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Regione | 10 febbraio 2022, 18:03

Concessioni Balneari, il presidente del Sib Capacchione a Savona: "Vogliamo una legge subito per evitare che i comuni vadano per conto loro creando caos"

Nella sede savonese il punto dopo la riunione tra Draghi e i ministri Garavaglia e Giorgetti. Dito puntato contro le parole di Gentiloni: "Le dichiarazioni sulle concessioni balneari sono tanto superficiali quanto sbagliate"

Concessioni Balneari, il presidente del Sib Capacchione a Savona: "Vogliamo una legge subito per evitare che i comuni vadano per conto loro creando caos"

"Vogliamo una legge subito, nel momento in cui la legge Centinaio è stata azzerata è necessario che il Governo e il Parlamento legiferino subito per evitare che i comuni vadano per il loro conto creando una situazione di caos con il rischio per il quale i magistrati possano intervenire creando problemi al nostro paese".

A dirlo è il segretario nazionale del Sindacato Italiano Balneari Antonio Capacchione nella sede di Savona della Sib alla presenza del presidente regionale Enrico Schiappapietra e diversi balneari riuniti per fare il punto dopo che nella giornata di ieri il Premier Mario Draghi ha avuto una riunione con i ministri del Turismo Massimo Garavaglia e dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti per affrontare i temi legati al "dossier balneari". L'impegno condiviso secondo Palazzo Chigi è quello "di arrivare a una proposta che tuteli il settore e che tenga conto delle varie complessità emerse".

"Il Governo sta lavorando per applicare un corretto bilanciamento tra le esigenze di una maggiore apertura alla concorrenza e la tutela dei diritti dei concessionari, ci sarebbe altrimenti un contenzioso devastante non solo per le aziende ma anche per il paese che rischia di avere una situazione di paralisi in un momento nel quale c'è bisogno della ripartenza economica del turismo" prosegue Capacchione.

Lo scorso novembre 2021 il Consiglio di Stato aveva deciso con una sentenza di prorogare le concessioni balneari fino al 31 dicembre 2023 e non il 2033 "al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere".

Una decisione che aveva messo i sindacati e i titolari degli stabilimenti balneari sul piede di guerra, i quali avevano poi deciso di impugnare di fatto la sentenza. Anche se la sentenza del gennaio 2022 di fatto ha confermato il legittimo affidamento e il diritto di superficie per gli attuali titolari di stabilimenti balneari. La sentenza di Palazzo Spada ha affermato anche la validità dei rinnovi automatici delle concessioni istituiti prima del recepimento della direttiva Bolkestein.

Nel frattempo nelle ultime ore hanno acceso gli animi e infastidito il settore le parole del Commissario europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni che ha dichiarato che "si tratta di riassegnare tramite gare le concessioni esistenti, tenendo conto delle professionalità e degli investimenti fatti finora ma senza favorire soggetti rispetto ad altri o un modello di gestione rispetto a un altro".

“La dichiarazione del commissario Gentiloni sulle concessioni balneari sono tanto superficiali quanto sbagliate” - hanno dichiarato il presidente nazionale del Sib e Maurizio Rustignoli, presidente di FIBA- Confesercenti - Il principio di concorrenza non può comportare la confisca di aziende che sono di proprietà dei balneari. Dovrebbe ben sapere che il mercato funziona se garantisce la concorrenza senza ledere gli altri sacrosanti diritti degli operatori, come quello della proprietà aziendale o la certezza del diritto. Piuttosto avrebbe dovuto sottolineare che il diritto europeo tutela tutti coloro che hanno confidato nelle leggi dello Stato. Si chiama legittimo affidamento e Gentiloni ha perso l'occasione per ribadirlo. Costituisce un aggravante la circostanza che sia italiano e che, quindi, conosce bene la nostra balneazione attrezzata costituita da decine di migliaia di famiglie di onesti lavoratori che forniscono servizi di qualità e di eccellenza che il mondo ci invidia. Dal commissario europeo all’Economia ci saremmo aspettati ben altro che queste semplicistiche dichiarazioni, che non aiutano, certamente, le Istituzioni italiane impegnate a trovare un giusto e corretto bilanciamento fra le esigenze di una maggiore concorrenza e la tutela dei legittimi diritti dei concessionari, riconosciuti proprio dal diritto europeo".

"In definitiva le dichiarazioni di Gentiloni sugli imprenditori balneari non aiutano l'economia europea che ha bisogno della balneazione attrezzata italiana che ha, da sempre, dimostrato efficienza e capacità imprenditoriale - puntualizzano Capacchione e Rustignoli - Non aiutano il nostro Paese impegnato a costruire una riforma delle concessioni balneari con un corretto e giusto bilanciamento fra le esigenze di una maggiore concorrenza con la doverosa tutela dei legittimi diritti dei concessionari. Gentiloni ha perso l'occasione per sottolineare che l'Europa non è solo concorrenza, ma la Patria dei diritti come quello di proprietà aziendale e del legittimo affidamento. Peccato”.

Il mondo della politica intanto, con la Lega da una parte (che attacca oltre a Gentiloni anche Cambiamo) e il Movimento 5 Stelle favorevole alle gare, si sta spaccando.

“Spostare il baricentro a livello nazionale verso il centrosinistra per Cambiamo!, come auspica la consigliera Lilli Lauro, oggi vuol dire seguire la linea Gentiloni-Ue sui balneari e la linea Renzi sui taxi. Mentre i ministri della Lega, Massimo Garavaglia e Giancarlo Giorgetti, hanno incontrato il presidente del consiglio Draghi e nei prossimi giorni avranno incontri tecnici, con le categorie e le Regioni per affinare una proposta condivisa a tutela del settore rispetto alla procedura d'infrazione già annunciata dalla commissione europea di cui fa parte Gentiloni. Ci dica Lilli Lauro, da che parte si schiera Cambiamo? Sta col centrodestra e i balneari o sta con Gentiloni e la Ue? Anche sui taxi, sposano quindi la liberalizzazione selvaggia proposta dal governo Renzi? Ci dicano una volta per tutte dove vogliono andare” queste le parole del gruppo della Lega in consiglio regionale.

"Ci vogliono nervi saldi perché la strada è in salita, non basta presentare una legge, poi va approvata e il Governo deve essere d'accordo, ci vuole che le tutte le forze siano unite. C'è consapevolezza del rischio di andare verso gare non regolamentate, è giusto preservare gli investimenti" il commento del deputato del Pd Franco Vazio.

Il presidente nazionale del Sib Antonio Capacchione:

Luciano Parodi

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