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Attualità | 05 maggio 2022, 13:07

Certosa incontra sindaco e assessore Campora, che assicurano attenzione al quartiere e studi concreti per risolverne i problemi

I rappresentanti della zona valpolceverina hanno portato a Tursi una petizione con 600 firme della gente che invoca attenzione e dice no a diventare un quartiere degradato. Attendono azioni concrete, pronti a proseguire nella loro decisa e determinata protesta

Certosa incontra sindaco e assessore Campora, che assicurano attenzione al quartiere e studi concreti per risolverne i problemi

Sembra essere stato un incontro indirizzato nella maniera più opportuna quello tra il sindaco Bucci e l’assessore Campora con il Comitato Liberi Cittadini di Certosa, dove il governo genovese ha provato a rassicurare la gente di Certosa, tormentata dall’impatto dei cantieri ferroviari: per il quartiere si studieranno e saranno poi rese concrete soluzioni per la riqualificazione dell’area e il rilancio di Certosa e Rivarolo. Una richiesta, spiegano al Comitato, che peraltro arriva dal basso, visto che a dare l’innesco all’incontro è stata la consegna di una petizione popolare ricca di oltre seicento firme di cittadini, poste sotto la richiesta appunto di riqualificare e rilanciare quella che Enrico D’Agostino, presidente del Comitato, sottolinea come sia “popolosa parte di Municipio che, negli ultimi quattro anni, è stata pesantemente colpita dalla tragedia del ponte, dalla crisi economica e dai cantieri”.

Attorno al quartiere e dentro lo stesso ci sono grandi lavori in corso per infrastrutture importanti e utili alla città. “Investimenti rilevanti - dice D’Agostino - sul concetto di vita migliore dei genovesi con il quale non possiamo mancare di essere d’accordo. Tuttavia, nello stesso tempo, questo non può penalizzare il nostro quartiere, che ha pari diritti di tutti gli altri della città. E dove sono previste due importanti infrastrutture definite di interesse pubblico, come il prolungamento della metropolitana Brin-Canepari e la linea ferroviaria merci, Porto di Genova - Terzo Valico, attraverso Sampierdarena, Campasso, Certosa e Rivarolo. Opere necessarie che aiutano Genova a ridurre l’inquinamento e a sviluppare l’economia, ma peggioreranno, senza ombra di dubbio, le condizioni di molti nostri residenti. E questo non è giusto”.

Anche perché, ha ribadito la gente di Certosa attraverso manifestazioni di piazza, assemblee e comunicazioni varie, non conosce, né vede previsti interventi compensativi per il quartiere o per i residenti, che ricordano come si parli di abbondanti risorse messe in campo per queste opere. E sono ormai anni che hanno iniziato una lotta per il loro quartiere e con queste linee guida: d’accordo sulle infrastrutture ma non a un peggioramento della qualità di vita in zona o una periferizzazione pesante di questa.

La raccolta di firma è stata l’ultima iniziativa in ordine di tempo. “Con la quale - spiega D’Agostino - abbiamo inteso rappresentare al Comune la sofferenza di un territorio oppresso dai cantieri, dal traffico e dall’inquinamento. Un quartiere dove vediamo che i parcheggi vengono cancellati, il verde e le aree di sfogo culturale e sportivo, nonostante l’impegno del Municipio, dei comitati e delle associazioni del territorio, sono pochi, sempre più compromessi dal degrado e dalla mancanza di risorse. Ma non solo, perché esiste anche un aspetto sociale con le opportunità di lavoro che regrediscono”.

Da qui la necessità di reagire: “Serve uno scatto in avanti, un’opportunità per riqualificare il quartiere - afferma il presidente del Comitato - e da parte nostra da almeno due anni chiediamo l’intervento del Comune su Ferrovie per trasformare quella che era una servitù, la rimessa ex Officina dei Locomotori di Certosa/Rivarolo, in un’opportunità per il territorio. Il quartiere ha il diritto di poter rivendicare l’utilizzo dei 27.700 metri quadrati scoperti e coperti che le ferrovie tengono inutilizzati da sei anni e il Comune quale soggetto preposto alla salute e sviluppo del territorio ha il compito di affrontare i problemi che abbiamo posto”. E assicura che Certosa incalzerà “l’amministrazione comunale affinché l’impegno si traduca in atti concreti che abbiano continuità, al di là delle elezioni comunali”. Ma il recente incontro con il primo cittadino e Campora pare far intravedere una luce in questo buio perché l’attenzione di Palazzo Tursi sembra esserci e per le voci forti che si elevano da Certosa questo potrebbe essere finalmente un segnale positivo.

Dino Frambati

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