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Cronaca | 12 maggio 2022, 09:29

Truffavano gli anziani fingendosi tecnici, due in manette

I due, di 29 e 31 anni, sono stati arrestati dagli agenti della Polizia di Stato

Truffavano gli anziani fingendosi tecnici, due in manette

 Truffavano gli anziani fingendosi tecnici di Iren o Enel i due giovani di 29 e 31 anni arrestati dagli agenti del Commissariato di Prè.

I due, pregiudicati, hanno compiuto diverse truffe e furti in abitazione commessi a danno di persone anziane su tutto il territorio genovese.

Il modus operandi dei due era pressoché sempre lo stesso: prima di tutto veniva individuata la vittima, una persona anziana e dunque con minori capacità difensive, poi entravano all'interno dell'abitazione fingendosi incaricati dalla società Iren o altre volte dipendenti dell’Enel, inducendo nei malcapitati il timore di poter subire la sospensione della fornitura del gas.

Una volta ottenuto con l’inganno il consenso delle vittime, i due si introducevano in casa e iniziavano a proporre la sottoscrizione di un nuovo contratto di fornitura con una diversa società erogatrice.

Approfittando della distrazione indotta dalla trattativa, uno solo dei due complici, con la scusa di dover fare una telefonata o di dover andare in bagno, si introduceva nelle camere dell’abitazione provvedendo in poco tempo alla sottrazione di contanti, svariati monili in oro, orologi di valore, assegni e diversi bancomat che successivamente venivano utilizzati con indebiti prelievi.

Una volta ricevute le denunce, il personale del Commissariato Pré ha avviato le indagini.

Il primo è stato l’individuazione fotografica, sottoponendo difatti alle vittime diversi album fotografici venivano riconosciuti i due soggetti autori delle odiose condotte criminali.

Secondo strumento è stato quello dell’analisi dei tabulati telefonici, grazie ai quali è stata confermata la responsabilità dei due soggetti, poiché le celle telefoniche hanno collocato gli stessi proprio nelle abitazioni oggetto di reato e negli orari in cui si sono consumate le condotte criminali.

In aggiunta, si è scoperto che una delle utenze telefoniche indicate dai due finti operatori Iren nella copia del contratto lasciato alla vittima, seppur intestata ad un soggetto estraneo alle vicende, è stata in realtà attivata tramite la mail che appartiene ad uno dei due rei.

Le vittime, spesso affette da patologie motorie invalidanti, dopo essere state rapinate subivano le ripercussioni psicologiche. In più, i due sui social ostentavano la disponibilità di banconote di grosso taglio, vestiti firmati e l'elevato tenore di vita permesso proprio dalle truffe.

L'intenzione dei due criminali era proprio quella di garantirsi lo stile di vita.

Nel provvedimento dell’Autorità Giudiziaria vengono contestati in tutto ben 13 episodi criminosi attuati dai due, nei quali sono ricompresi furti in abitazione, truffe aggravate, sostituzione di persona, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito. Oltre a tutti gli oggetti di gran valore già descritti, si stima che abbiano sottratto anche più di 20.000 euro in contanti.

Redazione

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