È festa grande a Sampierdarena per la settimana dal 24 aprile e fino all’1 maggio per una della tradizioni più sentite nella delegazione: quella che onora il suo santo patrono San Salvatore. Centro della serie delle iniziative, eminentemente a carattere religioso, la chiesa di Santa Maria della Cella e San Martino, sita in via Giovanetti, parrocchia della zona nonché sede del vicariato di Sampierdarena, e retta da don Matteo Firpo, molto attivo nella sua opera pastorale e molto amato in zona, dov’è giunto da relativamente poco tempo.
Per celebrare il patrono ogni giorno ci sono infatti Messe dedicate a categorie di persone a partire da quella per i nonni, cui ha fa seguito quella per i ragazzi del catechismo, della Cresima, per chi svolge un servizio in parrocchia.
Ma il momento ‘clou’ della settimana resta quello della processione, durante la quale la statua del santo viene portata lungo le principali strade e piazze sampierdarenesi. Processione che riprende dopo la forzata pausa provocata da pandemia e restrizioni conseguenti e che quindi, domenica primo maggio, si pensa sarà particolarmente seguita. E che sarà preceduta, la mattina, da una messa solenne celebrata alle 10,30.
La devozione al santo è molto sentita in zona e fa parte storicamente di quel sentimento localistico che fa di Sampierdarena una città nella città, dove i residenti si sentono quasi in una località a se stante, pur inserita nel contesto di una grande città come Genova. Ulteriore dimostrazione di questo sentire popolare è proprio il manifesto di presentazione del programma della settimana e della domenica.
E dove il Santissimo Salvatore viene definito patrono della ‘città’ di San Pier D’Arena, con il nome della delegazione che viene scritto proprio come fu in origine quando San Pietro D’Arena vi eresse il primo luogo di culto che poi diede il nome al luogo. Indicazione geografica che, in seguito e anche oggi, è quasi sempre indicata con il nome di Sampierdarena. Ma nella delegazione è ancora presente l’indicazione come nel manifesto, che viene usata non raramente. Fede, storia che si mixano ma che non impediscono alla festa di avere anche una parte laica, che viene evidenziata da vetrine di negozi che ricordato la ricorrenza e che sarà caratterizzata da mercatini diventati pure questi tradizionali e che, negli anni, hanno sempre attratto una moltitudine di persone.














