni, sia una concreta riqualificazione urbana dei quartieri su cui l'intera linea si snoda.

In tutte e due le situazioni brevemente citate sono direttamente interessate alcune migliaia di abitazioni, in quartieri che da tempo richiedono opere pubbliche di riqualificazione urbana, infrastrutture sociali e culturali. Solo con un piano organico si potranno riconciliare le aree adibite a servizi con i luoghi di frequentazione pubblica, creando aree verdi e di socializzazione, risolvendo pesanti problemi legati alla viabilità e all'utilizzo del metrò. E' necessario, per esempio, ripensare i presidi scolastici interessati e prossimi ai cantieri, rilanciando su soluzioni rivolte al futuro per le nostre nuove generazioni affinché possano continuare a trovare le condizioni per vivere in Valpolcevera e Sampierdarena.

Non basteranno le migliori tecnologie a disposizione per abbattere rumori, vibrazioni, polveri. E su questa insostenibilità ambientale chiediamo venga impostata una estesa riqualificazione abitativa, sia pubblica che privata, venga dato avvio ad una rivisitazione degli arredi e dell'estetica urbana, con la creazione di spazi fruibili ponendo al centro le persone e il loro benessere psico-fisico.

Si chiede dunque di aprire una discussione partecipata tesa a ridisegnare i quartieri. Le persone vogliono non solo vedere applicate tutte le norme compensative previste, ma che le grandi opere in qualche modo migliorino anche la qualità della vita ordinaria di chi ci abita accanto con soluzioni di vivibilità collettiva, strutturali compensazioni urbanistiche. Le cittadine e i cittadini vogliono vedere tutelata la loro salute pensando anche alla realizzazione degli obiettivi dell'agenda 2030".

Redazione


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